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martedì 27 ottobre 2026

Che cosa è il "Girato"?

 Nel mondo del cinema la parola "girato" sta a significare la totalità del materiale che è stato impresso sulla pellicola durante le riprese di un film. 

Tale parola è probabilmente stata scelta proprio per la natura dei supporti, le bobine, attorno alle quali veniva avvolta la pellicola. Esse andavano infatti girate perchè ciò accadesse, inizialmente addirittura a mano.

Tutto il girato viene dunque, una volta che si è terminato di "girare le riprese", immagazzinato per poi avere due sostanziali utilizzi. 
Il primo, il più rilevante, quello di permetterne una selezione fatta da regista e tecnici, che con la fase di montaggio completeranno la realizzazione dell'opera.
Il secondo, un po' piu moderno, è quello di andare a ripescare a posteriori, anche a distanza di mesi o anni, qualcosa di "tagliato" dalla versione finale, per poter essere allegato alla vendita in un qualche supporto digitale, come ad esempio un Dvd.
 
Curiosa, ma non potrebbe di fatto essere altrimenti, è la meticolosità con cui si catagloghi tale materiale, tanto che esiste anche come definizione l'espressione "girato giornaliero", ossia l'insieme di tutto ciò che è stato ripreso in quel determinato giorno, che verrà poi stoccato, ma non prima di aver indicato molteplici elementi che lo caratterizzano.
Viene sempre allegato infatti il "Bollettino di Edizione", che indica il luogo dove sia stato girato il materiale, ed inoltre se si tratti di scene catalogate come "Buone", "Riserve" o "Scarti". Contiene spesso anche indicazioni rilevanti per il suo futuro montaggio.

mercoledì 14 ottobre 2026

"L'antidoto" (2005) #Recensione

 Si tratta di un film francese, uscito a 7 anni dal grande successo de "La cena dei cretini", con cui condivide diversi aspetti, tra i quali uno su tutti, il coprotragonista.

La trama è quella di un imprenditore francese di successo che tenta la scalata ad un'altra azienda, le cose sembrano andare bene, fino a che non insorge in lui un grave problema di balbuzie, legato all'ansia. 
Mandato da uno psichiatra scopre che si tratta di un qualcosa di legato alla propria infanzia, decide dunque di ricercare dentro di se e negli elementi fisici del proprio passato quale possa essere la chiave della sua problematica.
Nel mentre si imbatte in un contabile della propria azienda, ed una volta scoperto che la presenza di egli è sufficente a tamponare la balbuzie, decide di tenerlo al proprio fianco giorno e notte fino a che non avrà trovato una soluzione definitiva.

Per rimanere fortemente il linea con uno dei temi maggiormente presenti nel film, si potrebbe definire il risultato finale come nè carne nè pesce.
Un'opera che non appassiona, che non stimola riflessioni, e che non regala quasi nessun reale momento di ilarità, ma allo stesso tempo un'opera che non si prende troppo sul serio, che scorre bene, e che non ha reali ragioni per essere criticata aspramente.

Il problema principale sta semplicemente alla base, l'idea e la trama sono infatti quanto di più banale si potesse scrivere, a differenza proprio de "La cena dei cretini" che invece aveva un ottimo potenziale dato dal concetto di partenza. 

Da segnalare il fatto che su PrimeVideo sia al momento disponibile solamente in versione doppiata, certo la scelta più comoda per il pubblico italiano, ma anche la meno sensata, il film infatti è in gran parte legato alla scelta dei vocabili ed alle incomprensioni nonchè alla comicità che essi generano, vederlo doppiato dunque toglie una fetta importante se non determinante al valore dell'opera.

In sostanza una pellicola che si guarda agevolemente fino alla fine, ma talmente insipida da essere difficile da consigliare. 

domenica 11 ottobre 2026

Lion (2016) #AnalisiTitolo : Quando l'Italia ci vuole mettere del suo..

