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sabato 4 luglio 2026

Che cosa è un DVD?

 Un DVD è un supporto fisico su cui è possibile scrivere un notevole quantitativo di dati (per l'epoca).

Inizia ad essere commercializzato verso la fine degli anni '90, in un mondo che aveva visto da poco le audio-cassette venire rimpiazzate dai CD, con quest'ultimi che stavano prepotentemente entrando anche nel mercato video, soprattutto quello delle copie pirata. 

Tuttavia un CD-ROM (Nome completo), poteva contenere in media circa 700-800 mb di dati, mentre un DVD-VIDEO (Nome completo), poteva contenerne nelle prime iterazioni, circa 4000.

Iniziarono dunque a spopolare specialmente nel mercato dell'home-video, che è quella fetta di persone che preferiva vedere le pellicole a casa propria, come accadeva fino a qualche anno prima con il noleggio del VHS, ma che adesso poteva godere anche di parecchio materiale extra.

Diventò infatti quasi la norma inserire nei DVD da parte delle produzioni cinematografiche, gli errori più divertenti durante le riprese, oppure alcune scene tagliate dalla versione finale, oppure un'intervista al regista, etc.. od in alcuni casi, anche tutti questi elementi insieme. 

I DVD avevano anche un livello di interazione immensamente più ampio, era infatti possibile impostare diverse tracce audio, magari per avere una lingua diversa, e lo stesso valeva per i sottotitoli, mentre il VHS constringeva generalmente a godere soltanto della scelta fatta a priori dalla casa di distribuzione. 

Questo nuovo formato fu una piccola rivoluzione, che portò a molte altre forme di supporto simili ed ancora più capienti, come i BLU-RAY che arrivavano a poter contenere anche 18000 mb, ma che dovette negli anni, e siamo arrivati ai giorni nostri, lasciare il passo alla forma più popolare di consumo di contenuti video al momento, lo streaming. 

mercoledì 1 luglio 2026

Che cosa è un "Proiettore"?

Per anni abbiamo tutti associato la parola "proiettore" ad un congegno che proiettasse immagini statiche che si trovavano su di un supporto analogico, chiamate spesso "diapositive". 

La tecnologia però ha fatto notevoli passi in avanti nel settore, ed al giorno d'oggi, con una spesa accessibile per un appassionato di cinema, è possibile crearsi a casa propria una decente sala cinematografica.

Il riferimento non è casuale, dato che la tecnica usata da ormai più di 100 anni nei cinema è praticamente la stessa, la proiezione di una immagine su di una superficie piatta, liscia, e solitamente di colore bianco.

Non si tratta infatti di cristalli liquidi che si accendono a comando, come accade per i televisori, ma appunto di un fascio di luce che proietta le immagini, da li il nome. 

Una differenza sostanziale rispetto alle sale però, è la fonte da cui provengono le immagini da proiettare, che infatti diversamente dalle pellicole cinematografiche e dalla diapositive, è infatti praticamente sempre in formato digitale, nella sua versione di partenza. 

Naturalmente questa era soltanto una infarinatura generale, o forse ancora di meno, di quello che è un videoproiettore, dato che ne esistono di varti tipi, ed anche tra quelli della stessa tipologia vi sono aspetti singoli e specifici a cui prestare attenzione prima dell'acquisto, come per esempio il picco di luminosità raggiungibile, che potrebbe creare problemi alla visione se la stanza non fosse completamente buia, oppure l'ampiezza che l'immagine proiettata può raggiungere, diventando troppo sgranata oltre un certo numero di pollici. 

venerdì 26 giugno 2026

"Air" (2023) #Recensione

 "Air" è un misto tra un biopic ed un docupic, narra infatti i fatti reali accaduti nel momento in cui l'azienda americana produttrice di scarpe "Nike" e la giovanissima promessa del basket americano Michael Jordan si incontrano, ed iniziano una sorta di collaborazione.

La trama non è appunto nient'altro che le vicende, pubbliche, aziendali e personali, che si sono succedute in quelle settimane, ed il modo il cui le hanno vissute i vari protagonisti che hanno permesso di raggiungere un accordo tra le due parti, viste e raccontate sia dalla parte dell'azienda che da parte della famiglia Jordan.

Il film aveva dalla sua un buon potenziale di sorpresa, dato che certamente in pochi sono a conoscenza di come si siano svolte le cose, ed aveva a disposizione anche la grandissima capacità hollywoodiana di mettere sullo schermo storie di idoli americani romanzandole in maniera intrigante.
Per non parlare del cast che era stato radunato per recitarvici, quantomeno a livello di budget, dai protagonisti Matt Damon e Ben Affleck, fino a Jason Bateman e Chris Tucker.

Tuttavia la pellicola fallisce praticamente in tutti i possibili aspetti.
Risulta infatti abbastanza vuota e poco sorprendente, passino i fatti reali, ma la storia di un contratto per una scarpa non riesce da sola a riempire un'intero film di argomenti, aneddoti, colpi di scena, ed intrighi. 

