Pagine

domenica 15 marzo 2026

Chi ha pronunciato la battuta "You talkin' to me?" ?

Rispondendo subito alla domanda, è stato l'attore americano Rober De Niro.

Attore ormai ottuagenario, che salvo la partecipazione in "The Irishman" di Martin Scorseze, insieme ad altri pilastri del cinema americano, è per sopraggiunta anzianità sparito dalle scene e quindi non è più conosiciuto dalle nuove generazioni come lo è stato per le precedenti.

Tuttavia, il suo successo rimarrà indelebile nel mondo del cinema occidentale, anche grazie a frasi come quella in questione, che lo hanno reso ancora più famoso, facendolo diventare cinematograficamente immortale.

Nello specifico la citazione proviene dal film "Taxi Driver" del 1976, pronunciata dal personaggio di Travis Bickle, un tassista appunto, iterpretato da Robert De Niro, durante un monologo con se stesso fatto allo specchio.
La pellicola ebbe un successo eccezionale, anche e soprattutto grazie alla presenza ed alla prestazione di De Niro come protagonista.

La frase però superò addirittura il successo del film, tanto che moltissimi la conoscono e la citano tutt'oggi, senza aver visto tale pellicola, o addirittura senza sapere nemmeno da quale film provenga.

Fu tradotta nel doppiaggio in italiano con "Ma dici a me?", e la sua gestazione è stata molto interessante, anche se non poi cosi rara nel mondo del cinema. 
Sembra infatti che nel copione fosse scritto soltanto di parlare con se stesso allo specchio, e durante il monologo De Niro abbia improvvisato quella frase, ripetendola più volte.

Il risultato è stato un tale successo, soprattutto negli anni, che l'istituto cinematografico americano, ha deciso di inserirla al decimo posto nella classifica delle più grandi citazioni di sempre. 


giovedì 12 marzo 2026

"Dallas Buyers Club" (2013) #Recesione

 Si tratta di un film che più americano non potrebbe essere, girato infatti interamente negli Stati Uniti d'America, con attori americani, tratta vicende più o meno reali accadute sul suolo americano, a loro volte intrise di elementi tipici della cultura statunitense come la monta dei tori negli stati dove viene praticata.

La trama è quella di un uomo molto attivo sessualmente, dichiaratamente etero convinto, che si ritrova ad essere diagnosticato come infetto dal virus dell'H.I.V., al tempo (il film si svolge temporamente nella seconda metà degli anni '80) ritenuto una prerogativa del mondo omosessuale.

Il film ha alcuni aspetti eccelenti, e molti deludenti.

Partendo dà ciò che si può elogiare, il primo elemento non è in discussione, ed è la recitazione all'altezza di tutto il cast, ma nello specifico la straordinaria prestazione del duo Matthew McConaughey, come protagonista, e Jared Leto, ai quali è valsa la candidatura, e poi la vittoria, agli Oscar dell'anno successivo, nei rispettivi ruoli.
La gestazione del film è stata molto lunga ed è curioso scoprire che McConaughey fu scelto anche per le sue origini texane, e quindi in grado di rappresentare, anche a livello di accento, quelle del protagonista.
Mentre Leto ricevette alcune critiche per aver recitato nella parte di un uomo transgender, alle quali rispose che se ad un etero non dovesse essere permesso di interpretare un personaggio gay, questo priverebbe il mondo gay del poter interpretare personaggi etero.

Ora passiamo ai molteplici aspetti deludenti :
Innanzitutto per quanto la colonna sonora non suoni invasiva od inappropriata, appare proprio insipida e poco ricercata.
Il film di per se inoltre è un po' tutto una continua suspence per dei colpi di scena memorabili ed ecclatanti che mai arrivano realmente, nonostante vi siano scene ben fatte e che sorprendono, non è mai veramente eccitante seguire e parteggiare per i personaggi.
La sue quasi due ore scorrono abbastanza bene e non appare di durata eccessiva, tuttavia il passo è abbastana lento in generale.
Non approfondisce niente, non si termina il film con una conoscienza maggiore del mondo dell'H.I.V., nè del mondo della tossicodipenza, nè del mondo della omosessualità, solo un senso maggiore di consapevolezza di alcuni rischi, ma è tutto tranne che informativo su tali argomenti.
Male anche gli aspetti scientifici, che infatti hanno fatto ricevere al film diverse accuse di voler divulgare della pseudoscienza.
E per ultimo l'aspetto più deludente, forse persino irritante, il fatto che, per una pellicola che vorrebbe in sostanza trattare una storia veria, la autenticità dei fatti è davvero basilare.
Il vero protagonista infatti non era etero, ma apertamente bisessuale, non odiava gli omosessuali, come dichiarato nel film, non cavalcava tori, ma si limitava a bazzicare tale mondo, non aveva atteggiamenti violenti contro amici e forze dell'ordine, etc..