Questo post ha il sottotitolo, in forte polemica con la classica cattiva abitudine italiana, già esposta in innumerevoli altri frangenti su questo blog, di spiegare e rovinare la trama negli adattamenti dei titoli di film stranieri.

Anche in questo caso infatti, non poteva essere fatto peggior danno al film se non spiegare che si tratti di una persona, il protaginista, che a metà dell'opera inizia la ricerca della casa dove è cresciuto, prima di essere adottato. 
In aggiunta, il titolo non usa nemmeno il termine "ricerca", troppo vago, ma bensì "verso", facendo intendere che la ricerca si concluda con un successo.

Comprensibile il voler aggiungere un qualcosa al semplice "Lion", per un pubblico, quello italiano che è cresciuto con "Lèon" il capolavoro con Jean Renò della prima metà anni '90, tuttavia il risultato come appena detto, è da ritenersi pessimo.

Note di curiosità, il fatto che "Lèon" sia stato inizialmente distribuito negli Stati Uniti come "The Professional", e come il protagonista, a differenza di quello che la versione italian lascia intendere, fosse di origini italiane. 

giovedì 1 ottobre 2026

"Truth in numbers?" (2010)

 Anche in questo caso non una vera e propria recensione, ma più una segnalazione per i possibili appassionati di un argomento del genere.

E l'argomento è : Wikipedia, l'enciclopedia online per eccellenza, che ormai non ha più bisogno di presentazioni.

"Truth in numbers?, Everything according to Wikipedia" è il titolo per esteso, e si tratta di un documentario riguardante tale enciclopedia.

Uscito nel 2010 analizza dunque un po' tutto il primo decennio della sua esistenza, e lo fa dal punto di vista di molte persone che ne sono state coinvolte volenti o nolenti, nonchè dal punto di vista degli addetti ai lavori, compreso in larga parte lasciare la parola al suo cofondatore e volto di riferimento da sempre, Jimmy Wales.
Ma lo fa anche, e questo forse è l'aspetto più interessante, in maniera molto critica, non mancano infatti opinioni e posizioni contrarie alle caratteristiche ed alla gestione di Wikipedia.

Il risultato è un documentario di circa 90 minuti che mostra diversi aspetti del "dietro le quinte", ma che lascia un po' con il senso di incompiuto e di volerne sapere di più... forse proprio per direzionare lo spettatore a documentarsi personalmente, magari su Wikipedia :).

domenica 20 settembre 2026

"Novecento" #AnalisiTitolo

 Il titolo non deve molte spiegazioni a nessuno, ma contiene una curiosità linguistica che per gli appassionati del settore potrebbe risultare interessante.

Innanzitutto i complimenti d'obbligo per aver trovato un titolo semplice al punto giusto, orecchiabile ed internazionale quanto basta, ermetico ed intrigante a sufficienza, e soprattutto riassuntivo dignitosamente ed in una sola parola per una pellicola di oltre 5 ore.

Dopo di che è il momento di far notare che in lingua inglese sia stato diffuso con il titolo di "1900", e qui si incontra proprio la curiosità.
Infatti, mentre nel mondo anglofono è possibile abbreviare come da noi il nome delle decadi, nel caso uno voglia, in anni '60, anni '70 etc, non è stato fatto altrettanto per i secoli, ecco che quindi 1900 deve essere scritto per esteso.

Diversamente in Italia, sempre per convenzione linguistica e sempre rigorosamente con l'apostrofo per la forma più corretta, si possono abbreviare anche i numeri dei secoli dopo l'anno 1000, in '700, '800, ed in questo caso '900.
Da li poi la scelta stilistica di renderlo in lettere e non in numeri per quanto riguarda il titolo del film, ma tutto questo era per chiarire che si parla del ventesimo secolo, quello che va dal 1900, al... nel caso del film, il 1976.

domenica 13 settembre 2026

"Valentino - L'ultimo imperatore" #AnalisiTitolo

 Poco, pochissimo, da dire, specialmente per chi ha visto il film, ma comunque un paio di cose possono essere aggiunte.

