Il film è notissimo a tutti coloro che sono cresciuti negli anni '90, dato che una volta uscito al cinema, è stato passato in televisione nella seconda metà della decade molteplici volte.
La trama è quella di uno scrittore talentuoso, che ha però raggiunto la notorietà più per una saga di racconti per la massa, che per le proprie opere che considera "d'autore".
Egli è solito ritirarsi in un piccolo albergo di montagna per terminare i suoi lavori, ed una volta finito l'ultimo libro a cui stava lavorando, riparte verso la città per festeggiare e pubblicarlo.
Tuttavia una tormenta di neve lo coglie di sorpresa, facendolo sbandare e... tutto il resto sarebbe svelare troppo.
Il film è davvero ben fatto nel suo insieme, passo lento ma voluto e quantomeno costante, stesso per gli scenari e le scenografie, appropriati e coerenti.
Molto bene la recitazione, soprattutto quella della coprotagonista Kathy Bates, che fu infatti acclamata dalla critica per la sua prestazione.
Anche quella di James Caen (nella parte dello scrittore) fu considerata all'altezza.
Bene la trama, semplice ma efficacie, e molto bene il taglio drammatico che è stato voluto dare all'opera.
Si tratta infatti quasi di un film horror, dove la suspence ed i colpi di scena, spesso violenti, sono tra gli aspetti più curati.
Male il finale, anzi gli ultimi 20 minuti per intero, iniziano infatti ad accadere tutta una serie di ingenuità surreali da parte di alcuni personaggi, lo sceriffo è uno di essi, e tutta una serie di forzature per rendere il finale più acceso, come per esempio lo scontro fisico finale.
Malissimo il titolo, da intendersi quello adattato nella versione italiana, è stato distribuito infatti come "Misery non deve morire", svelando, come già trattato spesso anche su questo blog, metà della trama.
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