Pagine

domenica 1 febbraio 2026

"Amarcord" (1973) Scene curiose

 "Amarcord" è un film di grande successo dei primi anni '70, diretto niente di meno che da Federico Fellini ed ambientato nella sua Rimini.

Ma dato che di un film del genere è certamente stato detto di tutto e di più, questo sarà un post un po' diverso dal solito, anzichè la solita recenzione.

Riguarderà soltanto alcune scene, che sono apparse a loro modo, se pur diverse tra loro, originali/interessanti/curiose : 

La prima è la poesia sui mattoni, recitata dal muratore in cantiere : (sbobinata come è, in dialetto, ma certamente comprensibile)

Mio nono fava i matoni,
mio babo fava i matoni, 
fazo i matoni anche mè, 
ma la casa mia n'dov'è?
 
Sicuramente inaspettata, perchè non ci si aspetta di trovare un qualcosa di profondo ad ogni angolo di un film, nemmeno se si tratta di un'opera di Fellini, e altrettanto sicuramente, fa riflettere.
 
La seconda scena è quella della immensa nevicata che ricopre le case, e soprattutto le strade di Rimini.
La neve era ovviamente finta, anche se si rifaceva ad una delle grandi nevicate avvenute in città nella storia (Il film tuttavia fu girato interamente a cinecittà).
Vuoi per l'effetto sorpresa, nessuno poteva prevedere di vedere quei cumuli all'improvviso nel film, vuoi per l'aspetto dell'evento atmosferico che calma tutti gli animi (elemento talvolta usato nella cinematografia, come anche nel film "Magnolia" del 1999).

La terza scena, è quella finale, dopo che in molti frangenti durante l'opera si erano visti personaggi guardare in camera, cosa piuttosto inusuale e decaduta dai tempi dei film muti, si vede un personaggio rivolgersi al pubblico salutandolo direttamente e dicendo pure di andare a casa.

Naturalmente nota doverosa riguardante il titolo, ancora una volta, scelta azzeccatissima, piena di significato, orecchiabile, internazionale, scelta davvero eccezionale, ma ed essa è gia stato dedicato un intero altro post su questo blog.


martedì 27 gennaio 2026

Chi era Brigitte Bardot

 Brigitte Bardot, all'anagrafe Brigitte Anne Marie Bardot, è stata una personalità dello spettacolo francese che ha dimostrato le proprie capacità in moltissimi settori e che con esse è andata ben oltre i confini nazionali, diventado famosa in tutto il mondo, o almeno in tutto quello occidentale.

Nata e cresciuta in francia, ha continuato a vivere li anche una volta raggiunto il successo, partendo dal ballo, si è poi affermata anche come modella, cantante, ed ovviamente come attrice.

Attiva principalmente negli anni sessante, dove diventa anche una icona della femminilità ed un sex simbol, si ritira dalle scene ad appena 40 anni, dedicando il successivo mezzo secolo principalmente all'attivismo politico, in particolare quello per i diritti degli animali.

Proprio la politica però sarà uno dei terreni dove scatenerà il maggior numero di controversie, legate principalmente alle proprie posizioni riguardo all'immigrazione.

Muore a 91 anni nella sua Francia che tante soddisfazioni e critiche gli aveva riservato, di lei rimarranno ricordi indelebili nella cinematografia e nel mondo delle icone femminili più conosciute di sempre. 

domenica 25 gennaio 2026

Che cosa vuol dire "Checco Zalone"?

 Il titolo sembra ambiguo perchè viene usualmente dato per scontato che si tratti di un nome, d'arte o anagrafico ma pur sempre di un nome.

La spiegazione invece è molto diversa, perchè Checco Zalone, "nome d'arte" di Luca Pasquale Medici, è fatto per sembrare un nome ma è in realtà una espressione.

