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sabato 4 aprile 2026

"Il lato positivo" (2012) #Recensione

 Si tratta di un film interamente e tipicamente statunitense, con tanto di fanatismo per il football americano e di dinamiche sociali tipiche d'oltreoceano, che riscosse un enorme successo di pubblico e di critica, con tanto di 8 canditature ai premi Oscar, il tutto nonostante il budget utilizzato fosse decisamente basso per le produzioni di livello nel mondo hollywoodiano. 

La trama è quella di un giovane rinchiuso in un istituto per persone con problemi mentali, il suo caso tuttavia non è neurologico ma solo psicologico, oltre che legale, e questo gli permette di uscirne nel giro di soli 8 mesi.
Tornato alla realtà ed alla "normalità", si trova ad affrontare la vita, o meglio la sua nuova vita, con maggiore consapevolezza di se e con una più chiara diagnosi riguardo a quello che lo aveva affetto fino ad allora, il bipolarismo.
Incontrerà ben presto una persona che saprà vedere oltre le sue stranezze e la sua impulsività, apprezzandolo per quello che è e sognando di poter construire un futuro con lui. 

Il risultato è un buon film, con un passo accettabile e qualche spunto interessante, ma allo stesso tempo 2 ore che contengono scene tirate troppo per le lunghe, e molte mancate opportunità.

Volendolo analizzare nel dettaglio occorre premettere che il film è pesantemente compromesso, se non rovinato, dal doppiaggio italiano, con la solita caterva di frasi inesistenti nel parlato comune, come "Ho sbracato, sono una smandrappata, e sei una peste", che possono andare bene in rarissimi contesti, spesso infantili, ma non in scene drammatiche tra adulti.

Detto questo si può passare agli Oscar, i quali sembrano assolutamente eccessivi, ancor più quello alla coprotagonista Jennifer Lawrence, l'unico ad essersi davvero materializzato nella serata della premiazione, che sembra essersi comportata in maniera adeguata, recitativamente parlando, ma non eccezionale. 

Anche tutti gli altri aspetti del film, compresi quelli più tecnici come scenografia e montaggio, appaiono buoni, ma niente di memorabile, rimane dunque una accettabile sceneggiatura, basata su una ottima idea, che altro non proveniva che da un romanzo di pochi anni prima.

Molto bene Bradley Cooper, meglio anche della Lawrence, bene De Niro, nei panni del padre di lui, ed accettabile tutto il resto del cast, ma rimane una pellicola da guardare senza troppe aspettative e certamente non meritevole di premi di altissimo livello, anche perchè la gran parte degli aspetti più profondi della mente umana, che il film vorrebbe trattare, rimangono in superficie, facendola finire per essere, volente o nolente, una commedia abbastanza ben riuscita ma nulla più.

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