Film che ha ormai passato il mezzo secolo di vita, che aveva intenzioni serie, infatti si prende molto sul serio, a partire dal cast, ma che finisce per non coinvolgere, anzi stancare molto.
REWIND Cine Blog
Un po' di tutto sul mondo del Cinema : Curiosità, aneddoti, recensioni..
venerdì 21 agosto 2026
"Paolo il caldo" (1973) #Recensione
martedì 18 agosto 2026
"Paolo il caldo" (1973) #AnalisiTitolo
Il nome del film è stato ripreso direttamente dal romanzo su cui è basato, quindi non vi è stata nè traduzione da altre lingue, nè adattamenti vari che avrebbero potuto sminuirlo.
Tuttavia rimane un titolo piuttosto strano, come prima impressione appare un po' demenziale ma allo stesso tempo abbastanza ermetico da renderlo parzialmente intrigante.
venerdì 14 agosto 2026
"Kung Fury" (2015)
Il gioco di parole nel titolo svela già molto riguardo al tenore dell'opera, che comunque si distingue per assurdità ed originalità.
Senza volerne fare una vera e propria recensione, vi sono un paio di aspetti, all'interno della già particolare opera, che probabilmente risaltano per il loro essere ancora più singolari.
martedì 11 agosto 2026
Che cosa significa "Troupe".
La parola "Troupe" è comunemente usata sia nel mondo francofono che in quello anglofono per indicare un gruppo di persone atte ad eseguire una qualche messa in scena, quella che in italiano si chiamerebbe una "Compagnia", per esempio teatrale.
Ha come significato anche quello di "Truppa", a livello militare, ma è nel settore cinematografico che la cosa inizia a differire tra le varie lingue. In inglese infatti, per intendere l'insieme degli addetti ai lavori in ruoli chiave, ma secondari rispetto a regista ed attori, si usa il temine "Crew", per esteso "Film crew", mentre in italiano la forma maggiormente utilizzata per intendere tale gruppo di persone, è appunto proprio "Troupe", "Troupe cinematografica".
Si tratta nello specifico di una serie di figure professionali qualificate nel loro singolo settore che vengono assunte dalla produzione per agire all'unisono o anche in fasi diverse, nei diversi momenti della realizzazione dell'opera.
venerdì 7 agosto 2026
Si dice "Televisione" o "Televisore"?
martedì 4 agosto 2026
"Playing God" (2024) #Recensione
Si tratta di un cortometraggio italo-francese di soli 9 minuti, realizzato con la tecnica dello stop-motion, e che ha stupito a tal punto, soprattutto la critica, da essere nominato e premiato in diverse rassegne cinematografiche in questi due anni.
Il protagonista è una piccola scultura di argilla dalla forma umana, che viene modellata e rimodella insistentemente dal suo scultore, in una incessante ricerca della perfezione. Accanto, sul resto del tavolo, si trovano numerosi tentativi falliti di realizzare lo stesso progetto.
Il corto è decisamente coinvolgente e colpisce per il fatto di trattare tematiche cosi profonde con uno stile e degli elementi insoliti ed inaspettati.
Molte belle ed intriganti le inquadrature e nel suo piccolo tutta la scenografia, ottimo perchè costantemente incalzante il passo, mentre sulla durata poco da dire, difficile contestarla azzardando altre possibili opzioni.
In sostanza 9 minuti di cinematografia ben fatti e ben spesi se ci si trova a guardarli, da consigliare un po' a tutti perchè l'investimento per la visione è tale da non essere un rischio per un possibile spettatore.
sabato 1 agosto 2026
"Vincent" (1982) #Recensione
"Vincent" è un cortometraggio realizzato ormai quasi mezzo secolo fa dal noto regista americano Tim Burton.
Non è una rarità, dato che egli era uso dedicarsi da giovane alla creazione di filmati brevi, spesso con la tecnica dello "stop-motion", che è anche quella usata per questo lavoro.
La durata dell'opera è di soli 6 minuti, nei quali sono narrati alcuni momenti della vita di un persionaggio di nome Vincent, nella pratica un bambino di 7 anni, che vive momenti di difficoltà interiore e di parziale distacco dalla realtà, che non riesce ad apprezzare le piccole cose della vita come una bella giornata, e che si conclude con egli ancora turbato dai propri demoni interiori.
Lo stile è considerato ufficialmente "gotico", che poi sarà anche un po' il marchio di fabbrica delle produzioni successive del regista.
Altre caratteristiche sono il fatto di essere tutto in bianco e nero, scelta ovviamente voluta e non forzata dall'epoca, il fatto che vi sia una costante alternanza tra scene e musice allegre e leggere ad altre agghiaccianti e grottesche, il fatto che sia narrato in rima, e il fatto che gli adulti siano tutti estremamente alti, come spesso capita di pensare da bambini, ma che in questo caso non vengano mai mostrati i loro volti.
Da segnalare che il corto sia raccontato interamente da una voce fuori campo, quella di Vincent Price, noto attore ormai di una certa età al tempo della realizzazione, che è anche la persona che il piccolo Vincent desidera impersonare nell'opera, nonostante la madre tenti continuamente di riportarlo nella realtà.
Vincent Price che, nomen omen, è stato probabilmente con il proprio compenso, il maggior responsabile del budget di 60.000 dollari per la produzione.
In sostanza un'opera che anche vista la durata è obbgligatorio venga vista da tutti gli appassionati del genere e fans del regista, ma che per gli altri rimane probabilmente soltanto un corto abbastanza ambiguo e forse in parte insipido.
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