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sabato 9 maggio 2026

"Madame Clicquot" (2023) #Recensione

 Si tratta di un film uscito abbastanza di recente che narra le vicende vere di una donna francese di nome Barbe-Nicole Clicquot Ponsradin, vissuta a cavallo tra il 1700 ed il 1800.

La trama riprende i fatti salienti della sua vita, partendo senza tanto girarci intorno dalla morte del marito quando lei aveva soltanto 27 anni, per poi mostrare continui flashback dei loro momenti insieme, durante tutto il film.
Ella si troverà quindi sola, in una società dove erano gli uomini gli unici incaricati di gestire gli affari, ed in una nazione in guerra, quella francese con a capo Napoleone nel pieno delle sue campagne.
Saranno però le altre campagne, quelle materiali, dove con il tentativo imperterrito di mantere attivi e sotto il proprio controllo i vigneti del marito, ed il suo/loro sogno, dove cercherà il riscatto.

Di fatto otterrà molto di più, una volta superate infatti le molteplici difficoltà iniziali, e l'ostilità di alcuni collaboratori, nonché i pregiudizi di gran parte di chi era a conoscenza della sua "missione", ella andrà oltre l'obiettivo preventivato di portare avanti il sogno del marito, ne porterà infatti avanti uno proprio, che la farà passare alla storia, grazie anche ai quasi 90 anni di vita vissuta a lavorare duramente ed a sperimentare, come una delle persone più influenti in assoluto nel mondo della produzione del vino, specialmente dello Champagne, con tecniche ed accorgimenti che vengono ammirati ed utilizzati ancora oggi.

Ella visse infatti ben 62 anni oltre il marito, abbastanza da poter veder finire la guerra ed abbastanza da potersi costruire una nuova vita dopo la tragedia, sia lavorativamente, che econimicamente, che sentimentalmente, invece di cedere sotto il peso del dolore e delle avversità come sarebbe accaduto ad altri, a molti probabilmente.

Il film scorre molto bene, ed i suoi 90 minuti sembrano adatti, forse anche pochi.
Benissimo la fotografia, gli scenari ed i colori infatti sono eccezionali.
Bene anche la recitazione da parte di un po' tutti, senza eccellenze e senza prestazioni indegne.

Tuttavia, l'opera in se e per se delude. Era una storia talmente interessante e reale che poteva essere raccontata in maniera più avvincente, più coinvolgente, mentre appare un po' insipida nel suo insieme.
Come detto sopra è una pellicola che ha un sacco di aspetti egregiamente riusciti, ma che non sembra trasmettere a pieno la profondità delle vicende che narra, rimane dunque consigliabile soltanto a degli appassionati del settore vinicolo e poco più.

martedì 5 maggio 2026

Frank Sinatra, cantante o attore?

 Capita di giocare a qualche gioco da tavolo dove serva, o sia utile, una certa conoscenza generale, anche di temi più ricreativi e moderni, rispetto alla storia ed alla geografia.

Capita quindi che un personaggio famoso venga associato alla sua immagine più classica ed alle sue prestazioni più iconiche.

Ma può capitare anche che di un volto estremamente noto non se ne conoscano tutte le sfaccettature e tutti i talenti, ed il risultato è che qualcuno potrebbe averlo associato nella propria mente, o solamente usare la cosa a proprio favore nel gioco, ad una persona che si è distinta in un modo diverso, in un settore diverso.

Può accadere dunque che un pilastro della musica pop e jazz statunitense come Frank Sinatra, venga associato in paesi come il nostro quasi esclusivamente alla figura di cantante. "Ruolo" in cui ha certamente brillato, sia in termini di numeri, con gli oltre 150 milioni di copie vendute, sia in termini di fama, avendo intrattenuto rapporti addirittura con i presidenti del proprio paese.

Tuttavia, e qui sorge il problema nello scenario di gioco da tavolo sovradipinto, Sinatra è stato molto di più.
In particolare proprio nel mondo del cinema, dove non è stato affatto una comparsa.
Attivo per oltre 30 anni, più altri 10 in maniera più sporadica, si è infatti distinto in maniera notevole, tanto di ottenere diversi premi Oscar.
Ecco quindi che per qualcuno potrebbe essere "Frank Sinatra l'attore", mentre il resto del tavolo ride, e deride chi lo considera tale, a causa del fatto che essi lo conoscono esclusivamente per il suo ruolo di cantante.

venerdì 1 maggio 2026

"Jane Austen's period drama" (2024) #Recensione

 Recentemente è avvenuta l'assegnazione dei premi Oscar a Los Angeles, e nella categoria cortometraggi ha vinto un corto francesce, a discapito di questo piccolo capolavoro britannico.