Male anche la recitazione, da parte di un po' tutti. Ben Affleck ha dimostrato in passato eccellenti doti di sceneggiatore, ma non è mai stato considerato un attore eccezionale, quindi rimane abbastanza sui suoi livelli mediobassi, benino Jason Bateman ma che comunque non risalta in positivo, mentre sorprende in negativo Matt Damon, appesantito nella forma e nello spirito, che regala una prestazione decente, ma lontana dai livelli a cui ha abituato.

Non ha funzionato nemmeno la costellazione di riferimenti audio e video agli anni '80, speficicamente il 1984, anno della firma di tale contratto, che appaiono pensati bene, ma per un film di altro livello, risultando in questo caso soltanto eccessivi, stucchevoli, e notevolmente ruffiani.

Poco da dire su regia, colonna sonora, e scenografia, che appaiono passabili, ma va segnalata la cosa che più sorprende in assoluto, la totale assenza di Michael Jordan, sia di quello reale, che di un personaggio che lo interpreti, è infatti completamente assenta dalla pellicola la sua figura. 

In sostanza un film di quelli che vengono comunemente definiti "americanata", dove viene tentato di dire che oltre al campione dello sport, c'è una storia da raccontare su di un campione delle vendite, e cosi via... trasformando inevitabilmente tutta la popolazione americana in campioni di qualcosa.

lunedì 22 giugno 2026

Lars Von Tier finalmente ce l'ha fatta ad ammalarsi.

 Lars Von Tier è un regista danese noto per moltissimi aspetti, dentro e fuori dal cinema.

La parte cinematografica è già stata abbastanza trattata, spiegando come egli sia noto sia per aver realizzato capolavori come Melancholia, ma anche per scelte singolari ed eccentriche come fondare una nuova corrente cinematografica basata su di un manifesto vero e proprio, chiamata Dogma 95.

Altrettanto particolare però è stata la sua vita privata fino a questo momento, della quale non ha mai nascosto i fatti salienti, e spesso controversi, trovandosi anzi spesso in prima persona a commentare vicende molto personali.

Cresciuto ateo, decise di convertirsi al cristianesimo a circa 40 anno, scelta inusuale, salvo poi procedere con lo sposarsi e divorziare, ben due volte.

Ancor più assurda è stata la sua relazione con il proprio corpo e la propria mente, egli infatti ha sempre ammesso di avere diverse fobie, èincapace di volare, ed anche per gli spostamenti via terra è costretto ad usare treni od auto di compagnie specifiche.
A ciò si aggiunge il fatto che soffra fortemente di ipocondria, tanto da avere in maniera quasi costante, la convinzione di stare per morire di un qualche tumore o simili.

Il titolo dunque forse non è stato il modo più empatico per segnalare come ormai da alcuni anni gli sia stata realmente diagnosticata una malattia degenerativa, il morbo di parkinson, tuttavia, sarebbe probabilmente stato lui stesso a rilanciare con qualche battuta leggendo il titolo di questo post, dato che in passato ha in prima persona dichiarato più volte che lui "di fobie ne ha da vendere".

venerdì 19 giugno 2026

Che cos'è il "Dogma 95"?

 Accennato in un altro post riguardante il cinema danese in maniera generale, è ora il momento di approfondire l'argomento.

Si tratta di un documento, in gergo tipico "un manifesto", con sole 10 regole e redatto in meno di un'ora, da sole due persone, i registi Lars Von Tier e Thomas Vinterberg, entrambi danesi, a cui poi se ne aggregarono immediatamente altri non appena venuti a conoscenza della cosa.

E' una serie di regole, da li il nome dogma, da seguire per realizzare un film. Si basano principalmente sulla riscoperta di tecniche semplici, essenziali, che non fanno uso di elementi moderni come gli effetti speciali, e che permettano di far risaltare la recitazione pura, i dialoghi, e le scelte personali registiche, senza che vengano coinvolti investimenti milionari e grandi produzioni. 

Il movimento durò solo 10 anni, infatti come ne fu ufficializzato l'inizio, ne fu ufficializzata anche la fine.
Furono prodotte una trentina di pellicole, che non avevano veri e propri nomi ma ci si riferiva ad esse con la parola Dogma, seguita dal numero di produzioni eseguite. 

Molti di questi lavori ricevettero critiche positive ed addirittura premi, nonostante come detto, vi fosse una totale assenza di tutto quello che era considerato moderno nella cinematografia, ma anche non proprio recente, veniva infatti proibita anche la presenza di una colonna sonora, elemento ormai costante nei film da quasi 100 anni.


martedì 16 giugno 2026

Chi sono i più grandi "Villains" della storia?

 Naturalmente per "storia" si intende quella del cinema, e per "Villains", al plurale, si intende un qualche personaggio che abbia ricoperto il ruolo di cattivo in plurime occasioni.

