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mercoledì 4 febbraio 2026

La "Bubba Gump Shrimp Company" non è rimasta soltanto sullo schermo..

 La compagnia creata da Forrest Gump nell'omonimo film, fu veramente realizzata, ad opera della stessa casa produttrice del film, arrivando a contare decine di punti di ristorazione in tutti gli Stati Uniti d'America.

Non fu l'unica iniziativa a passare dallo schermo alla realtà riguardante tale pellicola, ma quello che la rende ancor più surreale è il fatto che l'attore che ha interpretato "Bubba", il vero iniziatore di tutta la "saga" dei gamberetti nel film, per scelta personale ha deciso di non volervici mettere mai piede.

Da sottolineare come la catena si sia espansa anche oltre i confini nazionali, ma forse più in paesi esotici, dato che la grande maggioranza del resto dei paesi anglofoni, chiama i gamberetti orgogliosamente "Prawns".


domenica 1 febbraio 2026

"Amarcord" (1973) Scene curiose

 "Amarcord" è un film di grande successo dei primi anni '70, diretto niente di meno che da Federico Fellini ed ambientato nella sua Rimini.

Ma dato che di un film del genere è certamente stato detto di tutto e di più, questo sarà un post un po' diverso dal solito, anzichè la solita recenzione.

Riguarderà soltanto alcune scene, che sono apparse a loro modo, se pur diverse tra loro, originali/interessanti/curiose : 

La prima è la poesia sui mattoni, recitata dal muratore in cantiere : (sbobinata come è, in dialetto, ma certamente comprensibile)

Mio nono fava i matoni,
mio babo fava i matoni, 
fazo i matoni anche mè, 
ma la casa mia n'dov'è?
 
Sicuramente inaspettata, perchè non ci si aspetta di trovare un qualcosa di profondo ad ogni angolo di un film, nemmeno se si tratta di un'opera di Fellini, e altrettanto sicuramente, fa riflettere.
 
La seconda scena è quella della immensa nevicata che ricopre le case, e soprattutto le strade di Rimini.
La neve era ovviamente finta, anche se si rifaceva ad una delle grandi nevicate avvenute in città nella storia (Il film tuttavia fu girato interamente a cinecittà).
Vuoi per l'effetto sorpresa, nessuno poteva prevedere di vedere quei cumuli all'improvviso nel film, vuoi per l'aspetto dell'evento atmosferico che calma tutti gli animi (elemento talvolta usato nella cinematografia, come anche nel film "Magnolia" del 1999).

La terza scena, è quella finale, dopo che in molti frangenti durante l'opera si erano visti personaggi guardare in camera, cosa piuttosto inusuale e decaduta dai tempi dei film muti, si vede un personaggio rivolgersi al pubblico salutandolo direttamente e dicendo pure di andare a casa.

Naturalmente nota doverosa riguardante il titolo, ancora una volta, scelta azzeccatissima, piena di significato, orecchiabile, internazionale, scelta davvero eccezionale, ma ed essa è gia stato dedicato un intero altro post su questo blog.


martedì 27 gennaio 2026

Chi era Brigitte Bardot

 Brigitte Bardot, all'anagrafe Brigitte Anne Marie Bardot, è stata una personalità dello spettacolo francese che ha dimostrato le proprie capacità in moltissimi settori e che con esse è andata ben oltre i confini nazionali, diventado famosa in tutto il mondo, o almeno in tutto quello occidentale.

Nata e cresciuta in francia, ha continuato a vivere li anche una volta raggiunto il successo, partendo dal ballo, si è poi affermata anche come modella, cantante, ed ovviamente come attrice.

Attiva principalmente negli anni sessante, dove diventa anche una icona della femminilità ed un sex simbol, si ritira dalle scene ad appena 40 anni, dedicando il successivo mezzo secolo principalmente all'attivismo politico, in particolare quello per i diritti degli animali.

Proprio la politica però sarà uno dei terreni dove scatenerà il maggior numero di controversie, legate principalmente alle proprie posizioni riguardo all'immigrazione.

Muore a 91 anni nella sua Francia che tante soddisfazioni e critiche gli aveva riservato, di lei rimarranno ricordi indelebili nella cinematografia e nel mondo delle icone femminili più conosciute di sempre. 

domenica 25 gennaio 2026

Che cosa vuol dire "Checco Zalone"?

 Il titolo sembra ambiguo perchè viene usualmente dato per scontato che si tratti di un nome, d'arte o anagrafico ma pur sempre di un nome.