Innanzitutto il titolo è una traduzione, perchè nonostante il tutto si svolga quasi interamente in Italia, con protagonista e quasi tutti gli altri "interpreti" italiani, si tratta di una produzione americana, diretta da Matt Tyrnauer.

In originale è dunque "Valentino - The last emperor", che sembra una delle più palesi americanate, nel senso di scelta per descrivere uno stilista, anche quando ci si imbatte per la prima volta con il titolo tradotto in italiano, ma che, durante la sua visione si scropre essere una frase pronunciata da una persona in un momento del documentario, frase pronunciata volutamente al limite tra il serio ed il sarcastico, e che quindi trova un suo senso nell'essere stata scelta come titolo di tutta l'opera.

Oltre a questo ci sono ovviamente tutti gli altri aspetti riguardanti la rilevanza ottenuta da Valentino nel mondo della moda, ed il pensiero e la stima personali del regista che certamente hanno influito sul fatto che una frase/pensiero cosi ingigantito, potessero diventare il titolo stesso.

venerdì 4 settembre 2026

"Fahrenheit 451" #SpiegazioneTitolo

Per chi avesse già visto il film non ci sarà molto di nuovo da leggere, dato che gran parte della spiegazione viene data anche all'interno di una scena dell'opera, ma per tutti gli altri, incuriositi da un titolo così ermetico :

La parola "Fahrenheit", si riferisce ad una scala si misura della temperatura e viene dalla lingua tedesca, precisamente non si tratta altro che di un cognome, quello del fisico che la ideò. 
Come scala è principalmente in uso negli Stati Uniti d'America, mentre il resto del mondo predilige a maggioranza quella Celcius.
Questa scelta da parte del regista dell'opera, Francois Truffaut, francese, che per la prima volta si rivolgeva ad un pubblico internazionale, usando attori britannici e germanofoni, potrebbe sembrare essere data dall'aspetto di voler potenzialmente strizzare l'occhio agli spettatori statunitensi.
Tuttavia la spiegazione è molto più semplice, si tratta infatti soltanto di un film basato su di un libro, omonimo, scritto dal prolifico scrittore di opere fantascientifiche americano, e successivamente anche sceneggiatore, Ray Bradbury, che ovviamente lo scrisse facendo riferimento alla scala in uno nella propria nazione.

Per quanto riguarda il numero invece, non è altro che la temperatura alla quale va in combustione la carta, ossia quella che deve essere raggiunta, con mezzi alternativi alla semplice temperatura ambiente, perchè possa prendere fuoco. 
(La trama del film è un po' tutta incentrata sui libri, ed in particolare sul bruciarli, questo spiega l'importanza di tale numero relativamente all'opera).

Da far notare anche il modo in cui venga pronunciato tale numero, solitamente infatti un numero a 3 cifre negli Stati Uniti verrebbe molto probabilmente pronunciato dicendo la prima cifra come a se stante e le altre due come un secondo numero, ad esempio il noto gruppo musicale Blink 182, viene solitamente chiamato in inglese "Blink 1-82".
Questo però non accade nel caso del film perchè come si vede anche in una scena, la cifra viene pronunciata 4-5-1, ossia con i numeri tutti a se stanti. 

giovedì 27 agosto 2026

"Perfect blue" #AnalisiTitolo

Nonostante la trama richieda una certa attenzione per essere compresa, il titolo dell'opera rimane un mistero anche una volta terminato il film.

Le parole "Perfect" e "Blue" non vengono infatti realmente mai usate all'interno dell'opera, ne tantomeno viene fornita una spiegazione del perchè insieme siano state usate come titolo.

Le speculazioni negli anni sono state moltissime, dal fatto che la protagonista appaia "perfetta" al mondo, nella sua fisicità, a differenza della sua migliore amica, oppure che il colore blue abbia un qualche collegamento specifico a degli stati d'animo nel mondo nipponico, come di fatto è in lingua inglese, dato che "blue" è un modo per descriversi tristi.