Sono dunque esclusi dalla lista, ancor di più dal podio, tutte quelle interpretazioni che sono rimaste legate ad una sola pellicola, ma sono invece prese fortemente in considerazione tutte quelle che si sono ripetute nell'arco di una eventuale saga o di qualche remake per esempio.

Il podio sovracitato dunque, un po' classicone ed un po' scontato, potrebbe essere costituito da : 

3 - Hannibal Lecter, personaggio a cui è stato dato inizio da Anthony Hopkins ne "Il silenzio degli innocenti", ma che si è poi protatto per ulteriori due pellicole, e che ha scatenato apprezzamenti, e naturalmente paure, un po' da tutte le parti, dalla critica al pubblico.
Personaggio rappresentate un cattivo in carne ed ossa, pienamente reale e credibile, a differenza di altri, anche in questa lista.

2 - The Joker, personaggio al limite tra la realtà ed il mondo fantastico, iniziato con il primo film con protagonista Batman negli anni '60, ha continuato ad essere considerato un cattivo di particolare interesse e fascino, anche tra gli addetti ai lavori. Tanto che le prestazioni di coloro che lo hanno interpretato si sono spesso rivelate eccellenti, con il culmine alla premiazione degli Oscar del 2020, dove Joaquim Phoenix vinse la statuetta.

1- Darth Vader, forse il cattivo per eccellenza, nella saga che più di tutte ha stimolato ed incassato nella storia del cinema. Difficile parlarne da profano, perchè gli episodi di Star Wars ed i loro personaggi o si odiano o si amano, ma va certamente riconosciuto che cosi sono andate le cose, ossia che il "villain" in questione sia probabilmente il più noto a livello mondiale, il più immediatamente riconoscibile, anche grazie ai suoi inconfondibili mantello e maschera, e che abbia rappresentato in 50 anni di cinema una "icona" della categoria. 

sabato 13 giugno 2026

E quale migliore "villain" di Peter Green

 Nel post precedente è stato visto che cosa significi ed in quali scenari si usi tale parola, in questo la assoceremo ad uno degli attori che più ne hanno rappresentato la categoria sul grande schermo, volenti o nolenti.

Si tratta di Peter Green, scomparso circa sei mesi fa a soli 60 anni. 

Attore americano, cresciuto non lontano da New York, che ha vissuto un po' tutti gli aspetti più classici della vita difficile, sia per quanto riguarda quelli che possono capitare, che per quelli che uno si va a cercare.

Lasciò infatti la propria casa da adolescente, visse come un sensatetto per qualche anno, e sviluppò nel momento del suo maggior successo una dipendenza dalle droghe, specialmente l'eroina.

Probabilmente oltre che la genetica, anche il sovracitato complicato ed estremo modo di vivere ne segnò il fisico, rendendogli tra le altre caratteristiche un volto piuttosto incavato, elemento che può essere funzionale quando si deve rappresentare il cattivo della situazione. 

Sullo schermo ha appunto spesso ricoperto ruoli da "villain", con due su tutti, entrambi negli anni '90 ed addirittura nell'arco dello stesso anno.

Il primo è quello di Dorian Tyrell, personaggio interpretato nel film "The Mask", praticamente quasi il solo antagonista di tutta la pellicola, o almeno l'unico che rimane tale per tutta la durata.

Il secondo è quello di "Zed", personaggio iconico di un film pieno di personaggi iconici, in sella alla sua Harley, o meglio il suo "Chopper" come esigeva fosse chiamato, in Pulp Fiction.

In entrambi i casi sono state prestazioni eccellenti, di personaggi rimasti impressi nell'immaginario collettivo, anche se non protagonisti delle opere. 

mercoledì 10 giugno 2026

Che cosa significa "Villain"?

Innanzitutto è bene specificare che non significa "villano", anche se molti tratti posso poì coincidenzialmente risultare simili.

 "Villain" è infatti una parola in uso nella lingua inglese, specialmente nel mondo cinematografico, che non ha una esatta traduzione in italiano.

La ragione sta principalmente nel fatto che nella nostra lingua, l'antagonista principale in una pellicola è quasi sempre stato chiamato "il cattivo".

Ecco che "il cattivo del film" è dunque una frase un po' ingombrante che viene solitamente usata per riferirsi al malvaglio di turno, anche quando si sta parlando in maniera parzialmente indiretta di un'opera.

La traduzione letterale più vicina è dunque come detto "malvagio", e quella più pratica quando ci si rapporta ad un film è "cattivo", tuttavia la parola "villain" in lingua inglese è un qualcosa di leggermente più dedicato ed appropriato. 