La spiegazione invece è molto diversa, perchè Checco Zalone, "nome d'arte" di Luca Pasquale Medici, è fatto per sembrare un nome ma è in realtà una espressione.

Luca Medici infatti, nato e cresciuto in Puglia, decise di adottare come nome per la sua carriera artistica "Checco Zalone" apparente contrazione di Franscesco Zalone, ma che proviene invece da un modo di dire tipicamente barese, ossia "Che cozzalone!", che significa una sorta di "Che tamarro!", e viene usato per descrivere una persona rozza ed eccentrica nei modi, gli stessi modi che poi egli porterà con i propri personaggi prima nel cabaret e poi al cinema, dimostrando quanto il nome fosse stato azzeccato.

giovedì 22 gennaio 2026

"Buen Camino" (2025) #Recensione

 E' il "Nuovo film di Checco Zalone", come viene talvolta appellato in radio e televisioni senza che nemmeno ne venga riportato di fatto il titolo. Perchè l'Italia è cosi, il conformismo sfrenato vince spesso su tutto, moda e tradizioni seguite ciecamente, soprattutto sotto Natale, dove il pellegrinaggio al cinema è doveroso, ed il cinepanettone si guarda indipendentemente dal suo valore.

Pellegrinaggio che è anche il tema del film, Zalone, nei panni di un ricco imprenditore, o ancora meglio ricco ereditiero, si trova a dover affrontare delle difficoltà familiari, dalle quali non si può esimere delegandole come fa per un po' tutti gli altri aspetti non ricreativi della propria vita.
Nello specifico la figlia decide di intrapredendere il "Cammino di Santiago", un lunghissimo percorso da far solitamente a piedi, che porta fino a Santiago de Compostela in Spagna, e che può essere scelto per moltissime ragioni, da quelle più ovvie, come quelle religiose o spirituali, fino a quelle personali di vario genere.
Checco dunque, si troverà ad "inseguire" la figlia in questa sua "fuga", e successivamente ad accompagnarla, scoprendo anche alcune cose importanti su se stesso.

Il film è il più classico dei cinepanettoni, testimone ereditato dai vari "mostri sacri" del genere, da Jerry Calà alla più presente delle coppie del settore, quella formata da Christian De Sica e Massimo Boldi.
L'apoteosi del trash, come si richiede da copione, con battute forzate, battute scontate, battute urlate e battute già sentite.
Peccato perchè Zalone, all'anagrafe Luca Medici, di ha abituato a ben altro. Ossia molta più sofisticatezza nel suo umorismo dissacrante. Oltre che ad aver dato prova negli anni di essere anche ben altro, un eccellente musicista, cantautore, cabarettista, imitatore, etc..
Qui invece sceglie la strada più breve, anche se figurativamente nel film è la più lunga.
Lo dimostrano anche i pochi sforzi persino per trovare nomi, il protagonista si chiama infatti Checco Zalone, perchè anche questo aiuta a portare gente a vederlo.

Un film dunque che delude immensamente, specialmente chi ha veduto altre sue opere cinematografiche, che sembra fatto ed infiocchettato per massimizzare i profitti, e cosi è stato, come anche in passato per la stragrande maggioranza dei cinepanettoni, anche se probabilmente è ritenuto improprio chiamarlo cosi.
Ad ogni modo il botteghino ha parlato e parlato forte e chiaro, il film è campione di incassi di Natale, e probabilmente si porterà a casa molti altri record legati al profitto, ma rimane un'opera vuota, che lui si poteva risparmiare, e che non aggiunge niente alla sua carriera ed al suo curriculum, forse giusto qualcosa al suo conto in banca.

Da segnalare una nota curiosa, ossia la presenza di Martina Colombari, ex miss Italia e solitamente negli anni emblema della bellezza, che ricopre un ruolo inaspettato, quello della ex moglie del protagonista, che non nasconde i propri anni, e che infatti è stata difficilmente rinosciuta da coloro che non erano già informati della sua presenza. 

domenica 18 gennaio 2026

Come sono andati i Golden Globes?

 I Golden Globes non sono gli Oscar, ma sono comunque premi di settore che se pur ritenuti più importanti dai diretti interessati che dagli appassionati di cinema, testano la febbre della scena cinematografica occidentale al momento del loro svolgimento, annuale naturalmente.