Si tratta di un cortometraggio di 12 minuti, in piena epoca nobiliare inglese, dove a corte si consuma un dramma, legato ad una inspiegabile inizialmente e controversa poi, perdita di sangue da parte della protagonista..

Assolutamente vietato aggiungere altro per non rovinare le numerosissime sorprese al suo interno. 
L'opera infatti, che descritta cosi può sembrare un noir aristocratico, è invece un continuo di comicità senza soluzione di continuità, con un ottimo passo ed una più che adeguata recitazione.
I giochi di parole sono cosi svariati ed ovunque, che non si riesce nemmeno a coglierli realmente tutti alla prima visione, altrettanto si può dire delle espressioni che sono cosi ben fatte e surreali che servirebbero più occhi per poterle notare tutte all'interno di alcune scene.

Molto bene, anzi benissimo, i costumi e le ambientazioni, appropriati per l'epoca e certamente non cosi semplici da reperire oggigiorno.
Bene come detto la comicità, ma forse ancor di più va elogiatà l'originalità, quella del tema e della sua stessa attuazione.

In conclusione una recensione particolarmente corta, ma per la sola scelta voluta di non voler svelare troppo su di uno dei migliori corti in circolazione, quantomeno tra quelli usciti recentemente.
Non rimane come consiglio, in questo caso, che augurarne una buona visione.

lunedì 27 aprile 2026

"Viaggio nella luna" (1902)

In originale : "Le voyage dans la Lune" è un film di inizio secolo ed uno dei primi in assoluto della storia.
E' infatti considerato il primo del proprio genere cinematografico, quello fantascientifico.

Si svolge tramite una serie di scene ben distinte, ma a vederlo con un occhio abituato alle pellicole moderne appare piuttosto confusionario, aspetto dato anche dal notevole fervore presente in molte di esse.

E' muto, naturalmente, data l'epoca, ma ha comunque una colonna sonora che è stata aggiunta successivamente, per tutta la sua breve durata. Si parla infatti comunque di un'opera di meno di 15 minuti, quelli che oggi lo farebbero esistere sostanto nella categoria dei cortometraggi.

E' stato realizzato principalmente grazie ad una sola persona Georges Méliès, che non ne è stato regista e produttore, ma ne ha anche realizzato il montaggio, la parte sonora, le scenografie, e l'adattamento basandosi su vari romanzi di successo.

Ebbe un successo globale, e come tanti grandi film, negli anni "subi" due dei classici che accadono alle grandi opere. Uno fu infatti il suo restauro, per cifre che potrebbero bastare per realizzare un film, ed il secondo fu un remake, uscito pochi anni dopo. 

venerdì 24 aprile 2026

"Vieni avanti cretino!" (1982) #SpiegazioneTitolo

 Innanzitutto, dopo tanto criticare, giustamente, anche su questo blog, le varie scelte di titoli per le opere nostrane e le traduzioni e gli adattamenti di quelli stranieri, è giusto complimentarsi con quello in questione, che per una commedia leggera, specialmente per una comica e un po demenziale, appare assolutamente ben scelto ed adeguato sotto tutti i punti di vista. Risulta infatti oggettivamente simpatico, orecchiabile, ermetico quanto basta, e non offensivo in qualche modo o scontato, oltre che in un certo senso pertinente con la trama.

Tuttavia, non è stato coniato per l'occasione, si riferisce infatti ad una frase pronunciata costantamente dal duo comico attivo molti anni prima, quando la televisione era ancora in bianco e nero, formato dallo storico Walter Chiari e da Carlo Campanini, era infatti quest'ultimo ad invitare l'altro ad entrare "in scena" usando quella frase, in molti dei loro sketch.
Volendo risalire maggiormente all'origine della frase, i sovracitati l'avevano ripresa a loro volta da un duo comico ancora precedente, dal nome "Fratelli De Rege".

La scelta di usarlo come titolo per una commedia di molti decenni dopo, non è dunque casuale o data soltanto dagli aspetti elogiabili già elencati di tale frase, ma anche dal fatto che sia stata un tributo all'avanspettacolo all'italiana, elemento che infatti è presente in molte delle scene del film.

domenica 19 aprile 2026

"Vieni avanti cretino" (1982) #Recensione

 E' un film che si avvia a compiere mezzo secolo, ma che viene ancora ricordato con affetto da un po' tutte le generazioni precedenti, Millennial compresa.