Naturalmente anche l'inglese ha dei sinonimi, che rendon
o il concetto più vicino a quello in italiano, come per esempio "bad guy", o "baddy", e ne esiste anche una versione al femminile, che si sente meno spesso usare, ossia "villainess". 

domenica 7 giugno 2026

"The Attendant" (2012) #Recensione

 "The Attendant" è un modestissimo ma efficace cortometraggio girato in Irlanda del Nord, che descrive, in tutta la sua monotonia, la vita di un parcheggiatore, in quello che egli stesso definisce a più riprese come : "Il parcheggio più frequentato di tutto il nord Irlanda" ed "Il suo parcheggio", frasi che poi troveranno un senso verso il finale. 

In contrapposizione viene mostrata la vita della sua grande amica che lavora nella struttura adiacente al parcheggio, e del marito, che è invece flagellata da problemi lavorativi e finanziari a causa della situazione di quest'ultimo. 
Tuttavia come ama ripetere il parcheggiatore "Qualcosa si presenta sempre", nel senso che il futuro riserva costantemente ed inaspettatamente sorprese.

Il corto è semplicissimo nei concetti e nella sua realizzazione, ma davvero avvincente, fa infatti immedesimare e parteggiare, che poi è l'aspetto più ricercato dal e nello spettatore.

Consigliabilissimo a chi voglia e possa dedicare 12 minuti alla cinematografia senza troppo impegno.

giovedì 4 giugno 2026

L'anno più dorato tra tutti gli anni d'oro di tutti gli attori?

 Pochi attori possono vantare di aver preso parte ad un film che ha incassato più di 100 milioni di dollari, specialmente se il badget era di gran lunga inferiore, ma pochissimi, forse nessuno può vantare di averlo fatto per ben tre volte in un solo anno.

E' il caso di Jim Carrey, che nel solo anno civile del 1994, riusci a vestire prima i panni di Ace Ventura, nella fortunatissima ed omonima saga, nel primo capitolo di essa "Ace Ventura - L'acchiappanimali", che a fronte di un budget di "soli" (per le produzioni hollywoodiane) 15 milioni di dollari ne incassò più di 100.
E nonostante il fatto che il film ricevette diverse critiche, la sua prestazione individuale fu riconosciuta da più parti come eccellente. 

La seconda pellicola con cui sbancò ancora di più il botteghino nello stesso anno fu "The Mask", che con un budget di 20 milioni finì per incassarne addirittura 350, a livello globale.
Il film stavolta fu acclamato un po' da tutti e nuovamente la sua recitazione fu considerata eccellente per la parte.

Il terzo momento di gloria fu il film cult "Scemo & piu scemo", al fianco di Jeff Daniels, dove interpretava appunto uno dei due membri di un duo di "scemi" completi, che vivono la propria vita giorno per giorno, anzi instante per istante, combinando casini continui e quasi sempre involontariamente. 
Il film costò 17 milioni di dollari e ne incassò 250, 7 dei quali andarono meritatamente allo stesso Carrey. 

lunedì 1 giugno 2026

"A voce nuda" (2023) #Recensione

 Si tratta di un cortometraggio italiano della durata di poco più di un quarto d'ora, con la presenza della della conduttrice televisiva e radiofonica Andrea Delogu e del rapper Mr. Rain.

La storia è quella di una adolescente di nome Camilla, che inizia una conoscenza epistolare con un ragazzo. 
La cosa procece e procede apparentemente bene, tanto che lei non mette in dubbio le parole del proprio interlocutore fidandosi senza riserbo, fino da arrivare a scambiarsi alcune immagini personali ed intime, spinta da lui.
E' a quel punto che la situazione cambia completamente, egli inizia a minacciarla e ricattarla dicendo che avrebbe divulgato pubblicamente le foto di lei nuda se non gli fossero stati depositati dei soldi.

Il corto fa una prima impressione di superficialità e forzatura, in parte anche nella recitazione, ma andando avanti si rivela invece coinvolgente e dagli argomenti profondi ed attuali.
La prestazione recitativa della insegnante di canto (Delogu) è trascurabile, mentre quella della giovane protagonista, Camilla (Ginevra Francesconi), è sembrata credibile ed appropriata. Il resto del cast ha parti talmente minori da essere difficile da commentare.

Volendone segnalare ed analizzare gli aspetti peggiore e migliore : per il peggiore è il fatto che dopo il ricatto per ottenere i soldi in cambio della non pubblicazione del materiale personale, risulta piuttosto inverosimile che esse siano state effettivamente messe sui social, dato che non è chiaro se il pagamento sia stato effettuato o no, ma al di la di questo è raro che venga realmente divulgato matariale del genere quando si tratta di puro "business" per il truffatore, solitamente è solo un modo per spaventare il o la malcapitata e nel caso non vengano ottenuti dei soldi, passare oltre a ricattare la persona successiva. (Diversa è invece la questione del "Revenge porn" dove ci sono in ballo altri aspetti negativi dell'animo umano come la gelosia e la possessività, ed in tal caso allora sì, per vendetta appunto, il materiale viene spesso diffuso).