Ma quindi chi è stato "protagonista", volendo usare il gergo del mondo del cinema, e chi sono stati gli "sconfitti" di quest'anno? : 

Complimenti dunque a Wagner Moura, attore brasiliano, già conosciuto per essere il volto di Pablo Escobar nella fortunatissima serie Narcos, che si è aggiudicato il premio di "Miglior attore in un film drammatico", un traguardo sempre notevole se raggiunto da attori non madrelingua inglese e/o non anglosassoni, che di solito la fanno da padroni.
(Anche se va ricordato che i premi vengono assegnati da una giuria di circa 100 giornalisti della stampa estera).

Tutto quello detto sopra vale anche per Stellan Skarsgard, attore svedese, che se pur sia da decenni sulle scene di pellicole statunitesti e non, ed abbia negli anni coinvolto praticamente tutta la sua famiglia, merita i complimenti per aver ottenuto il Golden Globe come "Miglior attore non protagonista". 

L'ultima menzione è per la "faida" annunciata, ossia quella involontaria tra Leonardo Di Caprio e Timothée Chamalet, dove il primo, rappresentante ormai della vecchia guardia, ed avvezzo da anni con tanto di meme alle sconfitte alle premiazioni, è infatti uscito a mano vuote, a differenza del secondo, idolo delle nuove generazioni, che si è portato a casa il premio come Miglior attore in un film musical o commedia per la sua interpretazione in Marty Supreme. 

mercoledì 14 gennaio 2026

Veritasium - The most dangerous building in Manhattan #Recensione

 Veritasium è un ben noto ed ormai più che decennale canale di divulgazione scientifica su Youtube. 

E dato che Youtube ha in molti aspetti rimpiazzato, o comunque si è degnamente affiancato a certi canali e programmi documentaristici televisi classici, alcuni suoi video meritano una recensione, o quantomeno di essere diffusi quanto documentari da National Geographic della vecchia scuola.

E' il caso di questo interessante video/episodio/puntata, di poco più di mezzora di durata, nel quale viene raccontato di un difetto di realizzazione strutturale di uno dei più alti grattacieli di New York, che per mesi dalla sua scoperta ha impegnato e fatto soffrire progettisti e tecnici dato il realmente possibile rischio di crollo.

Nello specifico era stato costruito un palazzo molto atipico, in particolare nel modo in cui le colonne portanti alla base erano state posizionate (per poter ricostruire anche la chiesa sottostante nello stesso esatto orientamento in cui si trovata prima della demolizione), e questo ha portato alla scoperta che il vento, nel caso avesse colpio l'edificio a delle angolazioni precise, e che non erano state prese in considerazione in fase progettuale, avrebbe potuto portare al generarsi di forze non in grado di essere sostenute dalla struttura.

Senza svelare troppo, è molto interessante come la ricerca e l'attuazione del tentantivo di risolvere il problema siano state fatte senza essere rese pubbliche, cercando di evitare all'armismi, e come la scoperta di tali problematiche sia avvenuta quasi per caso, grazie ad una telefonata di uno studente dubbioso riguardo ai calcoli che aveva trovato sulla progettazione dell'edificio.

In sostanza un intrattenimento un po' per tutti, dalla durata e dal passo non stancanti, e realizzato con una certa dovizia di particolari, ache se purtroppo, un po' spettacolarizzato, aspetto questo poco scientifico, ma piuttosto comune specialmente se si parla degli Stati Uniti d'America.

domenica 11 gennaio 2026

"Perfetti Sconosciuti" #AnalisiTitolo

Ottimo film, titolo insipido.

Se pur non sia tremendo da leggere, o magari tremendamente complicato da capire, rimane una scelta non all'altezza dell'opera, che meritava di più.

E' un titolo semplice, intuitivo, orecchiabile, e pure internazionale volendo, ma concettualmente non aggiunge niente di rilevante al film, ed il suo ermetismo è un'arma a doppio taglio, perchè una volta vista la pellicola viene da domandarsi perchè quel gruppo di persone fossero perfette tra loro, forse perchè tutto filava liscio e conviviale nella loro omertà?, e perchè siano poi cosi sconosciuti, dato che molti dei loro segreti erano invece noti ad alcuni di loro.

