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giovedì 21 maggio 2026

"Rocco e le Storie Tese" (1997) #Recensione

 Si tratta esattamente di quello che viene da immaginare, si sta infatti parlando proprio di quel Rocco (in arte Rocco Siffredi), e di quelle Storie Tese (il gruppo musicale Elio e le storie tese).

A fine anni '90 infatti i loro due settori lavorativi furono uniti per la realizzazione di un film chiamato appunto "Rocco e le storie tese", dove lo stesso Rocco e diversi altri attori porno dell'epoca, recitarono, realizzando scene di sesso esplicito, mentre Elio e le storie tese stavano suonando.

Si tratta in pratica di alcune scene, molto diverse tra loro, ma comunque con il tema sesso ben presente.

Si passa dall'arrivo del gruppo musicale di sera alla porta della casa di Rocco Siffredi, con alcune pellicole pornografiche come omaggio per il disturbo, fino allo stesso Rocco che fa sesso nel corridoio dell'edificio in cui si stava tenendo in contemoporanea un concerto di Elio e le storie tese, fino a scene girate in un vero e proprio night club, con la sola presenza del tastierista del gruppo, Sergio Conforti (Rocco Tanica) e di Rocco Siffredi, dove furono mostrate e riprese tecniche sessuali come lo squirting, realizzate da amatori.

Il film fu fortemente voluto proprio da Rocco Tanica, appassionato del genere hard, che coinvolse il resto gruppo, ma che fu l'unico che ne trasse un reale piacere dalla cosa, anche per aspetti curiosi come il fatto che Siffredi lo abbia ringraziato credendo che il nome d'arte scelto da Conforti, ossia Rocco Tanica, fosse un tributo a lui stesso.

Il resto fu infatti un disastro, i costi di produzione esorbitanti, si parla di addirittura 350 milioni di lire, non permisero neanche lontanamente di realizzare un guadagno, nonostante il gruppo musicale si fosse prestato alla cosa in maniera completamente gratuita.

Elio stesso, durante alcune scene registrate all'interno di un loro concerto, dichiarò "credo che la situazione ci sia sfuggita di mano".

Rimangono le assurde scene del "simpatico complessino" che suona all'interno della casa di Siffredi mentre impazza la più classica delle orgie, e lo status di cult che pian piano la pellicola si sta guadagnano negli anni, vista l'assurdità di tutta la cosa. 

domenica 17 maggio 2026

"Madame Clicquot" (2023) #SpiegazioneTitolo

 Certamente non il più complesso dei titoli da "spiegare", ma vi è sicuramente qualcosa da dire a riguardo.

Innanzitutto si tratta di uno di quegli innumerevoli casi, come molti già sono stati trattati su questo blog, in cui il totolo con cui è stato distribuito in Italia, è un triste adattamento semplicizzato.

Si passa infatti da "Widow Clicquot" (Vedova Clicquot) in originale, ad appunto un banalissimo, ma più immediato, "Madame Clicquot", (Signora Clicquot).  

E tanto per intenderci e ribadire, non è questo blog che vuole dare dei sempliciotti agli italiani, quanto semmai il contrario, sembra il settore del doppiaggio a volerglielo dare, al netto delle problematiche di labiale, quando invece probabilmente il pubblico meriterebbe più rispetto e sofisticatezza.

Tornando al titolo, la seconda parte non è altro che il nome, più precisamente il cognome del marito, del quale ella era rimasta vedova.

In originale però viene rispettato anche un'altro aspetto decisamente rilevante, ossia il fatto che il marchio con cui iniziò ad essere distribuito lo champagne dopo la morte del marito, e che rimane tuttoggi uno dei più importanti a livello mondiale, venne chiamato proprio "Vueve Clicquot", ossia "Vevoda Clicquot" in francese, un calzante e geniale modo per stabilire sin da subito chi vi fosse dietro al progetto, oltre che un nome originale ed intrigante, con una innegabile punta di macabro ma anche di tributo.

Si perde dunque tutto quest'ultimo aspetto di fedeltà all'opera nel banale adattamento in italiano, oltre che non permettere al nostro pubblico di fare immediatamente il collegamento con la nota casa produttrice di vini. 

giovedì 14 maggio 2026

Perchè gli schermi si misurano in pollici?

 Lo schermo è la porta tramite la quale accediamo al mondo della cinematografia, che sia un cellulare, supporto sul quale la generazione Z tende a consumare la maggior parte dei contenuti multimediali, film compresi, che un computer portatile, più proprio della generazione dei Millennials, od un televisore, più tipico della generazione ancora precedente, si parlerà comunque di tutti questi schermi, in termini di "pollici".

Il perchè risale addirittura un secolo fa, erano infatti gli anni '20 quando furoro perfezionati i primi prototipi di televisori, principalmente per mano di statunitensi ed anglosassoni. Venne da solo il fatto che essi utilizzassero unità di misura tipiche della loro cultura, come il pollice, anzichè il sistema metrico decimale, meno antiquato e più funzionale, ed in uso in quasi tutto il resto del mondo.