In conclusione un film che è stato premiato per quello che meritava, ossia la recitazione dei propri attori di punta, che vale la pena ribadire essere stata eccellente, e per il miglior trucco, nonostante il badget irrisorio per una produzione hollywoodiana.
Budget stesso, che è stato incassato 10 volte al botteghino, anche questo meritatamante, perchè nonostante sia un film con molti aspetti deludenti, non è di per se un pessimo lavoro.

domenica 8 marzo 2026

The Joe Rogan Experience - Charlie Sheen #Recensione

 Come detto più volte nei post precedenti, Joe Rogan conduce un podcast al cui interno vengono intervistate personalità più o meno note, tra le quali anche membri del mondo cinematografico.

E' stato questo il caso quando come ospite è stato invitato Charlie Sheen.
Ormai non più all'apice del successo, anzi probabilmente all'estremo opposto, l'attore si è comunque distinto per essersi prestato alle domande per tutte le quasi 3 ore di intervista, e per aver risposto in maniera interessante e coinvolgente, mantenendo inoltre una compostezza e dignità che gli erano venute a mancare negli ultimi anni, in cui era finito in riabilitizzazione per problemi di alcol e droghe.

Lontani sono infatti i tempi del suo momento di maggiore notirietà per aspetti positivi, grazie a pellicole come "Hot Shots" o a serie televisive come "Due uomini e mezzo", ma ciò nonostante, anche grazie alle domande di Rogan ed alla sua gestione dell'intervista, è apparso il vecchio Charlie Sheen, con la mente lucida e la voglia di parlare di cose personali e cinematografiche.

Le domande infatti hanno svariato su moltissimi temi, da quelle riguardanti le riprese del colossal di successo "Apocalypse now", durante il quale l'attore, ancora bambino, si spostò per mesi con la famiglia all'estero, dato che il padre Martin Sheen era tra i protagonisti del film.
Passando a domande molto personali, riguardanti l'uso e l'abuso di droghe, ed i rapporti con il resto dei familiari.

Curiosa, se pur macabra, la coincidenza che per tutta la parte iniziale dell'intervista i due dialoghino e si confrontino riguardo all'assassinio del presidente americano John Fitzgerald Kennedy, avvenuto per un colpo d'arma da fuoco sparato da lontano, il tutto mentre stava avvenendo in tempo reale, con le stesse modalità, l'assassinio del noto attivista Charlie Kirk, notizia che i due apprendono pochi minuti dopo in diretta.

In sostanza comunque una intervista molto ampia ma interessante, con tematiche di interesse specifico per un pubblico statunitense, ma anche molti aneddoti ed elementi riguardanti il mondo della cinematografia, a partire dalla presenza dello stesso Sheen, che almeno in questa performance sembra proprio valere la pena di consigliare. 

mercoledì 4 marzo 2026

"The Joe Rogan Experience" #Recensione

 Forse non proprio una recensione, ma più una descrizione, tanto per segnalarlo a coloro i quali ancora non fossero a conoscenza della sua esistenza, ed ancor più nello specifico per far sapere che al suo interno, tra le moltissime personalità più o meno famose che vengono intervistate, vi sono anche molti membri nel mondo cinematografico.

Joe Rogan possiede infatti da ormai più di 15 anni, un podcast di grandissimo successo, che ha ben presto varcato i confini statunitensi e che negli anni ha stretto contratti da centinaia di milioni di dollari per poter essere diffuso sulle più note piattaforme. 

Il formato è abbastanza classico, un invervistatore, una scrivania ed un intervistato, e non è mutato sostanzialmente quasi per niente nel corso degli anni, salvo la caratura degli ospiti che è andata man man crescendo.

Allo stesso tempo ha però una sua peculiarità nella durata, il suo podcast infatti raggiunge spesso le 3 ore e talvolta addirittura le 4.
Questo dato da solo fa capire bene la bravura di Rogan nel riuscire a mantenere alta e costante l'attenzione per tutto quel tempo, sia nello spettatore/ascoltatore che nell'interlocutore, fermo restando che chi non lo apprezza non riuscirà comunque a terminare le puntate.