Luca Medici infatti, nato e cresciuto in Puglia, decise di adottare come nome per la sua carriera artistica "Checco Zalone" apparente contrazione di Franscesco Zalone, ma che proviene invece da un modo di dire tipicamente barese, ossia "Che cozzalone!", che significa una sorta di "Che tamarro!", e viene usato per descrivere una persona rozza ed eccentrica nei modi, gli stessi modi che poi egli porterà con i propri personaggi prima nel cabaret e poi al cinema, dimostrando quanto il nome fosse stato azzeccato.

giovedì 22 gennaio 2026

"Buen Camino" (2025) #Recensione

 E' il "Nuovo film di Checco Zalone", come viene talvolta appellato in radio e televisioni senza che nemmeno ne venga riportato di fatto il titolo. Perchè l'Italia è cosi, il conformismo sfrenato vince spesso su tutto, moda e tradizioni seguite ciecamente, soprattutto sotto Natale, dove il pellegrinaggio al cinema è doveroso, ed il cinepanettone si guarda indipendentemente dal suo valore.

Pellegrinaggio che è anche il tema del film, Zalone, nei panni di un ricco imprenditore, o ancora meglio ricco ereditiero, si trova a dover affrontare delle difficoltà familiari, dalle quali non si può esimere delegandole come fa per un po' tutti gli altri aspetti non ricreativi della propria vita.
Nello specifico la figlia decide di intrapredendere il "Cammino di Santiago", un lunghissimo percorso da far solitamente a piedi, che porta fino a Santiago de Compostela in Spagna, e che può essere scelto per moltissime ragioni, da quelle più ovvie, come quelle religiose o spirituali, fino a quelle personali di vario genere.
Checco dunque, si troverà ad "inseguire" la figlia in questa sua "fuga", e successivamente ad accompagnarla, scoprendo anche alcune cose importanti su se stesso.

Il film è il più classico dei cinepanettoni, testimone ereditato dai vari "mostri sacri" del genere, da Jerry Calà alla più presente delle coppie del settore, quella formata da Christian De Sica e Massimo Boldi.
L'apoteosi del trash, come si richiede da copione, con battute forzate, battute scontate, battute urlate e battute già sentite.
Peccato perchè Zalone, all'anagrafe Luca Medici, di ha abituato a ben altro. Ossia molta più sofisticatezza nel suo umorismo dissacrante. Oltre che ad aver dato prova negli anni di essere anche ben altro, un eccellente musicista, cantautore, cabarettista, imitatore, etc..
Qui invece sceglie la strada più breve, anche se figurativamente nel film è la più lunga.
Lo dimostrano anche i pochi sforzi persino per trovare nomi, il protagonista si chiama infatti Checco Zalone, perchè anche questo aiuta a portare gente a vederlo.

Un film dunque che delude immensamente, specialmente chi ha veduto altre sue opere cinematografiche, che sembra fatto ed infiocchettato per massimizzare i profitti, e cosi è stato, come anche in passato per la stragrande maggioranza dei cinepanettoni, anche se probabilmente è ritenuto improprio chiamarlo cosi.
Ad ogni modo il botteghino ha parlato e parlato forte e chiaro, il film è campione di incassi di Natale, e probabilmente si porterà a casa molti altri record legati al profitto, ma rimane un'opera vuota, che lui si poteva risparmiare, e che non aggiunge niente alla sua carriera ed al suo curriculum, forse giusto qualcosa al suo conto in banca.

Da segnalare una nota curiosa, ossia la presenza di Martina Colombari, ex miss Italia e solitamente negli anni emblema della bellezza, che ricopre un ruolo inaspettato, quello della ex moglie del protagonista, che non nasconde i propri anni, e che infatti è stata difficilmente rinosciuta da coloro che non erano già informati della sua presenza. 

domenica 18 gennaio 2026

Come sono andati i Golden Globes?

 I Golden Globes non sono gli Oscar, ma sono comunque premi di settore che se pur ritenuti più importanti dai diretti interessati che dagli appassionati di cinema, testano la febbre della scena cinematografica occidentale al momento del loro svolgimento, annuale naturalmente.

Ma quindi chi è stato "protagonista", volendo usare il gergo del mondo del cinema, e chi sono stati gli "sconfitti" di quest'anno? : 

Complimenti dunque a Wagner Moura, attore brasiliano, già conosciuto per essere il volto di Pablo Escobar nella fortunatissima serie Narcos, che si è aggiudicato il premio di "Miglior attore in un film drammatico", un traguardo sempre notevole se raggiunto da attori non madrelingua inglese e/o non anglosassoni, che di solito la fanno da padroni.
(Anche se va ricordato che i premi vengono assegnati da una giuria di circa 100 giornalisti della stampa estera).