Non è andata meglio ad alcune traduzioni/adattamenti ed ad alcuni remake, dove si è arrivati fino a titoli come "Messaggi e Segreti", che fortunamente per una volta l'Italia ci ha risparmiato, quindi quantomeno è da elogiare la scelta di Genovese o chi per lui per questo.

mercoledì 7 gennaio 2026

"Perfetti Sconosciuti" (2016) #Recensione

 Si tratta di uno dei film italiani meglio riusciti degli ultimi anni, sia a detta del pubblico, che lo ha premiato con una notevole presenza nelle sale, che ancor di più secondo gli addetti ai lavori, dato che il concetto su cui si basa tutta l'opera è stato ripreso talmente tante volte da finire addirittura sul Guinness dei primati come film con il maggior numero di Remake della storia.
Anche la critica ha attribuito un ottimo valore all'opera, assegnandogli nastri e David, principalmente al lavoro d'insieme e non agli interpreti singoli.

La trama si svolge tutta in un appartamento, dove un gruppo di amici di lunga data si ritrova per una cena.
Oltre ai soliti convenievoli e battutine, spesso stucchevoli, come avviene di fatto nella vita reale, viene proposto di fare un gioco, che non è altro che lasciare il proprio telefono sul tavolo per tutta la durata della cena, ed ogni volta che arriverà una notifica, verrà reso pubblico a tutta la sala il contenuto del messaggio, o foto, o chiamata.
Il risultato è un intreccio di situazioni impreviste e complicate, mancanze di rispetto, di empatia, ma anche fastidi e privazioni nascosti e repressi, oltre al naturale complicarsi della vità ed al naturale instinto umano a complicarsela da soli.

Il risultato dell'opera invece appare davvero ottimo, e se mentre nella prima metà si assiste un po' alla solita pesante commedia italiana, con battute forzate, sarcarsmo mal usato, e soliti argomenti e tematiche, nella seconda il film sboccia in una piacevole sorpresa, dai contenuti umani, reali, profondi, anche macabri, ma certamente coingolventi.

Il film infatti coinvolge, appassiona, fa parteggiare e fa provare rabbia, emozioni suscitate sia dall'interessante trama (più che trama diciamo dall'originale concetto di base, la trama in se e per se infatti a tratti appare anche un po' forzata), sia dai ben posizionati e ben riusciti colpi di scena, ma anche dalla ottima recitazione di molti membri del cast, anche se la critica di settore non ha riconosciuto quasi nessun premio ai singoli, come detto.

Volendo elogiare due aspetti specifici dell'opera, molto bene lo sviluppo di tutte le tematiche sull'omosessualità, e ben pensata e ben fatta la scena finale, che nel suo piccolo sorpresende per semplicità.

In sostanza un film che senza troppe pretese ha fatto e sta facendo la storia, italiana e non, apparentemente, e che può essere tranquillamente consigliato ad un pubblico generico senza timore di far perdere tempo. 

domenica 4 gennaio 2026

Rob Reiner, niente lieto fine.

 Non che la vita porti spesso a dei finali lieti, ma c'è modo e modo di morire, e sicuramente quello tragico in cui se ne è andato Reiner non era quello che si immagina lui, ne i suoi fans.

La notizia è recentissima e ben nota, quindi non occorre ripeterla, basta accennarla, lui e la moglie sono infatti stati trovati morti in casa, ed il maggior indiziato è proprio il figlio, quindi una possibile tragedia nella tragedia.

Nato e cresciuto a New York da una famiglia di attori, poeti, autori, pittori, registi, etc.. con la quale si trasferisce ancora adolescente a Los Angeles, e che non lo ostacola, anzi lo sostiene nella sua direzione verso il mondo dello spettacolo.

Inizia come attore, ma è decisamente da regista che ottiene i maggiori riconoscimenti.
Curioso come tre dei suoi lavori più noti, siano talmente differenti tra loro, che forse sono proprio l'emblema della sua versatilità dietro la cinepresa.
Le pellicole in questione sono "Spinal Tap", un finto documentario musicale, "Harry, ti presento Sally..", una commedia romantica, e "Codice D'onore", un film drammatico a tema legale.

Nella vita privata si era sposato due volte, e si batteva da decenni per il riconoscimento dei pari diritti per altre categorie, soprattutto quelli della lega LGBT. 


giovedì 1 gennaio 2026

I 250 migliori film di sempre secondo l'IMDB

 Di queste liste ne abbiamo viste e ne sono state presentate fino alla nausea, tuttavia come già stabilito in un post dedicato l'IMDB è un database mondiale molto efficace ed aggiornato, è quindi da ritenersi una fonte decentemente autorevole e certamente non di parte sull'argomento.