La dicitura "spettatore/ascoltatore" è data dal fatto che al momento il suo podcast, o come vuole far interndere lui dal nome che gli ha dato, "l'esperienza", viene seguita principalmente su due piattaforme, quella audio di Spotify, e quella audio/video di Youtube.

Non tutto questo oro però ha sempre luccicato, vi sono infatti state negli anni diverse controversie, principalmente a causa di visioni personali dello stesso Rogan, dalle teorie sulle cospirazioni, fino alle sue posizioni politiche, che nel tempo sono si sono anche spostate consideravolmente.

In sostanza però una "eperienza" che vale la pena provare, e che per quanto possa apparire insormontabile inizialmente sbirciando la durata da una puntata, può darsi che, anche grazie specificamente all'ospite di turno, si trasformi in un lungo ma piacevole viaggio nella conoscenza. 

domenica 1 marzo 2026

Chi è Joe Rogan?

 Joe Rogan è il nome d'arte, o meglio semplicemente l'abbreviazione con cui ha scelto di essere conosciuto, di Joseph James Rogan Jr. 
Noto principalmente al momento per il podcast da lui ideato e condotto, "The Joe Rogan Experience", che ha raggiunto un successo inimmaginabile ed ormai planetario.

Egli proviene però da altri ambienti, nato e cresciuto nella east-coast, inizia come comico, spostandosi successivamente sulla west-coast, dove prenderà parte a diverse serie televisive.

Sul piccolo schermo si sposterà da qualcosa di registrato a qualcosa in diretta, diventando prima intervistatore e poi anche commentatore per il circuito delle arti marziali miste.

Tornerà ad esibirsi come comico, ma verso la fine degli anni 2000 inizierà a dedicarsi a quella che oggi è la sua attività principale, il suo famosissimo podcast.

Non ha mai perso negli anni la propria eccezionale forma fisica, ancor più sorprendente se si considera che è alle soglie dei 60 anni, continuando ad allenarsi regolarmente, mentre ha cambiato recentemente e radicalmente la propria fede politica.

Quest'ultimo non è l'unico elemento per il quale ha suscitato controversie, le sue posizioni infatti sono state ritenute talvolta poco serie, come le sue difese delle teorie complottiste per esempio, altre volte molto progressiste come il matrimonio aperto a tutti, o troppo irresponsabili come lo schierarsi a favore del diritto di possedere armi.

La vita privata invece non è stata oggetto di quasi nessuna particolare attenzione, spostato, con 3 figli, di cui uno adottivo, non si è mai ritrovato in qualche grande scandalo hollywoodiano.

venerdì 27 febbraio 2026

"Room" (2015) #SpiegazioneTitolo

 Per chi abbia visto il film non c'è molto da spiegare, ma per tutti gli altri magari due parole possono aiutare a capirlo meglio (Il titolo), anche nel suo aspetto meramente linguistico.

Innanzitutto la versione doppiata in italiano mantiene quello originale, che significa ovviamente "Stanza".
Tuttavia il film si basa su di un romanzo scritto pochi anni prima, dal titolo omonimo, ma che in italiano era stato adattato con un assurdo "Stanza, letto, armadio, specchio".
 
Il perchè libro e film siano stati chiamati semplicemente "Room" è dato dal fatto che tutte le scene di reclusione si svolgono in un capanno, con letto e bagno, ma che in sostanza è composto da una sola stanza.
 
Da notare anche l'aspetto puramente linguistico, di come si parli di "Room" e non di "The room", proprio perchè il modo di parlare del bambino protagonista, adottato per complicità anche dalla madre, è spesso senza articoli. 

lunedì 23 febbraio 2026

"Trainspotting", Benvenuto negli "enta"..

 Certamente un traguardo più serio e più conosciuto rispetto a quello riguardante il blog, oggi infatti, il film capolavoro "Trainspotting", compie ufficialmente 30 anni dalla sua uscita. Era proprio il 23 Febbraio del 1996 quando fu proiettato per la prima volta nel Regno Unito.

Nel suo descrivere un mondo cosi lontano dalla stragrande maggioranza delle persone ottenne un successo inimmaginabile, anche per chi ne conosceva l'ottima base del libro di Irwine Welsh da cui è stato adattato.

I 4 protagonisti fittizzi, divennero quasi delle persone reali nella mente di molti, talmente tridimensionali da coinvolgere lo spettatore pienamente, nonostante l'argomento quasi surreale per una persona comune.

Il sequel è stato, molti anni dopo, senza mezze misure indegno, tanto che nei più grandi appassionati della pellicola, i 4 ragazzi sono ancora tuttoggi giovani, scapestrati e persi in problemi più grandi di loro.