Tuttavia quello sono rimaste, speculazioni, tanto che lo stesso regista ha successivamente dichiarato di non sapere il perchè il romanzo su cui il film è basato, avesse quel nome. 
Egli, a suo stesso dire, si è limitato semplicemente a riusare lo stesso titolo, nonostante abbia dichiarato che visti i cambiamenti che aveva apportato alla trama ed ad altri aspetti dell'opera, aveva pensato di modificarlo, salvo poi mantenerlo perchè apprezzava l'idea delle due parole insieme. 

martedì 18 agosto 2026

"Paolo il caldo" (1973) #AnalisiTitolo

 Il nome del film è stato ripreso direttamente dal romanzo su cui è basato, quindi non vi è stata nè traduzione da altre lingue, nè adattamenti vari che avrebbero potuto sminuirlo.

Tuttavia rimane un titolo piuttosto strano, come prima impressione appare un po' demenziale ma allo stesso tempo abbastanza ermetico da renderlo parzialmente intrigante.

La spiegazione sta probabilmente nel fatto che il protagonista, tale Paolo appunto, è di natura/animo molto "caliente", soprattutto riguardo a quella che nel film è chiamata sensualità, ma ancor meglio potrebbe essere chiamata sessualità.
Elemento accentuato anche letteralmente quando in una scena, per un amore che gli era stato tolto, finisce per avere la febbre.

Da segnalare anche come "Paolo il freddo", uscito l'anno successivo, non sia un'altro capitolo della saga, ma una parodia firmata Franco e Ciccio.

venerdì 14 agosto 2026

"Kung Fury" (2015)

 Il gioco di parole nel titolo svela già molto riguardo al tenore dell'opera, che comunque si distingue per assurdità ed originalità.

Senza volerne fare una vera e propria recensione, vi sono un paio di aspetti, all'interno della già particolare opera, che probabilmente risaltano per il loro essere ancora più singolari.

Il primo è che si tratti di una pellicola finanziata tramite "Crowdfunding", ossia quelle piattaforme dove viene esposta un'idea da parte solitamente di un imprenditore che però non possiede i fondi necessari per realizzarla, ed il contributo di sconosciuti viene raccolto per poter diventare, in caso venga raggiunta la cifra asupicata, il budget per realizzarla effettivamente. 
Questo film aveva infatti l'asticella a 200.000 dollari, e ne furono raccolti tramite quel sito addirittura oltre 600.000.

La seconda è il fatto che, il suddetto budget non fosse comunque sufficiente a far permettere al regista grandi spostamenti fisici e spese simili, tanto che tutte le scene che sembrano girate a Miami, negli Stati Uniti, sono invece state create al computer nella sua casa in Svezia.
Una scena in particolare fa capire il livello di dedizione e di assurdità della cosa, ed è quella in cui egli, possedendo una sola uniforme da poliziotto, abbia filmato e montato l'attacco di 60 persone, girando 60 scene distinte, in cue veniva attaccato da una singola comparsa e poi montandole tutte insieme. 

In sostanza un'opera a suo modo interessante, della durata di soli 30 minuti, e che può essere un divertente passatempo per un dopocena con amici. 

martedì 11 agosto 2026

Che cosa significa "Troupe".

 La parola "Troupe" è comunemente usata sia nel mondo francofono che in quello anglofono per indicare un gruppo di persone atte ad eseguire una qualche messa in scena, quella che in italiano si chiamerebbe una "Compagnia", per esempio teatrale.

Ha come significato anche quello di "Truppa", a livello militare, ma è nel settore cinematografico che la cosa inizia a differire tra le varie lingue. In inglese infatti, per intendere l'insieme degli addetti ai lavori in ruoli chiave, ma secondari rispetto a regista ed attori, si usa il temine "Crew", per esteso "Film crew", mentre in italiano la forma maggiormente utilizzata per intendere tale gruppo di persone, è appunto proprio "Troupe", "Troupe cinematografica".

Si tratta nello specifico di una serie di figure professionali qualificate nel loro singolo settore che vengono assunte dalla produzione per agire all'unisono o anche in fasi diverse, nei diversi momenti della realizzazione dell'opera.