La valutazione non è data da soggetti esperti o del settore, anche se magari qualcuno tra di loro di fatto lo è, ma dagli utenti.
Ai film può essere lasciata una propria opinione sotto forma di recensione o anche soltanto una valutazione, in questo caso esprimibile con delle stelle, da un minimo di 1 ad un massimo di 10, senza possibilità di usare decimali (anche se poi il voto finale al film, dato dal voto medio degli utenti, li avrà).
E' cosi che si crea in automatico una classifica dei film più apprezzati, ed è una lista ben fornita, dato che si trovano pellicole di tutte le decadi e tutti i generi, o quasi, con una immaginabile predominanza assoluta da parte dei cortometraggi.

La classifica non è necessariamente legata ai primi 250 titoli meglio votati, in passato infatti è stata spesso considerata come una lista dei primi 100.
Trattandosi di film notissimi ed amatissimi, le valutazioni sono nell'ordine di milioni di voti per ognuno di essi, quindi attendibili quantomeno riguardo al pensiero generale del pubblico.

Al momento al primo posto, posizione che generalmente interessa di più e che crea le maggiori controversie, si trova "Le ali della libertà", avendo scalzato negli ultimi anni "Il padrino - parte I", che si trovava in testa da tempo.

Da notare come "La vita è bella" di Benigni si trovi addirittura al 27esimo posto, da intendersi ovviamente come risultato estremamente positivo, nonché meritato, con una media, al momento di questo post, di 8.6/10, data da ben più di 800.000 valutazioni.
Di contro sorprende il 40esimo posto di "Whiplash" un film che non ha certamente raccolto il favore di questo blog, e che appare comunque oggettivamente molto di nicchia per trovarsi in una posizione del genere.

sabato 27 dicembre 2025

Ma i film di Natale sono veramente natalizi?

 La discussione, specialmente negli Stati Uniti, va avanti da parecchi anni, è stato infatti sollevato il dubbio se molti di questi film di Natale, siano realmente legati in maniera rilevante a tale celebrazione, o se si svolgano semplicemente durante il periodo natalizio.

Uno dei più dibattuti, ma anche uno di quelli dove alla fine la gente si trova abbastanza concorde nel dire che sia effettivamente un film natalizio, è il primo episodio della saga "Die Hard", con Bruce Willis come protagonista.
Il momento temporale nelle scene è effettivamente la vigilia di Natale, ed i vari riferimenti alla cosa durante il film, ed il volere del protagonista di star vicino alla propria famiglia, hanno fatto propendere il giudizio generale per assegnargli effettivamente il titolo di film natalizio.
Tuttavia, molti rimangono contrari, anche soltanto per la violenza di molteplici scene, e tra di essi vi è anche Macaulay Culkin, attore protagonista di "Home Alone", che, non necessariamente per la suddetta ragione, ritiene comunque che non si possa considerare "Trappola di cristallo" (questo il sottotitolo con cui è stato diffuso "Die Hard" in Italia), come film natalizio.
A tentare di placare la polemica in modo ironico ci provò lo stesso Bruce Willis alcuni anni fa prima di uscire completamente dalle scene a causa della malattia che lo ha colpito, egli stesso dal microfono di un palco disse "Die Hard non è un film natalizio!, è un film di Bruce Willis!".

Parlando di Culkin invece, e citanto il fatto che lui stesso in una intervista abbia dichiarato che "Home Alone" (Mamma, ho perso l'aereo!) sia un film quintessenzialmente natalizio, va invece segnalato come molti abbiano solletavo dubbi sulla cosa, sostenendo che sostanzialmente il film sia semplicemente ambientato durante le festività natalizie, con tutti i crismi e tutti i clichè, ma che poteva volendo svolgersi anche durante altre festività, come per esempio il giorno del ringraziamento.