Il pollice è tuttavia per noi una cifra quasi tonda, circa due centimetri e mezzo, più precisamente 254 millimetri, e diventa il dato in base al quale vengono catalogati e spesso scelti, quasi tutti i televisori.
Indica infatti in tutti questi oggetti la diagonale del loro schermo.
Per intendersi, sia nel caso di un cellulare da 6,3 pollici, che in quello di un computer portatile da 15,6 pollici, che in quello più classico e per fortuna con cifre pari, dei televisori, si sta parlando sempre della diagonale dello schermo, e non di quella totale dell'oggetto comprensiva di cornici.

Tuttavia viene naturale domandarsi come mai questa unità di misura per noi astrusa e certamente implementabile, si sia diffusa cosi tanto in tale settore e come possa essere rimasta in uso fino ai giorni nostri, e la risposta è che per quanto riguarda il primo fatto ha inciso molto la presenza di ditte americane nella realizzazione e diffusione dei primi televisori, con tanto di successo globale ed esportazione in un po' tutto il mondo.
Mentre per il secondo fatto è stato un semplice caso di "oramai è cosi", simile al più ecclatante di tutti, quando si parla di modernità e tecnologia, ossia quello della tastiera "Querty", non affatto la più funzionale, che infatti fu scelta proprio per non il fatto di non esserlo, ma che è rimasta fino ai giorni nostri perchè sarebbe troppo complesso abbandonarla da parte di milioni, od ad oggi più probabilmente miliardi, di persone.


martedì 12 maggio 2026

Quali sono i film a basso costo di maggior successo?

 Un film a basso costo, in inglese "Low budget film", che poi non è nemmeno cosi tanto inglese come espressione dato budget è una parola che è arrivata a loro dal latino, è un'opera realizzata con dei costi di produzione considerati irrisori per il settore.

Vi sono alcuni generi che si prestano maggiormente alla cosa, come per esempio l'horror, ed infatti molti casi eclatanti di pellicole girate con un investimento di pochissime migliaia di dollari, ma che hanno poi avuto un successo straordinario e planetario, vengono proprio da li.

Per citarne due, "The Blair Witch Project", film di quasi 30 anni fa ormai, fu realizzato con poco più di 20.000 dollari, ed ottenne un risultato al botteghino di 10.000 volte superiore, incassandone infatti più di 200 milioni. 
Stessa sorte, stesso genere, stesse cifre iniziali, e stesse proporzioni finali, per un'altro film divenuto famosissimo non solo tra gli appassionati dell'horror, ma a livello mondiale, è Paranormal Activity, uscito quasi 20 anni fa, che trasformò i soli 15.000 dollari di budget, in quasi 200 milioni di incassi.

Uscendo dal sovracitato genere che tante sorprese di questo tipo ha regalato, viene considerato un ottimo esempio della cosa il film "Clerk", diretto ed in piccola parte interpretato da Kevin Smith, che poi lavorerà con attori del calibro di Matt Damon, che fu girato verso la metà degli anni '90 in un anonimo negozio del New Jersey, con soli 30.000 dollari, e che finì per incassarne 3 milioni.

Un ultimo esempio molto citato, anche perchè permette di spaziare da un estremo all'altro della cinematografia, è quello di "Gola Profonda", film porno che come tale non avevano mai varcato i confini del proprio genere, ma che diventò invece quasi per tutti, tanto da venire distribuito ben oltre le aspettative e riscuotendo un successo senza precedenti, passando dai 20.000 dollari di costo, a probabilmente addirittura 600 milioni di incassi, come dichiarano alcune fonti. 

sabato 9 maggio 2026

"Madame Clicquot" (2023) #Recensione

 Si tratta di un film uscito abbastanza di recente che narra le vicende vere di una donna francese di nome Barbe-Nicole Clicquot Ponsradin, vissuta a cavallo tra il 1700 ed il 1800.

La trama riprende i fatti salienti della sua vita, partendo senza tanto girarci intorno dalla morte del marito quando lei aveva soltanto 27 anni, per poi mostrare continui flashback dei loro momenti insieme, durante tutto il film.
Ella si troverà quindi sola, in una società dove erano gli uomini gli unici incaricati di gestire gli affari, ed in una nazione in guerra, quella francese con a capo Napoleone nel pieno delle sue campagne.
Saranno però le altre campagne, quelle materiali, dove con il tentativo imperterrito di mantere attivi e sotto il proprio controllo i vigneti del marito, ed il suo/loro sogno, dove cercherà il riscatto.