Una caratteristica tipica di una Troupe cinematografica è quella di non avere un numero fisso di partecipanti, come invece avviene magari per regista e produttore che sono nella maggior parte dei casi unità singole.
Si tratta in sostanza di tutti gli addetti ai lavori che svolgano una mansione determinante per la realizzazione del film e che hanno studiato nel settore in cui la svolgono, come per esempio il fonico o l'attrezzista, a differenza di tutti coloro che partecipano al film senza una preparazione specifica, come a volte avviene per alcune comparse, oppure non siano necessariamente legati a delle produzione cinematografiche, come per esempio addetti alle pulizie dei locali usati o addetti al trasporto merci o persone per la realizzazione dell'opera.

venerdì 7 agosto 2026

Si dice "Televisione" o "Televisore"?

Non il più cinematografico degli argomenti, ma pur sempre legato al settore in qualche modo, e comunque un buon ripasso della basi di cultura generale moderna.

Non è raro che il mondo del cinema venga chiamato con l'espressione "Grande schermo", per ovvie ragioni. Altrettanto possibile è sentir associare la televisione all'espressione "Piccolo schermo", ed anche in questo caso la spiegazione è sufficientemente intuitiva.

E' dunque difficile imbattersi in qualcuno che abbia confuso tali termini o li abbia usati in maniera impropria.
Cosa diametralmente opposta a quello che accade con "Televisione" e "Televisore".

La prima parola è infatti tutto il mondo di ciò che viene trasmesso sui canali televisivi, in senso figurato quindi l'entita televisione, e non viene quasi mai sostituito impropriamente dal secondo termine in questione.
Secondo termine che è invece semplicemente lo strumento, il congegno che possediamo e posizioniamo solitamente in stanze come il soggiorno, sul quale poter visionare pellicole o programmi televisivi, ed è spessissimo, quasi costantemente, confuso con "la Televisione".

In negozio possiamo dunque acquistare un "televisore", non una "televisione", e sul "televisore" potremo guardare i programmi e simili, che vengono realizzati dalla "televisione".

sabato 25 luglio 2026

"Triangle of sadness" (2022) #AnalisiTitolo

 Il titolo è stato lasciato in originale nella versione in italiano, e come viene spiegato in parte nel film, si riferisce ad un parte specifica del corpo umano, quella tra gli occhi, dove si formano spesso rughe, e che nel mondo della chirurgia estetita può essere modificata grazie al botulino.

Nella storia trattata nella pellicola, tale parte del corpo del protagonista è corrucciata a causa di questioni economiche e sociali che sta vivendo in quel momento.

Come titolo in se e per se non appare particolarmente sofisticato o adatto, a meno che non si voglia vederci qualcosa di più e collegarlo ad ulteriori aspetti dell'opera.

Tutte speculazioni naturalmente ma, (Il film è diviso in 3 parti, 3 scenari ben distinti) oltre che essere collegato alla prima parte per la spiegazione che da l'opera stessa, lo si può volendo collegare anche alla seconda, forse forzatamente, ma dove tutte le difficoltà marittime di navigazione nel picco di concitazione, potrebbero essere associate a quello che è da decenni il luogo più complicato per eccellenza nel settore, il triangolo delle Bermuda, almeno nell'immaginario collettivo.
Per la terza scena invece, quando ormai i progatonisti sono diventati 3, legati da una indecifrabile relazione di odio amore e distacco, condita con del tradimento e delle manipolazioni, vi è un senso intrinseco di insoddisfazione e quindi tristezza nel 3 protagonisti, oltre che poter essere catalogate come tristi molte delle azioni che essi scelgono di compiere. 

domenica 12 luglio 2026

Un documentario è un film?

Il "Documentario" è un vero e proprio genere cinematografico, talmente legittimo che ha la propria categoria di premio alla notte degli Oscar, da ormai quasi un secolo.

