Certamente non il più complesso dei titoli da "spiegare", ma vi è sicuramente qualcosa da dire a riguardo.
Innanzitutto si tratta di uno di quegli innumerevoli casi, come molti già sono stati trattati su questo blog, in cui il totolo con cui è stato distribuito in Italia, è un triste adattamento semplicizzato.
Si passa infatti da "Widow Clicquot" (Vedova Clicquot) in originale, ad appunto un banalissimo, ma più immediato, "Madame Clicquot", (Signora Clicquot).
E tanto per intenderci e ribadire, non è questo blog che vuole dare dei sempliciotti agli italiani, quanto semmai il contrario, sembra il settore del doppiaggio a volerglielo dare, al netto delle problematiche di labiale, quando invece probabilmente il pubblico meriterebbe più rispetto e sofisticatezza.
Tornando al titolo, la seconda parte non è altro che il nome, più precisamente il cognome del marito, del quale ella era rimasta vedova.
In originale però viene rispettato anche un'altro aspetto decisamente rilevante, ossia il fatto che il marchio con cui iniziò ad essere distribuito lo champagne dopo la morte del marito, e che rimane tuttoggi uno dei più importanti a livello mondiale, venne chiamato proprio "Vueve Clicquot", ossia "Vevoda Clicquot" in francese, un calzante e geniale modo per stabilire sin da subito chi vi fosse dietro al progetto, oltre che un nome originale ed intrigante, con una innegabile punta di macabro ma anche di tributo.
Si perde dunque tutto quest'ultimo aspetto di fedeltà all'opera nel banale adattamento in italiano, oltre che non permettere al nostro pubblico di fare immediatamente il collegamento con la nota casa produttrice di vini.