Tutto quello detto sopra vale anche per Stellan Skarsgard, attore svedese, che se pur sia da decenni sulle scene di pellicole statunitesti e non, ed abbia negli anni coinvolto praticamente tutta la sua famiglia, merita i complimenti per aver ottenuto il Golden Globe come "Miglior attore non protagonista". 

L'ultima menzione è per la "faida" annunciata, ossia quella involontaria tra Leonardo Di Caprio e Timothée Chamalet, dove il primo, rappresentante ormai della vecchia guardia, ed avvezzo da anni con tanto di meme alle sconfitte alle premiazioni, è infatti uscito a mano vuote, a differenza del secondo, idolo delle nuove generazioni, che si è portato a casa il premio come Miglior attore in un film musical o commedia per la sua interpretazione in Marty Supreme. 

mercoledì 14 gennaio 2026

Veritasium - The most dangerous building in Manhattan #Recensione

 Veritasium è un ben noto ed ormai più che decennale canale di divulgazione scientifica su Youtube. 

E dato che Youtube ha in molti aspetti rimpiazzato, o comunque si è degnamente affiancato a certi canali e programmi documentaristici televisi classici, alcuni suoi video meritano una recensione, o quantomeno di essere diffusi quanto documentari da National Geographic della vecchia scuola.

E' il caso di questo interessante video/episodio/puntata, di poco più di mezzora di durata, nel quale viene raccontato di un difetto di realizzazione strutturale di uno dei più alti grattacieli di New York, che per mesi dalla sua scoperta ha impegnato e fatto soffrire progettisti e tecnici dato il realmente possibile rischio di crollo.

Nello specifico era stato costruito un palazzo molto atipico, in particolare nel modo in cui le colonne portanti alla base erano state posizionate (per poter ricostruire anche la chiesa sottostante nello stesso esatto orientamento in cui si trovata prima della demolizione), e questo ha portato alla scoperta che il vento, nel caso avesse colpio l'edificio a delle angolazioni precise, e che non erano state prese in considerazione in fase progettuale, avrebbe potuto portare al generarsi di forze non in grado di essere sostenute dalla struttura.

Senza svelare troppo, è molto interessante come la ricerca e l'attuazione del tentantivo di risolvere il problema siano state fatte senza essere rese pubbliche, cercando di evitare all'armismi, e come la scoperta di tali problematiche sia avvenuta quasi per caso, grazie ad una telefonata di uno studente dubbioso riguardo ai calcoli che aveva trovato sulla progettazione dell'edificio.

In sostanza un intrattenimento un po' per tutti, dalla durata e dal passo non stancanti, e realizzato con una certa dovizia di particolari, ache se purtroppo, un po' spettacolarizzato, aspetto questo poco scientifico, ma piuttosto comune specialmente se si parla degli Stati Uniti d'America.

domenica 11 gennaio 2026

"Perfetti Sconosciuti" #AnalisiTitolo

Ottimo film, titolo insipido.

Se pur non sia tremendo da leggere, o magari tremendamente complicato da capire, rimane una scelta non all'altezza dell'opera, che meritava di più.

E' un titolo semplice, intuitivo, orecchiabile, e pure internazionale volendo, ma concettualmente non aggiunge niente di rilevante al film, ed il suo ermetismo è un'arma a doppio taglio, perchè una volta vista la pellicola viene da domandarsi perchè quel gruppo di persone fossero perfette tra loro, forse perchè tutto filava liscio e conviviale nella loro omertà?, e perchè siano poi cosi sconosciuti, dato che molti dei loro segreti erano invece noti ad alcuni di loro.

Non è andata meglio ad alcune traduzioni/adattamenti ed ad alcuni remake, dove si è arrivati fino a titoli come "Messaggi e Segreti", che fortunamente per una volta l'Italia ci ha risparmiato, quindi quantomeno è da elogiare la scelta di Genovese o chi per lui per questo.

"Amarcord" (1973) Scene curiose