In totale contrasto con quelli che sono solitamente i canoni del cinema moderno, ossia la recitazione e spesso il distaccarsi notevolmente dal realismo, il documentario vuole invece "documentare" la realtà, verbo da cui prende il proprio nome, o di raccontare fatti, in molti casi passati.

Si considera a tutti gli effetti un film, dato che le caratteristiche per chiamarlo tale in passato c'erano tutte, dato che "Film" significa "Pellicola", ed essendo esso ripreso da comuni cineprese ed impresso su pellicole appunto.

Dove differisce però negli aspetti più tecnici è nella durata, solitamente più breve di un comune film, di fatto nonostante ne esistano molti di 90 minuti o oltre, ve ne sono anche altrettanti sotto i 60, cosa che per un film sarebbe rarissimo. 

Ha generalmente come differenza rispetto ad altri generi, di avere un carattere fortemente informativo, nozionistico, atto a fornire allo spettatore una grande quantità di notizie e curiosità in un tempo relativamente breve, riguardo ad un dato argomento, che ne è quindi il tema principale.

Un falso mito però è quello che il risultato sia sempre un'opera imparziale, opinione data dal fatto che un documentario sia spesso un elenco di fatti storici appurati o di affermazioni e dichiarazioni documentate, tuttavia non è proprio cosi, come per un articolo di giornale è comunque una narrazione da parte di un essere umano che esporrà inevitabilmente una vista dal proprio angolo di tutta la serie di fatti presenti. 

sabato 4 luglio 2026

Che cosa è un DVD?

 Un DVD è un supporto fisico su cui è possibile scrivere un notevole quantitativo di dati (per l'epoca).

Inizia ad essere commercializzato verso la fine degli anni '90, in un mondo che aveva visto da poco le audio-cassette venire rimpiazzate dai CD, con quest'ultimi che stavano prepotentemente entrando anche nel mercato video, soprattutto quello delle copie pirata. 

Tuttavia un CD-ROM (Nome completo), poteva contenere in media circa 700-800 mb di dati, mentre un DVD-VIDEO (Nome completo), poteva contenerne nelle prime iterazioni, circa 4000.

Iniziarono dunque a spopolare specialmente nel mercato dell'home-video, che è quella fetta di persone che preferiva vedere le pellicole a casa propria, come accadeva fino a qualche anno prima con il noleggio del VHS, ma che adesso poteva godere anche di parecchio materiale extra.

Diventò infatti quasi la norma inserire nei DVD da parte delle produzioni cinematografiche, gli errori più divertenti durante le riprese, oppure alcune scene tagliate dalla versione finale, oppure un'intervista al regista, etc.. od in alcuni casi, anche tutti questi elementi insieme. 

I DVD avevano anche un livello di interazione immensamente più ampio, era infatti possibile impostare diverse tracce audio, magari per avere una lingua diversa, e lo stesso valeva per i sottotitoli, mentre il VHS constringeva generalmente a godere soltanto della scelta fatta a priori dalla casa di distribuzione. 

Questo nuovo formato fu una piccola rivoluzione, che portò a molte altre forme di supporto simili ed ancora più capienti, come i BLU-RAY che arrivavano a poter contenere anche 18000 mb, ma che dovette negli anni, e siamo arrivati ai giorni nostri, lasciare il passo alla forma più popolare di consumo di contenuti video al momento, lo streaming. 

mercoledì 1 luglio 2026

Che cosa è un "Proiettore"?

Per anni abbiamo tutti associato la parola "proiettore" ad un congegno che proiettasse immagini statiche che si trovavano su di un supporto analogico, chiamate spesso "diapositive". 

La tecnologia però ha fatto notevoli passi in avanti nel settore, ed al giorno d'oggi, con una spesa accessibile per un appassionato di cinema, è possibile crearsi a casa propria una decente sala cinematografica.

Il riferimento non è casuale, dato che la tecnica usata da ormai più di 100 anni nei cinema è praticamente la stessa, la proiezione di una immagine su di una superficie piatta, liscia, e solitamente di colore bianco.