La trama non è ovviamente complessa, si tratta di tale Pasquale (Lino Banfi), che essendo appena uscito dal carcere dopo 2 anni di reclusione, si affida al cugino, dipendente di un ufficio di collocamento, per trovargli un lavoro.
Iniziano quindi una serie di scenette, indipendenti ma allo stesso tempo con collegamenti tra loro, legate alle sue nuove esperienze lavorative, le quali falliscono tutte miseramente e solitamente nell'arco di poche ore.

Il film è uno dei più noti della commedia all'italiana, con un po' tutti i crismi che si sono poi riversati, proprio dall'anno successivo in poi, all'interno dei "Cinepanettoni".
Sono presenti infatti tutti i temi classici, dal nudo quasi completo di qualche bella ragazza, al tema del sesso costantemente in sottofondo e non, alla cafonaggine, all'umorismo urlato, ed il tutto naturalmente condito dalla solita alluvione di doppisensi forzati.

Si possono elogiare : la durata, circa 90 minuti che non stancano, il passo, sostenuto e regolare, ed alcune scene riuscite piuttosto bene, come l'incontro con il prete amico d'infanzia.
Quasi tutto il resto però non regge il confronto con altri pilastri del cinema comico italiano degli stessi anni, uno su tutti quello con la saga di Fantozzi, sia per forma che per contenuti.

E' poco di quello che dichiare di essere, ossia poco commedia, essendo una serie di scenette alla fine piuttosto slegate tra loro, e poco comico, dato che le battute e le scene che fanno realmente ridere sono rarissime.

E' presente molta della slapstick comedy, rappresentata dalle classiche torte in faccia, camerieri maldestri, e simili.

In sostanza un film che delude un po' su tutti i fronti, specialmente se lo si guarda a distanza di cosi tanti anni e dopo averne sentito parlare cosi tanto.
Passabile Lino Banfi (all'anagrafe Pasquale Zagaria), che alla fine interpreta più o meno il solito personaggio di tutta la propria carriera, con tanto di nome omonimo in questo caso. 

mercoledì 15 aprile 2026

Buoncompleanno Fantascienza!

Il genere fantascientifico è uno dei più conosciuti ed apprezzati a livello cinematografico, ma nonostante sia la quintessenza della visione futuristica, non è nato di recente, affonda infatti le proprie radici nel passato, addirittura ad un secolo fa.

Si "festeggia" infatti in questo mese di aprile del 2026 il suo compleanno, ben 100 anni tondi tondi, da quello che è considerato il momento ufficiale di partenza di tale genere, ossia la prima rivista fantascientifica uscita negli Stati Uniti d'America nel 1926. 

Nasce appunto inizialmente come genere letterario per poi espandersi alle altre arti, con il nome che passa da Science Fiction, al più contratto Sci-Fi, nel mondo anglosassone, mentre da noi viene adattato intorno agli anni '50 in "Fantascienza", decade in cui il genere inizia anche a contaminare il mondo cinematografico a livello globale.

(La data di inizio rimane comunque in parte simbolica, dato che non è netta, vi erano già state opere con un simile tenore come ad esempio Frankenstein di Mary Shelley).

Alcune caratteristiche lo definiscono e lo fanno riconoscere più di altre, essendo tipiche e ricorrenti, come per esempio il fatto che la trama sia solitamente ambientata in un futuro piuttosto remoto, o in una zona remota, come ad esempio lo spazio o un altro pianeta. 

Alieni e robot sono altrettanto frequentemente presenti, spesso in maniera inizialmente non evidente, ed in alcuni casi proprio come protagonisti.

La tecnologia, ed inevitabilmente la stessa scienza, sono un'altro elemento, se non l'elemento per antonomasia, più presente e più approfondito.

Altra caratteristica quasi inevitabile è quella dei viaggi nel tempo, dato che tutte queste trame si collegano spesso ad altri momenti e non sempre si tratta di flashback.

In generale è un genere che stimola l'immaginazione, del creatore e dello spettatore, che trasporta altrove, ma che porta e lascia spesso a domande esistenziali perfettamente reali e pienamente umane. 

"Madame Clicquot" (2023) #Recensione