Una breve menzione per altri due classici che meritano due parole.
Il primo è "Gremlins" che nonostante il tono scuro e diverse scene impegnative per i più piccoli, è stato riconosciuto in maniera abbastanza universale, almeno negli Stati Uniti, come un film effettivamente natalizio.
Il secondo, e qui arriviamo in un certo senso a casa nostra, è "Una poltrona per due" ("Trading Places" in originale) che in Italia è stato eletto, prima per volere delle case importatrici e distributrici di pellicole, e poi a furor di popolo per traduzione assodata, come il film natalizio per eccellenza, quello che non può mancare, ed infatti non manca mai, in televisione nei giorni di Natale.
Purtroppo però si tratta di un film che almeno oltreoceano, è stato escluso tra quelli riconosciuti come oggettivamente natalizi, per il fatto che pur svolgendosi durante il periodo di Natale e pur avendone diversi aspetti tipici della celebrazione, è carente dei fondamentali, come il concetto dell'essere più caritatevoli, ed ancor di più del ruolo e della presenza della famiglia tradizionale.

mercoledì 24 dicembre 2025

Perchè si indicano i millimetri nei tipi di pellicola? (8mm - 35mm)

Un post molto semplice su di un argomento che spesso lascia dubbiosi su che cosa vogliano dire certi numeri.
 

I tipi di pellicola usati nella cinematografia in questi suoi 150 anni di esistenza sono stati molteplici.
Nel tempo ne sono stati creati moltissimi, ma anche scartati tanti, alcuni sono rimasti, altri hanno un uso piuttosto specifico.

Innanzitutto può essere detto fin da subito che la dicitura "mm" (Millimetri) indica in tutti questi tipi di pellicola, semplicemente la loro larghezza fisica. E che una maggiore grandezza permette una maggior qualità ed un maggior numero di dettagli una volta proiettata l'immagine sul grande schermo.

Tuttavia un formato in particolare è stato ed è il più diffuso in assoluto ed è quello da 35 mm, era infatti già la scelta prediletta dai fratelli Lumière e si è affermato nel tempo come standard per tutta l'industria internazionale.

Ve ne sono di più ridotti, i più diffusi sono il 16mm e l'8mm, la loro esistenza e la loro caratteristica principale, sono di essere per un uso maggiormente amatoriale che professionale.

domenica 21 dicembre 2025

Chi è un "attrezzista"?

 "Attrezzista" è un termine propriamente tipico del mondo dello spettacolo, anche se non esattamente esclusivo di esso. 
(Potrebbe anche trattarsi di incaricati alla gestione degli attrezzi di lavoro in altri mestieri, oppure semplicemente di un ginnasta che pratica la disciplina degli attrezzi)

Il ruolo e le mansioni, sono più o meno le stesse che si tratti di cinema, teatro, televisione, etc..

Si tratta di una figura incaricata di recuperare attrezzature per la scenografia, che ha successivamente solitamente anche gli incarichi di, riporla in modo che possa essere usata per le riprese al momento necessario, e di portarle in scena quando richiesto.

Può capitare che gli venga richiesto anche che vi sia necessità improvvisa di modificare qualche elemento tra gli oggetti scelti, ragion per cui in passato il ruolo dell'attrezzista era spesso ricoperto da artigiani.

Ad oggi l'industria del cinema è talmente diffusa ed efficente, che spesso basta la figura di un arredatore di scena che colloca i vari pezzi presi a noleggio per formare la scenografia.


giovedì 18 dicembre 2025

The Martian (2015) #Recensione

 "The Martian" è un film del 2015 che ha sofferto come innumerevoli altri della invidiabile nostra peculiariatà di essere distribuito con un titolo che ne svela l'elemento principale della trama, dato che in Italia il titolo è stato tradotto/adattato in "Sopravvissuto - The Martian".

Una volta che è stato chiaro a tutti che il protagonista non morirà, nonostante qualsiasi sorta di imprevisto possibilmente letale, lui non morirà, può essere descritto il resto della trama, ossia che un povero astronauta in missione, ferito e senza sufficienti provviste, verrà creduto morto e lasciato sul pianeta Marte, dove dovrà cavarsela con le proprie forze e conoscenze per anni, sperando di essere salvato un giorno da una delle missioni successive sul pianeta.

Il film aveva molto potenziale, dato che è basato su di un romanzo, dato che ha come protagonista Matt Damon, e soprattutto visto che veniva diretto e prodotto da Ridely Scott, che del mondo della fantascienza, visti dei suoi lavori come Alien e Blade Runner per dirne un paio, conosce un paio cose a riguardo del genere cinematografico in questione.

Purtroppo però il film nel suo insieme delude enormemente, forse a causa delle appena citate alte aspettative, forse perchè parte bene e si trasforma piano piano in una americanata, ma di fatto l'aspetto fantascentifico ed i suoi contorni intriganti di astrofisica, lasciamo presto spazio al vero tema principale, quello della azione in stile Mission Impossible, o Bourne Identity visto il protagonista.
Damon infatti in questa pellicola è più vicino ad un personaggio alla Bruce Willis in Die Hard che ad un Tom Hanks in Apollo 13, il film in generale, diventa quindi una serie di colpi di scena e momenti eroici, sempre più legati all'inverosimile ed alla forza fisica, che a trovate realmente geniali per catturare l'interesse dello spettatore.

