Il genere fantascientifico è uno dei più conosciuti ed apprezzati a livello cinematografico, ma nonostante sia la quintessenza della visione futuristica, non è nato di recente, affonda infatti le proprie radici nel passato, addirittura ad un secolo fa.
Si "festeggia" infatti in questo mese di aprile del 2026 il suo compleanno, ben 100 anni tondi tondi, da quello che è considerato il momento ufficiale di partenza di tale genere, ossia la prima rivista fantascientifica uscita negli Stati Uniti d'America nel 1926.
Nasce appunto inizialmente come genere letterario per poi espandersi alle altre arti, con il nome che passa da Science Fiction, al più contratto Sci-Fi, nel mondo anglosassone, mentre da noi viene adattato intorno agli anni '50 in "Fantascienza", decade in cui il genere inizia anche a contaminare il mondo cinematografico a livello globale.
(La data di inizio rimane comunque in parte simbolica, dato che non è netta, vi erano già state opere con un simile tenore come ad esempio Frankenstein di Mary Shelley).
Alcune caratteristiche lo definiscono e lo fanno riconoscere più di altre, essendo tipiche e ricorrenti, come per esempio il fatto che la trama sia solitamente ambientata in un futuro piuttosto remoto, o in una zona remota, come ad esempio lo spazio o un altro pianeta.
Alieni e robot sono altrettanto frequentemente presenti, spesso in maniera inizialmente non evidente, ed in alcuni casi proprio come protagonisti.
La tecnologia, ed inevitabilmente la stessa scienza, sono un'altro elemento, se non l'elemento per antonomasia, più presente e più approfondito.
Altra caratteristica quasi inevitabile è quella dei viaggi nel tempo, dato che tutte queste trame si collegano spesso ad altri momenti e non sempre si tratta di flashback.
In generale è un genere che stimola l'immaginazione, del creatore e dello spettatore, che trasporta altrove, ma che porta e lascia spesso a domande esistenziali perfettamente reali e pienamente umane.
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