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mercoledì 4 marzo 2026

"The Joe Rogan Experience" #Recensione

 Forse non proprio una recensione, ma più una descrizione, tanto per segnalarlo a coloro i quali ancora non fossero a conoscenza della sua esistenza, ed ancor più nello specifico per far sapere che al suo interno, tra le moltissime personalità più o meno famose che vengono intervistate, vi sono anche molti membri nel mondo cinematografico.

Joe Rogan possiede infatti da ormai più di 15 anni, un podcast di grandissimo successo, che ha ben presto varcato i confini statunitensi e che negli anni ha stretto contratti da centinaia di milioni di dollari per poter essere diffuso sulle più note piattaforme. 

Il formato è abbastanza classico, un invervistatore, una scrivania ed un intervistato, e non è mutato sostanzialmente quasi per niente nel corso degli anni, salvo la caratura degli ospiti che è andata man man crescendo.

Allo stesso tempo ha però una sua peculiarità nella durata, il suo podcast infatti raggiunge spesso le 3 ore e talvolta addirittura le 4.
Questo dato da solo fa capire bene la bravura di Rogan nel riuscire a mantenere alta e costante l'attenzione per tutto quel tempo, sia nello spettatore/ascoltatore che nell'interlocutore, fermo restando che chi non lo apprezza non riuscirà comunque a terminare le puntate.

La dicitura "spettatore/ascoltatore" è data dal fatto che al momento il suo podcast, o come vuole far interndere lui dal nome che gli ha dato, "l'esperienza", viene seguita principalmente su due piattaforme, quella audio di Spotify, e quella audio/video di Youtube.

Non tutto questo oro però ha sempre luccicato, vi sono infatti state negli anni diverse controversie, principalmente a causa di visioni personali dello stesso Rogan, dalle teorie sulle cospirazioni, fino alle sue posizioni politiche, che nel tempo sono si sono anche spostate consideravolmente.

In sostanza però una "eperienza" che vale la pena provare, e che per quanto possa apparire insormontabile inizialmente sbirciando la durata da una puntata, può darsi che, anche grazie specificamente all'ospite di turno, si trasformi in un lungo ma piacevole viaggio nella conoscenza. 

domenica 1 marzo 2026

Chi è Joe Rogan?

 Joe Rogan è il nome d'arte, o meglio semplicemente l'abbreviazione con cui ha scelto di essere conosciuto, di Joseph James Rogan Jr. 
Noto principalmente al momento per il podcast da lui ideato e condotto, "The Joe Rogan Experience", che ha raggiunto un successo inimmaginabile ed ormai planetario.

Egli proviene però da altri ambienti, nato e cresciuto nella east-coast, inizia come comico, spostandosi successivamente sulla west-coast, dove prenderà parte a diverse serie televisive.

Sul piccolo schermo si sposterà da qualcosa di registrato a qualcosa in diretta, diventando prima intervistatore e poi anche commentatore per il circuito delle arti marziali miste.

Tornerà ad esibirsi come comico, ma verso la fine degli anni 2000 inizierà a dedicarsi a quella che oggi è la sua attività principale, il suo famosissimo podcast.

Non ha mai perso negli anni la propria eccezionale forma fisica, ancor più sorprendente se si considera che è alle soglie dei 60 anni, continuando ad allenarsi regolarmente, mentre ha cambiato recentemente e radicalmente la propria fede politica.

Quest'ultimo non è l'unico elemento per il quale ha suscitato controversie, le sue posizioni infatti sono state ritenute talvolta poco serie, come le sue difese delle teorie complottiste per esempio, altre volte molto progressiste come il matrimonio aperto a tutti, o troppo irresponsabili come lo schierarsi a favore del diritto di possedere armi.

La vita privata invece non è stata oggetto di quasi nessuna particolare attenzione, spostato, con 3 figli, di cui uno adottivo, non si è mai ritrovato in qualche grande scandalo hollywoodiano.

venerdì 27 febbraio 2026

"Room" (2015) #SpiegazioneTitolo

 Per chi abbia visto il film non c'è molto da spiegare, ma per tutti gli altri magari due parole possono aiutare a capirlo meglio (Il titolo), anche nel suo aspetto meramente linguistico.

Innanzitutto la versione doppiata in italiano mantiene quello originale, che significa ovviamente "Stanza".
Tuttavia il film si basa su di un romanzo scritto pochi anni prima, dal titolo omonimo, ma che in italiano era stato adattato con un assurdo "Stanza, letto, armadio, specchio".
 
Il perchè libro e film siano stati chiamati semplicemente "Room" è dato dal fatto che tutte le scene di reclusione si svolgono in un capanno, con letto e bagno, ma che in sostanza è composto da una sola stanza.
 
Da notare anche l'aspetto puramente linguistico, di come si parli di "Room" e non di "The room", proprio perchè il modo di parlare del bambino protagonista, adottato per complicità anche dalla madre, è spesso senza articoli. 

lunedì 23 febbraio 2026

"Trainspotting", Benvenuto negli "enta"..

 Certamente un traguardo più serio e più conosciuto rispetto a quello riguardante il blog, oggi infatti, il film capolavoro "Trainspotting", compie ufficialmente 30 anni dalla sua uscita. Era proprio il 23 Febbraio del 1996 quando fu proiettato per la prima volta nel Regno Unito.

Nel suo descrivere un mondo cosi lontano dalla stragrande maggioranza delle persone ottenne un successo inimmaginabile, anche per chi ne conosceva l'ottima base del libro di Irwine Welsh da cui è stato adattato.

I 4 protagonisti fittizzi, divennero quasi delle persone reali nella mente di molti, talmente tridimensionali da coinvolgere lo spettatore pienamente, nonostante l'argomento quasi surreale per una persona comune.