Niente da dire sulla recitazione del cast, anche se alcuni sembrano stati scelti incomprensibilmente, o sugli scenari e le inquadrature, ma è il senso di come tutto, ben sottolineato dal livello dei dialoghi, diventi ben presto una serie di imprese disumane e surreali, roba da farlo scendere nel genere "americanata" senza riuscire a farlo risorgere del tutto nemmeno con elementi classici come il finale o la morale del film. 

2 ore e 22 minuti di decente intrattenimento quindi per chi apprezza il genere, ma per coloro che sono alla ricerca di un capolavoro senza tempo, come altri lavori dello stesso Scott, questo non è certamente uno di quelli.


lunedì 15 dicembre 2025

Che cosa significa "Filmografia"?

 Questa non è la più difficile delle parole da interpretare anche quando la incontriamo per la prima volta, tuttavia ci sono un paio di cose che potrebbe valere la pena dire a riguardo.

La costruzione è quella di una parola composta, nello specifico da "Film", quindi pellicola cinematografica, e "Grafia" proveniente dal Greco, ossia un qualcosa di scritto.

Il significato è quindi solitamente una lista di opere, realizzate da un regista, oppure alle quali abbia preso parte un attore, oppure potrebbe riguardare un preciso argomento riguardo al quale sono state girate diverse pellicole.

La costruzione non è comunque unica per tale parola, e nemmeno rara, dato che si tratta di una "composizione" molto diffusa, come per esempio nei casi di "Biografia", "Bibliografia" etc, dove si intende sempre una qualche lista scritta, più o meno condita da dettagli, riguardante l'argomento della prima parte della parola.

Capita inoltre sempre più di frequente di trovarla o di doverla usare (la parola Filmografia), nella versione inglese, che rimane uguale in tutti i paesi anglosassoni, anche come spelling, e che è similissima all'italiano per quanto riguarda la seconda parte, ed essendo l'inglese il donatore della prima parte, "Film" significa infatti "Pellicola" in inglese. Ecco che la parola completa in inglese è semplicemente "Filmography".

venerdì 12 dicembre 2025

"Il Bi e il Ba" (1985) #Recensione

 "Il Bi e il Ba" è in film diretto da Maurizio Nichetti, ma scritto ed interpretato da Nino Frassica, con la presenza della prima moglie Daniela Conti in una parte minore.

La trama ha come protagonista un tale Antonino Scannapieco (Frassica), che dalla Sicilia decide di partire per Roma.
Raccolti i soldi sufficienti per tutto il viaggio, e poi sperperati appena giunto nella capitale, si mette alla ricerca di un fantomatico dottore, il quale riuscirà a risolvere il terribile problema della forfora che affligge i suoi amici.
Iniziano tutta una serie di scenette un po' tra il cabaret ed i film muti, che lo portano persino ad incontrare la sua ammiratissima conduttrice del telegiornale dell'epoca, Maria Giovanna Elmi.
 
Senza svelare se abbia successo nella sua ricerca del dottore, per non svelare troppo, si può dire che l'opera nel suo piccolo appare riuscita.
Per quanto riguarda la prestazione di Frassica, nonostante l'aspetto, baffo e capello, molto simile a Diego Abatantuono, ed alcune espressioni ed accenti che lo ricordano molto, il film non perde di originalità, e con il suo tipico stile di umorismo, trascina lo spettatore per 90 minuti, incentrati principalmente sui giochi di parole e storpiature della lingua, dello stesso, senza mai o quasi, scadere in qualcosa di linguisticamente troppo banale o patetico.
Un umorismo di fatto forzato, che poi alla fine riesce a non apparire tale ed a non stufare. 
 
Della recitazione dei personaggi poco si può dire, come della loro scrittura, stesso vale per la trama ed i colpi di scena che come detto sono estramemente semplici e si può tranquillamente dire anche banali.
Tuttavia rimane il senso di quello che volesse essere il film, ossia una semplice opera comica di scenette da cabaret, che però risultano ben amalgamate tra loro, e sono proprio queste basse pretese che gli permettono di trasmettere il messaggio che voleva essere trasmesso, e lo rendono meritevole di essere visto. 
 