Per il migliore invece, l'aspetto divulgativo dell'opera ed il suo potenziale di sensibilizzazione sull'argomento. Risulta infatti un tema complesso ma al contento semplice, che con una maggiore cautela da parte degli interessati potrebbe portare a risultati ben diversi, minimizzando i danni. Il corto, anche data la sua natura di essere breve, potrebbe essere quindi un ottimo elemento da mostrare nelle scuole, agli adolescenti, per metterli in guarda dalla possibilità di tali rischi. 

giovedì 28 maggio 2026

"Thelma e Louise" (1991) #Recensione

 Si tratta di una pellicola che oltre al successo iniziale ne ha riscosso ancor di più negli anni, fino a guadagnarsi lo stato di cult.

Le protagoniste, Susan Sarandon e Geena Davis non sono state le prime scelte, vi furono infatti molte altre candidate più o meno serie alla parte, ma ancor meno ovvia fu la scelta del ruolo poi assegnato a Brad Pitt, egli fu infatti prescelto dopo averne pensati ed interpellati quasi 10 di attori di discreto calibro, da parte della produzione.

La trama è quella di due donne insoddisfatte della propria vita che decidono di passare un fine settimana lontane dei mariti/compagni, per potersi divertire liberamente, la cosa gli sfuggirà decisamente di mano, tanto da diventare delle fuggitive, ma alla fine i loro obiettivi di divertimento e libertà verranno rispettati ed in parte, anche se in maniera molto estrema, soddisfatti.

Il cast appare decisamente notevole, oltre ai 3 volti di Hollywood ben noti già citati, vale la pena mensionare la presenza di Harvey Keitel, nei panni abbastanza classici per lui, di un poliziotto, e la direzione addirittura di Ridley Scott. 

Bene la recitazione di un po' tutto il cast, senza eccellenze da Oscar, statuetta che poi le due protagoniste vinceranno indipendentemente negli anni a seguire per altri ruoli.

Il film è certamente lungo, più di due ore, e dal passo piuttosto lento, con molte scene che sono visibilmente allungate di proposito.

Verso il finale il tutto sembra virare sempre più prepotentemente verso un qualcosa cucito sul pubblico americano, iniziano ad apparire infatti, anche abbastanza forzatamente, diversi colpi di pistola, qualche inseguimento, qualche esplosione, e qualche auto ribaltata o distrutta.

Il film è certamente noto a tutti, anche a chi non lo ha visto interamente, dato che quantomeno il titolo e la base della trama sono state riutilizzate in moltissimi frangenti cinematografici e non, in questi ultimi 30 anni.

Tuttavia, guardandolo con occhio critico, appare decisamente deludente. La trama interessante, non arriva mai ad essere sufficientemente sorprendente, l'ottima recitazione da parte del cast non riesce a renderlo fortemente coinvolgente, ed unite alla forzatura di diversi aspetti, finiscono per renderlo un film che delude le aspettative, ma forse questo ha anche a che fare con il fatto che negli anni di quest'ultime se ne sono create molte nella mente di chi ancora non lo aveva visionato. 

lunedì 25 maggio 2026

Quanti film escono ogni anno?

Innanzitutto occorrerebbe definire che cosa si intenda con la parola "escono", fino all'avvento infatti dei supporti digitali come ad esempio i DVD, per uscire si intendeva esclusivamente al cinema, quando poi invece grazie a nuovi congegni ed entità, come ad esempio la televisione, si è iniziato a produrre anche film che venivano distribuiti in anteprima su di essa. 
Al giorno d'oggi il calcolo diventa ancora più complesso vista la presenza ed il proliferare di ulteriori ambienti, virtuali, dove fruire della cinematografia, grazie a varie piattaforme di streaming, che spesso e sempre di più tendono a produrre film in casa propria, realizzati per essere diffusi in anteprima direttamente su queste piattaforme in questione.

Quindi volendo prendere in considerazione i soli film usciti effettivamente al cinema, si parla, nei dati ufficiali, di circa 300 film all'anno, per quanto riguarda l'Italia.
Questo è il quantitativo arrotondato di pre e post Covid, arrivati a queste cifre, da quelli che erano addirittura soltanto un terzo circa 10 anni prima, quando già venivano considerati troppi.. ma quest'ultimo è materiale per un'altro post.

A livello mondiale invece i dati di 10/15 anni fa parlavano già di 2500 uscite annue, dove a sorpresa per molti, ma non per gli addetti ai lavori e probabilmente nemmeno per gli appassionati di cinema, la maggiore sfornatrice di pellicole era Bollywood, l'equivalente di Hollywood ma in terriorio indiano, con circa 1200 opere all'anno.
Hollywood che non si piazzava nemmeno al secondo posto, preceduta infatti da Nollywood, ossia l'equivalente ma stavolta su territorio Nigeriano, che servendo anche altre parti dell'Africa, aveva ed ha un bacino notevole.