Non si tratta infatti di cristalli liquidi che si accendono a comando, come accade per i televisori, ma appunto di un fascio di luce che proietta le immagini, da li il nome. 

Una differenza sostanziale rispetto alle sale però, è la fonte da cui provengono le immagini da proiettare, che infatti diversamente dalle pellicole cinematografiche e dalla diapositive, è infatti praticamente sempre in formato digitale, nella sua versione di partenza. 

Naturalmente questa era soltanto una infarinatura generale, o forse ancora di meno, di quello che è un videoproiettore, dato che ne esistono di varti tipi, ed anche tra quelli della stessa tipologia vi sono aspetti singoli e specifici a cui prestare attenzione prima dell'acquisto, come per esempio il picco di luminosità raggiungibile, che potrebbe creare problemi alla visione se la stanza non fosse completamente buia, oppure l'ampiezza che l'immagine proiettata può raggiungere, diventando troppo sgranata oltre un certo numero di pollici. 

venerdì 19 giugno 2026

Che cos'è il "Dogma 95"?

 Accennato in un altro post riguardante il cinema danese in maniera generale, è ora il momento di approfondire l'argomento.

Si tratta di un documento, in gergo tipico "un manifesto", con sole 10 regole e redatto in meno di un'ora, da sole due persone, i registi Lars Von Tier e Thomas Vinterberg, entrambi danesi, a cui poi se ne aggregarono immediatamente altri non appena venuti a conoscenza della cosa.

E' una serie di regole, da li il nome dogma, da seguire per realizzare un film. Si basano principalmente sulla riscoperta di tecniche semplici, essenziali, che non fanno uso di elementi moderni come gli effetti speciali, e che permettano di far risaltare la recitazione pura, i dialoghi, e le scelte personali registiche, senza che vengano coinvolti investimenti milionari e grandi produzioni. 

Il movimento durò solo 10 anni, infatti come ne fu ufficializzato l'inizio, ne fu ufficializzata anche la fine.
Furono prodotte una trentina di pellicole, che non avevano veri e propri nomi ma ci si riferiva ad esse con la parola Dogma, seguita dal numero di produzioni eseguite. 

Molti di questi lavori ricevettero critiche positive ed addirittura premi, nonostante come detto, vi fosse una totale assenza di tutto quello che era considerato moderno nella cinematografia, ma anche non proprio recente, veniva infatti proibita anche la presenza di una colonna sonora, elemento ormai costante nei film da quasi 100 anni.


martedì 16 giugno 2026

Chi sono i più grandi "Villains" della storia?

 Naturalmente per "storia" si intende quella del cinema, e per "Villains", al plurale, si intende un qualche personaggio che abbia ricoperto il ruolo di cattivo in plurime occasioni.

Sono dunque esclusi dalla lista, ancor di più dal podio, tutte quelle interpretazioni che sono rimaste legate ad una sola pellicola, ma sono invece prese fortemente in considerazione tutte quelle che si sono ripetute nell'arco di una eventuale saga o di qualche remake per esempio.

Il podio sovracitato dunque, un po' classicone ed un po' scontato, potrebbe essere costituito da : 

3 - Hannibal Lecter, personaggio a cui è stato dato inizio da Anthony Hopkins ne "Il silenzio degli innocenti", ma che si è poi protatto per ulteriori due pellicole, e che ha scatenato apprezzamenti, e naturalmente paure, un po' da tutte le parti, dalla critica al pubblico.
Personaggio rappresentate un cattivo in carne ed ossa, pienamente reale e credibile, a differenza di altri, anche in questa lista.

2 - The Joker, personaggio al limite tra la realtà ed il mondo fantastico, iniziato con il primo film con protagonista Batman negli anni '60, ha continuato ad essere considerato un cattivo di particolare interesse e fascino, anche tra gli addetti ai lavori. Tanto che le prestazioni di coloro che lo hanno interpretato si sono spesso rivelate eccellenti, con il culmine alla premiazione degli Oscar del 2020, dove Joaquim Phoenix vinse la statuetta.