Di fatto otterrà molto di più, una volta superate infatti le molteplici difficoltà iniziali, e l'ostilità di alcuni collaboratori, nonché i pregiudizi di gran parte di chi era a conoscenza della sua "missione", ella andrà oltre l'obiettivo preventivato di portare avanti il sogno del marito, ne porterà infatti avanti uno proprio, che la farà passare alla storia, grazie anche ai quasi 90 anni di vita vissuta a lavorare duramente ed a sperimentare, come una delle persone più influenti in assoluto nel mondo della produzione del vino, specialmente dello Champagne, con tecniche ed accorgimenti che vengono ammirati ed utilizzati ancora oggi.

Ella visse infatti ben 62 anni oltre il marito, abbastanza da poter veder finire la guerra ed abbastanza da potersi costruire una nuova vita dopo la tragedia, sia lavorativamente, che econimicamente, che sentimentalmente, invece di cedere sotto il peso del dolore e delle avversità come sarebbe accaduto ad altri, a molti probabilmente.

Il film scorre molto bene, ed i suoi 90 minuti sembrano adatti, forse anche pochi.
Benissimo la fotografia, gli scenari ed i colori infatti sono eccezionali.
Bene anche la recitazione da parte di un po' tutti, senza eccellenze e senza prestazioni indegne.

Tuttavia, l'opera in se e per se delude. Era una storia talmente interessante e reale che poteva essere raccontata in maniera più avvincente, più coinvolgente, mentre appare un po' insipida nel suo insieme.
Come detto sopra è una pellicola che ha un sacco di aspetti egregiamente riusciti, ma che non sembra trasmettere a pieno la profondità delle vicende che narra, rimane dunque consigliabile soltanto a degli appassionati del settore vinicolo e poco più.

martedì 5 maggio 2026

Frank Sinatra, cantante o attore?

 Capita di giocare a qualche gioco da tavolo dove serva, o sia utile, una certa conoscenza generale, anche di temi più ricreativi e moderni, rispetto alla storia ed alla geografia.

Capita quindi che un personaggio famoso venga associato alla sua immagine più classica ed alle sue prestazioni più iconiche.

Ma può capitare anche che di un volto estremamente noto non se ne conoscano tutte le sfaccettature e tutti i talenti, ed il risultato è che qualcuno potrebbe averlo associato nella propria mente, o solamente usare la cosa a proprio favore nel gioco, ad una persona che si è distinta in un modo diverso, in un settore diverso.

Può accadere dunque che un pilastro della musica pop e jazz statunitense come Frank Sinatra, venga associato in paesi come il nostro quasi esclusivamente alla figura di cantante. "Ruolo" in cui ha certamente brillato, sia in termini di numeri, con gli oltre 150 milioni di copie vendute, sia in termini di fama, avendo intrattenuto rapporti addirittura con i presidenti del proprio paese.

Tuttavia, e qui sorge il problema nello scenario di gioco da tavolo sovradipinto, Sinatra è stato molto di più.
In particolare proprio nel mondo del cinema, dove non è stato affatto una comparsa.
Attivo per oltre 30 anni, più altri 10 in maniera più sporadica, si è infatti distinto in maniera notevole, tanto di ottenere diversi premi Oscar.
Ecco quindi che per qualcuno potrebbe essere "Frank Sinatra l'attore", mentre il resto del tavolo ride, e deride chi lo considera tale, a causa del fatto che essi lo conoscono esclusivamente per il suo ruolo di cantante.

venerdì 1 maggio 2026

"Jane Austen's period drama" (2024) #Recensione

 Recentemente è avvenuta l'assegnazione dei premi Oscar a Los Angeles, e nella categoria cortometraggi ha vinto un corto francesce, a discapito di questo piccolo capolavoro britannico.

Si tratta di un cortometraggio di 12 minuti, in piena epoca nobiliare inglese, dove a corte si consuma un dramma, legato ad una inspiegabile inizialmente e controversa poi, perdita di sangue da parte della protagonista..

Assolutamente vietato aggiungere altro per non rovinare le numerosissime sorprese al suo interno. 
L'opera infatti, che descritta cosi può sembrare un noir aristocratico, è invece un continuo di comicità senza soluzione di continuità, con un ottimo passo ed una più che adeguata recitazione.
I giochi di parole sono cosi svariati ed ovunque, che non si riesce nemmeno a coglierli realmente tutti alla prima visione, altrettanto si può dire delle espressioni che sono cosi ben fatte e surreali che servirebbero più occhi per poterle notare tutte all'interno di alcune scene.

Molto bene, anzi benissimo, i costumi e le ambientazioni, appropriati per l'epoca e certamente non cosi semplici da reperire oggigiorno.
Bene come detto la comicità, ma forse ancor di più va elogiatà l'originalità, quella del tema e della sua stessa attuazione.

In conclusione una recensione particolarmente corta, ma per la sola scelta voluta di non voler svelare troppo su di uno dei migliori corti in circolazione, quantomeno tra quelli usciti recentemente.
Non rimane come consiglio, in questo caso, che augurarne una buona visione.