Ancor più curioso il dato rigurdante i budget totali nazionali, l'Italia infatti in uno di questi ultimi anni ha investito/speso 500 milioni di euro per tutte le proprie produzioni cinematografiche, quando la sovracitata Hollywood sceglie spesso di investire cifre non lontane da quella, per una sola pellicola. 

giovedì 21 maggio 2026

"Rocco e le Storie Tese" (1997) #Recensione

 Si tratta esattamente di quello che viene da immaginare, si sta infatti parlando proprio di quel Rocco (in arte Rocco Siffredi), e di quelle Storie Tese (il gruppo musicale Elio e le storie tese).

A fine anni '90 infatti i loro due settori lavorativi furono uniti per la realizzazione di un film chiamato appunto "Rocco e le storie tese", dove lo stesso Rocco e diversi altri attori porno dell'epoca, recitarono, realizzando scene di sesso esplicito, mentre Elio e le storie tese stavano suonando.

Si tratta in pratica di alcune scene, molto diverse tra loro, ma comunque con il tema sesso ben presente.

Si passa dall'arrivo del gruppo musicale di sera alla porta della casa di Rocco Siffredi, con alcune pellicole pornografiche come omaggio per il disturbo, fino allo stesso Rocco che fa sesso nel corridoio dell'edificio in cui si stava tenendo in contemoporanea un concerto di Elio e le storie tese, fino a scene girate in un vero e proprio night club, con la sola presenza del tastierista del gruppo, Sergio Conforti (Rocco Tanica) e di Rocco Siffredi, dove furono mostrate e riprese tecniche sessuali come lo squirting, realizzate da amatori.

Il film fu fortemente voluto proprio da Rocco Tanica, appassionato del genere hard, che coinvolse il resto gruppo, ma che fu l'unico che ne trasse un reale piacere dalla cosa, anche per aspetti curiosi come il fatto che Siffredi lo abbia ringraziato credendo che il nome d'arte scelto da Conforti, ossia Rocco Tanica, fosse un tributo a lui stesso.

Il resto fu infatti un disastro, i costi di produzione esorbitanti, si parla di addirittura 350 milioni di lire, non permisero neanche lontanamente di realizzare un guadagno, nonostante il gruppo musicale si fosse prestato alla cosa in maniera completamente gratuita.

Elio stesso, durante alcune scene registrate all'interno di un loro concerto, dichiarò "credo che la situazione ci sia sfuggita di mano".

Rimangono le assurde scene del "simpatico complessino" che suona all'interno della casa di Siffredi mentre impazza la più classica delle orgie, e lo status di cult che pian piano la pellicola si sta guadagnano negli anni, vista l'assurdità di tutta la cosa. 

domenica 17 maggio 2026

"Madame Clicquot" (2023) #SpiegazioneTitolo

 Certamente non il più complesso dei titoli da "spiegare", ma vi è sicuramente qualcosa da dire a riguardo.

Innanzitutto si tratta di uno di quegli innumerevoli casi, come molti già sono stati trattati su questo blog, in cui il totolo con cui è stato distribuito in Italia, è un triste adattamento semplicizzato.

Si passa infatti da "Widow Clicquot" (Vedova Clicquot) in originale, ad appunto un banalissimo, ma più immediato, "Madame Clicquot", (Signora Clicquot).  

E tanto per intenderci e ribadire, non è questo blog che vuole dare dei sempliciotti agli italiani, quanto semmai il contrario, sembra il settore del doppiaggio a volerglielo dare, al netto delle problematiche di labiale, quando invece probabilmente il pubblico meriterebbe più rispetto e sofisticatezza.

Tornando al titolo, la seconda parte non è altro che il nome, più precisamente il cognome del marito, del quale ella era rimasta vedova.

In originale però viene rispettato anche un'altro aspetto decisamente rilevante, ossia il fatto che il marchio con cui iniziò ad essere distribuito lo champagne dopo la morte del marito, e che rimane tuttoggi uno dei più importanti a livello mondiale, venne chiamato proprio "Vueve Clicquot", ossia "Vevoda Clicquot" in francese, un calzante e geniale modo per stabilire sin da subito chi vi fosse dietro al progetto, oltre che un nome originale ed intrigante, con una innegabile punta di macabro ma anche di tributo.

Si perde dunque tutto quest'ultimo aspetto di fedeltà all'opera nel banale adattamento in italiano, oltre che non permettere al nostro pubblico di fare immediatamente il collegamento con la nota casa produttrice di vini. 

giovedì 14 maggio 2026

Perchè gli schermi si misurano in pollici?

 Lo schermo è la porta tramite la quale accediamo al mondo della cinematografia, che sia un cellulare, supporto sul quale la generazione Z tende a consumare la maggior parte dei contenuti multimediali, film compresi, che un computer portatile, più proprio della generazione dei Millennials, od un televisore, più tipico della generazione ancora precedente, si parlerà comunque di tutti questi schermi, in termini di "pollici".