 In sostanza un'opera per tutti, senza scene troppo scurrili, troppo provocatorie, troppo violente o troppo da adulti, cose che lo rendono un ottimo intrattenimento senza pensieri per tutta la famiglia.

domenica 7 dicembre 2025

Consigli per gli acquisti natalizi :

 "Consigli per gli acquisti" era il vecchio modo per introdurre lo stacco pubblicitario durante le trasmissioni televisive.
Un giro di parole per dire che sarebbero passati in onda una serie di prodotti e che tu eri molto fortunato a poter assistere a tale presentazione sottoforma di carrellata di svariati minuti.



Lungi dunque da questo blog voler fare pubblicità, tantomeno tediare con prodotti poco pertinenti, ma al contenpo, se qualcuno fosse in dubbio su che cosa regalare a Natale, e stesse pensando al tema cinematografico, sembrava giusto segnalare o ricordare che questo tipo di prodotti esiste.

Si tratta ovviamente di un puzzle, di soli 500 pezzi in questo caso (quello in foto è proprio di proprietà di questo blog), che rappresenta un possibile presente natalizio, è infatti possibile trovare, soprattutto in rete, molti puzzle riguardanti il cinema, di qualsivoglia quantità di pezzi, a prezzi ragionevoli per le festività in questione, mentre per un compleanno magari sarebbero potuti apparire prezzi un po' alti.

giovedì 4 dicembre 2025

"Troppo napoletano" (2016) #SpiegazioneTitolo

 "Troppo napoletano" non appare a primo impatto come la migliore scelta di titolo, dato che probabilmente lascia fuori dai cinema una buona parte d'Italia che magari sospetta si tratti di un'opera che non potrebbero capire, o molto di nicchia, oppure semplicemente non fatta per loro.

Tuttavia, se pur non si possa certo definirlo un gran titolo, ha alcuni aspetti positivi.
Il primo è per la produzione dell'opera, porta certamente infatti molti napoletani e campani a vederlo, dato che fa leva sull'orgolio regionalista e sul piacere di vedere una produzione e realizzazione di casa propria.
 
Come secondo aspetto encomiabile vi è il suo essere esplicito, dà certamente una connotazione sufficente di quali possano essere temi ed aspetti della società, che verranno trattati.
 
E per terzo, è che è un titolo vero, alcuni aspetti del film sono troppo napoletani, tanto che servono alcune scene di spiegazioni che sono state inserite appositamente. 
 
 
 

lunedì 1 dicembre 2025

Che cosa è la "Censura cinematografica"?

 Il termine "Censura" ci arriva dall'antica Roma, dove esistevano degli "uffici", con degli incaricati, ad attuare proprio l'azione di censura, il loro ruolo e nome era quello di "censori".

La parola sta a significare un determinato grado di controllo, spesso preventivo (ma potrebbe avvenire anche a posteriori, od addirittura in tempo reale), da parte di una qualche entità, sia essa una persona singola o un gruppo di persone, nei confronti di una certa opera.

Tale azione non è presente soltanto nel mondo del cinema, accade anche in quasi tutte le altre forme di arte e non solo, ma vedremo adesso dove, come e per mano di chi, accada nella cinematografia.

Come detto molte di queste limitazioni avvengono al giorno d'oggi prima della fase di distribuzione, questo è ciò che accade per esempio per i film che vengono vietati da parte di enti prescelti ed incaricati, ai minori.

Le limitazioni alla distribuzione però non sempre risultano efficaci o ben calibrate, è cosi che può accadere che un film venga magari bandito per intero, dopo aver suscitato una emulazione di qualche atto incongruente con la società o una parte di essa.

Tuttavia esistono casi di censura anche durante le proiezioni stesse, quando magari in passato in una sala cinematografica una figura religiosa o politica si rendeva conto che qualcosa di inadeguato era presente nella pellicola, e ne esigeva l'immediata rimozione.

Il capolavoro di Giuseppe Tornatore "Nuovo Cinema Paradiso" parla molto esplicitamente ed approfonditamente di questo tema.

Da notare anche come, se pur l'industria del cinema sia stata una delle più bersagiate in assoluto, anche la musica ed i videogiochi in tempi recenti hanno suscitato diversi risentimenti e scatenato qualche polemica su cosa fosse giusto diffondere, visto che è tutto materiale principalmente indirizzato ai piu giovani.