Il sequel è stato, molti anni dopo, senza mezze misure indegno, tanto che nei più grandi appassionati della pellicola, i 4 ragazzi sono ancora tuttoggi giovani, scapestrati e persi in problemi più grandi di loro. 

sabato 21 febbraio 2026

Non ci resta che piangere (1984) #Recensione

 "Non ci resta che piangere" è un film che ha compiutò già 40 anni e che nel tempo è passato dall'essere stato un grande successo al botteghino, al diventare un film di culto, di quelli che si deve aver visto della commedia italiana.
Tuttavia come spesso accade, nonostante furono tagliate tantissime ore di girato per quanto si erano divertiti gli attori sul set non riuscendo

a stare seri, non è tutto oro quello che luccica, o per dirlo meglio, non tutti hanno visto brillare questa pepita.

La trama è ovviamente quasi completamente incentrata sui due protagonisti, Roberto Benigni e Massimo Troisi, nei panni rispettivemente di maestro e bidello di una scuola.
I due si ritrovano fermi ad un passaggio a livello, ed imboccando una piccola strada secondaria per scansarlo, finiscono ad un casolare dove passeranno la notte.
Al loro risveglio, e non prima di alcune vicende che gli risultavano strane per l'epoca contemporanea, scoprono di essere finiti nel 1400, e di dover quindi fare i conti con usi, costumi e tradizioni del periodo.
Nascono tutta una serie di situazioni quindi, che li porteranno a giro per il piccolo borgo toscano in cui si trovano, ma anche molto oltre, fino addirittura all'incontro con Leonardo Da Vinci.

Il film come detto ottenne un eccellente riscontro di incassi, ed è stato consacrato nel tempo come una perla e pietra miliare della comicità italiana, ciò nonostante, non tutti i pareri, soprattutto della critica, furono uniformi.
La parte maggiormente contestata è stata la decisione dei due, che sono stati anche gli autori della sceneggiatura, di dirigersi da soli, risultando così un lavoro che a livello tecnico sarebbe potuto essere stato fatto meglio, da un regista esterno.
Per quanto riguarda il cast, l'unica candidatura ad un premio personale di settore fu quella a Paolo Bonacelli, per la parte molto minore di Leonardo Da Vinci. Premio che poi non vinse.
Per il resto è presente il Monni, che è un po' sempre troppo e solo Il Monni in tutti i film, e che quindi non aggiunge un qualcosa di particolare all'opera.

Di positivo si potrebbe salvare l'idea del nome del piccolo borgo toscano immaginario, tale "Frittole", nome simpatico ed orecchiabile, che sicuramente è rimasto nella mente della gente ben oltre la fine del film.
Di fatto però non vi fu molto di toscano nel film a parte la presenza dei suddetti attori, dato che la quasi totalità del luoghi in cui furono girate le scene si trovano nel Lazio, compreso il rinomato passaggio a livello di una della scene chiave e più famore del film.

In sostanza un film che soggettivamente o piace molto o piace poco, senza vie di mezzo, e che forse di un po' più oggettivo ha il fatto che la somma del valore dei due attori, non sia proprio stata accresciuta dall'essere l'uno accanto all'altro, ma che sia risultata soltanto la somma dei due singoli, che sono apparsi più come due entità che come un duo comico.

mercoledì 18 febbraio 2026

Ed un lustro se ne andò..

Stavolta niente immagini di torte generate con l'A.I. per festeggiare i primi 5 anni del blog.

Invece, un abbastanza forzato tenativo di titolo sofisticato, ed un ancor più goffo giro di parole per dire che essendo "lustro" sinonimo di "lucido", è con gli occhi lustri, magari dati dall'alcol dei festeggiamenti, che è possibile dichiarare che oggi, questo piccolo blog ha compiuto 5 anni di età.

Nella realtà, niente di cosi commovente e festoso, ma certamente un po' di orgoglio, quantomeno per la costanza e la coerenza con se stesso.

Arrivederci tra un'altro lustro. 

domenica 15 febbraio 2026

"Midori - La ragazza delle Camelie" (1992) #Recensione

 Si tratta di un film uscito ad inizi anni '90, basato su di una serie di cartoni della decade presecente.
Riguarda pienamente il mondo e la cultura giapponese, nel bene e nel male, con tutti i suoi clichè e stereotipi, e non può essere considerato propriamente un lungometraggio, data infatti la durata di soli 44 minuti è catalogato generalmente come "Mediometraggio".

La trama riguarda una giovanissima ragazza, che una volta persa la madre a causa di una infestazione di topi nella propria casa, finisce in maniera permanente in un gruppo di circensi, con i quali si sposterà, nonostante subisca da loro costanti violenze di vario tipo, sia fisiche che psicologiche, e nonostante la propria costante volontà di tornare a casa.

Il film è abbastanza coerente nelle proprie tematiche, ma proprio per il fatto di essere piuttosto sopra le righe, ed inusuale come anime, fù da prima proibito e poi lasciato essere divulgato ma con la restrizione ai minori di 18 anni, dettaglio che rimange in vigore tutt'oggi.

Sicuramente peculiare, sia per l'epoca che per l'attualità, sembra più aver suscitato scalpore per modi e scene dipinte in modo sfacciato, più che sofisticato, e le sue stesse tematiche non sono poi così divergenti ed originali rispetto ad un "La strada" di Fellini, di circa 40 anni prima. 

In sostanza un'opera che vale la pena vedere solo ed escluvamente se vi è alla ricerca di un qualcosa di provocatorio, o se si è profondi appassionati di anime e cultura giapponese in generale, o se si vuole addentrarsi in quella che è la storia del cinema giapponese senza necessariamente essere alla ricerca dei pezzi più pregiati di essa. 

"The Joe Rogan Experience" #Recensione