Il perchè risale addirittura un secolo fa, erano infatti gli anni '20 quando furoro perfezionati i primi prototipi di televisori, principalmente per mano di statunitensi ed anglosassoni. Venne da solo il fatto che essi utilizzassero unità di misura tipiche della loro cultura, come il pollice, anzichè il sistema metrico decimale, meno antiquato e più funzionale, ed in uso in quasi tutto il resto del mondo.

Il pollice è tuttavia per noi una cifra quasi tonda, circa due centimetri e mezzo, più precisamente 254 millimetri, e diventa il dato in base al quale vengono catalogati e spesso scelti, quasi tutti i televisori.
Indica infatti in tutti questi oggetti la diagonale del loro schermo.
Per intendersi, sia nel caso di un cellulare da 6,3 pollici, che in quello di un computer portatile da 15,6 pollici, che in quello più classico e per fortuna con cifre pari, dei televisori, si sta parlando sempre della diagonale dello schermo, e non di quella totale dell'oggetto comprensiva di cornici.

Tuttavia viene naturale domandarsi come mai questa unità di misura per noi astrusa e certamente implementabile, si sia diffusa cosi tanto in tale settore e come possa essere rimasta in uso fino ai giorni nostri, e la risposta è che per quanto riguarda il primo fatto ha inciso molto la presenza di ditte americane nella realizzazione e diffusione dei primi televisori, con tanto di successo globale ed esportazione in un po' tutto il mondo.
Mentre per il secondo fatto è stato un semplice caso di "oramai è cosi", simile al più ecclatante di tutti, quando si parla di modernità e tecnologia, ossia quello della tastiera "Querty", non affatto la più funzionale, che infatti fu scelta proprio per non il fatto di non esserlo, ma che è rimasta fino ai giorni nostri perchè sarebbe troppo complesso abbandonarla da parte di milioni, od ad oggi più probabilmente miliardi, di persone.


martedì 12 maggio 2026

Quali sono i film a basso costo di maggior successo?

 Un film a basso costo, in inglese "Low budget film", che poi non è nemmeno cosi tanto inglese come espressione dato budget è una parola che è arrivata a loro dal latino, è un'opera realizzata con dei costi di produzione considerati irrisori per il settore.

Vi sono alcuni generi che si prestano maggiormente alla cosa, come per esempio l'horror, ed infatti molti casi eclatanti di pellicole girate con un investimento di pochissime migliaia di dollari, ma che hanno poi avuto un successo straordinario e planetario, vengono proprio da li.

Per citarne due, "The Blair Witch Project", film di quasi 30 anni fa ormai, fu realizzato con poco più di 20.000 dollari, ed ottenne un risultato al botteghino di 10.000 volte superiore, incassandone infatti più di 200 milioni. 
Stessa sorte, stesso genere, stesse cifre iniziali, e stesse proporzioni finali, per un'altro film divenuto famosissimo non solo tra gli appassionati dell'horror, ma a livello mondiale, è Paranormal Activity, uscito quasi 20 anni fa, che trasformò i soli 15.000 dollari di budget, in quasi 200 milioni di incassi.

Uscendo dal sovracitato genere che tante sorprese di questo tipo ha regalato, viene considerato un ottimo esempio della cosa il film "Clerk", diretto ed in piccola parte interpretato da Kevin Smith, che poi lavorerà con attori del calibro di Matt Damon, che fu girato verso la metà degli anni '90 in un anonimo negozio del New Jersey, con soli 30.000 dollari, e che finì per incassarne 3 milioni.

Un ultimo esempio molto citato, anche perchè permette di spaziare da un estremo all'altro della cinematografia, è quello di "Gola Profonda", film porno che come tale non avevano mai varcato i confini del proprio genere, ma che diventò invece quasi per tutti, tanto da venire distribuito ben oltre le aspettative e riscuotendo un successo senza precedenti, passando dai 20.000 dollari di costo, a probabilmente addirittura 600 milioni di incassi, come dichiarano alcune fonti. 

sabato 9 maggio 2026

"Madame Clicquot" (2023) #Recensione

 Si tratta di un film uscito abbastanza di recente che narra le vicende vere di una donna francese di nome Barbe-Nicole Clicquot Ponsradin, vissuta a cavallo tra il 1700 ed il 1800.

La trama riprende i fatti salienti della sua vita, partendo senza tanto girarci intorno dalla morte del marito quando lei aveva soltanto 27 anni, per poi mostrare continui flashback dei loro momenti insieme, durante tutto il film.
Ella si troverà quindi sola, in una società dove erano gli uomini gli unici incaricati di gestire gli affari, ed in una nazione in guerra, quella francese con a capo Napoleone nel pieno delle sue campagne.
Saranno però le altre campagne, quelle materiali, dove con il tentativo imperterrito di mantere attivi e sotto il proprio controllo i vigneti del marito, ed il suo/loro sogno, dove cercherà il riscatto.