1- Darth Vader, forse il cattivo per eccellenza, nella saga che più di tutte ha stimolato ed incassato nella storia del cinema. Difficile parlarne da profano, perchè gli episodi di Star Wars ed i loro personaggi o si odiano o si amano, ma va certamente riconosciuto che cosi sono andate le cose, ossia che il "villain" in questione sia probabilmente il più noto a livello mondiale, il più immediatamente riconoscibile, anche grazie ai suoi inconfondibili mantello e maschera, e che abbia rappresentato in 50 anni di cinema una "icona" della categoria. 

mercoledì 10 giugno 2026

Che cosa significa "Villain"?

Innanzitutto è bene specificare che non significa "villano", anche se molti tratti possono poì coincidenzialmente risultare simili.

 "Villain" è infatti una parola in uso nella lingua inglese, specialmente nel mondo cinematografico, che non ha una esatta traduzione in italiano.

La ragione sta principalmente nel fatto che nella nostra lingua, l'antagonista principale in una pellicola è quasi sempre stato chiamato "il cattivo".

Ecco che "il cattivo del film" è dunque una frase un po' ingombrante che viene solitamente usata per riferirsi al malvaglio di turno, anche quando si sta parlando in maniera parzialmente indiretta di un'opera.

La traduzione letterale più vicina è dunque come detto "malvagio", e quella più pratica quando ci si rapporta ad un film è "cattivo", tuttavia la parola "villain" in lingua inglese è un qualcosa di leggermente più dedicato ed appropriato. 

Naturalmente anche l'inglese ha dei sinonimi, che rendono il concetto più vicino a quello in italiano, come per esempio "bad guy", o "baddy", e ne esiste anche una versione al femminile, che si sente meno spesso usare, ossia "villainess". 

lunedì 25 maggio 2026

Quanti film escono ogni anno?

Innanzitutto occorrerebbe definire che cosa si intenda con la parola "escono", fino all'avvento infatti dei supporti digitali come ad esempio i DVD, per uscire si intendeva esclusivamente al cinema, quando poi invece grazie a nuovi congegni ed entità, come ad esempio la televisione, si è iniziato a produrre anche film che venivano distribuiti in anteprima su di essa. 
Al giorno d'oggi il calcolo diventa ancora più complesso vista la presenza ed il proliferare di ulteriori ambienti, virtuali, dove fruire della cinematografia, grazie a varie piattaforme di streaming, che spesso e sempre di più tendono a produrre film in casa propria, realizzati per essere diffusi in anteprima direttamente su queste piattaforme in questione.

Quindi volendo prendere in considerazione i soli film usciti effettivamente al cinema, si parla, nei dati ufficiali, di circa 300 film all'anno, per quanto riguarda l'Italia.
Questo è il quantitativo arrotondato di pre e post Covid, arrivati a queste cifre, da quelli che erano addirittura soltanto un terzo circa 10 anni prima, quando già venivano considerati troppi.. ma quest'ultimo è materiale per un'altro post.

A livello mondiale invece i dati di 10/15 anni fa parlavano già di 2500 uscite annue, dove a sorpresa per molti, ma non per gli addetti ai lavori e probabilmente nemmeno per gli appassionati di cinema, la maggiore sfornatrice di pellicole era Bollywood, l'equivalente di Hollywood ma in terriorio indiano, con circa 1200 opere all'anno.
Hollywood che non si piazzava nemmeno al secondo posto, preceduta infatti da Nollywood, ossia l'equivalente ma stavolta su territorio Nigeriano, che servendo anche altre parti dell'Africa, aveva ed ha un bacino notevole.

Ancor più curioso il dato rigurdante i budget totali nazionali, l'Italia infatti in uno di questi ultimi anni ha investito/speso 500 milioni di euro per tutte le proprie produzioni cinematografiche, quando la sovracitata Hollywood sceglie spesso di investire cifre non lontane da quella, per una sola pellicola. 

Che cosa è il "Girato"?