Di fatto otterrà molto di più, una volta superate infatti le molteplici difficoltà iniziali, e l'ostilità di alcuni collaboratori, nonché i pregiudizi di gran parte di chi era a conoscenza della sua "missione", ella andrà oltre l'obiettivo preventivato di portare avanti il sogno del marito, ne porterà infatti avanti uno proprio, che la farà passare alla storia, grazie anche ai quasi 90 anni di vita vissuta a lavorare duramente ed a sperimentare, come una delle persone più influenti in assoluto nel mondo della produzione del vino, specialmente dello Champagne, con tecniche ed accorgimenti che vengono ammirati ed utilizzati ancora oggi.

Ella visse infatti ben 62 anni oltre il marito, abbastanza da poter veder finire la guerra ed abbastanza da potersi costruire una nuova vita dopo la tragedia, sia lavorativamente, che econimicamente, che sentimentalmente, invece di cedere sotto il peso del dolore e delle avversità come sarebbe accaduto ad altri, a molti probabilmente.

Il film scorre molto bene, ed i suoi 90 minuti sembrano adatti, forse anche pochi.
Benissimo la fotografia, gli scenari ed i colori infatti sono eccezionali.
Bene anche la recitazione da parte di un po' tutti, senza eccellenze e senza prestazioni indegne.

Tuttavia, l'opera in se e per se delude. Era una storia talmente interessante e reale che poteva essere raccontata in maniera più avvincente, più coinvolgente, mentre appare un po' insipida nel suo insieme.
Come detto sopra è una pellicola che ha un sacco di aspetti egregiamente riusciti, ma che non sembra trasmettere a pieno la profondità delle vicende che narra, rimane dunque consigliabile soltanto a degli appassionati del settore vinicolo e poco più.

martedì 5 maggio 2026

Frank Sinatra, cantante o attore?

 Capita di giocare a qualche gioco da tavolo dove serva, o sia utile, una certa conoscenza generale, anche di temi più ricreativi e moderni, rispetto alla storia ed alla geografia.

Capita quindi che un personaggio famoso venga associato alla sua immagine più classica ed alle sue prestazioni più iconiche.

Ma può capitare anche che di un volto estremamente noto non se ne conoscano tutte le sfaccettature e tutti i talenti, ed il risultato è che qualcuno potrebbe averlo associato nella propria mente, o solamente usare la cosa a proprio favore nel gioco, ad una persona che si è distinta in un modo diverso, in un settore diverso.

Può accadere dunque che un pilastro della musica pop e jazz statunitense come Frank Sinatra, venga associato in paesi come il nostro quasi esclusivamente alla figura di cantante. "Ruolo" in cui ha certamente brillato, sia in termini di numeri, con gli oltre 150 milioni di copie vendute, sia in termini di fama, avendo intrattenuto rapporti addirittura con i presidenti del proprio paese.

Tuttavia, e qui sorge il problema nello scenario di gioco da tavolo sovradipinto, Sinatra è stato molto di più.
In particolare proprio nel mondo del cinema, dove non è stato affatto una comparsa.
Attivo per oltre 30 anni, più altri 10 in maniera più sporadica, si è infatti distinto in maniera notevole, tanto di ottenere diversi premi Oscar.
Ecco quindi che per qualcuno potrebbe essere "Frank Sinatra l'attore", mentre il resto del tavolo ride, e deride chi lo considera tale, a causa del fatto che essi lo conoscono esclusivamente per il suo ruolo di cantante.

venerdì 1 maggio 2026

"Jane Austen's period drama" (2024) #Recensione

 Recentemente è avvenuta l'assegnazione dei premi Oscar a Los Angeles, e nella categoria cortometraggi ha vinto un corto francesce, a discapito di questo piccolo capolavoro britannico.

Si tratta di un cortometraggio di 12 minuti, in piena epoca nobiliare inglese, dove a corte si consuma un dramma, legato ad una inspiegabile inizialmente e controversa poi, perdita di sangue da parte della protagonista..

Assolutamente vietato aggiungere altro per non rovinare le numerosissime sorprese al suo interno. 
L'opera infatti, che descritta cosi può sembrare un noir aristocratico, è invece un continuo di comicità senza soluzione di continuità, con un ottimo passo ed una più che adeguata recitazione.
I giochi di parole sono cosi svariati ed ovunque, che non si riesce nemmeno a coglierli realmente tutti alla prima visione, altrettanto si può dire delle espressioni che sono cosi ben fatte e surreali che servirebbero più occhi per poterle notare tutte all'interno di alcune scene.

Molto bene, anzi benissimo, i costumi e le ambientazioni, appropriati per l'epoca e certamente non cosi semplici da reperire oggigiorno.
Bene come detto la comicità, ma forse ancor di più va elogiatà l'originalità, quella del tema e della sua stessa attuazione.

In conclusione una recensione particolarmente corta, ma per la sola scelta voluta di non voler svelare troppo su di uno dei migliori corti in circolazione, quantomeno tra quelli usciti recentemente.
Non rimane come consiglio, in questo caso, che augurarne una buona visione.

Che cosa è un DVD?