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martedì 7 aprile 2026

"Il ragazzo di campagna" (1984) #Recensione

 Si tratta di un film storico/pilastro che più storico e pilastro non si può, del genere che viene comunemente catalogato come commedia comica all'italiana. 

Artemio un contadino della campagna lombarda, si trova a festeggiare in casa con la madre il proprio quarantesimo compleanno, momento nel quale realizza che ha passato tutta la propria vita nello stesso borgo, facendo le stesse cose.
Decide dunque di dare un cambio drastico al proprio futuro e di dirigersi in città, con se ha solo una valigia, i risparmi di tutta la vita, e grandi aspettative.
Si scontrerà però con la velocità e la superficialità di molti aspetti frenetici della città e delle persone che incontra. 

Dettà cosi può sembrare una storia quasi seria, ma è ovviamente condita dal tipico umorismo ed espressività surreali di Renato Pozzetto, protagonista assoluto del e nel film.
La trama è però anche il punto debole dell'opera, appare infatti davvero limitata, non che dovesse essere altrimenti, ma è realmente la storia di un non più giovane che dalla campagna cerca di spostarsi a vivere nella Milano degli anni '80.
Il film basa quindi tutto il proprio valore sui suddetti elementi legati alla collaudata figura di Pozzetto, che non interpreta altro che il solito personaggio, per di più sostanzialmente simile al vero se stesso.

Il risultato generale però è ottimo, il film scorre bene e coinvolge per quel che può fare, le scenette e le battute comiche sono coorenti, non urlate, non volgari, e quasi sempre non forzate.
Pozzetto rappresenta l'eroe buono, di sani principi, un po' troppo diretto e un po' sempliciotto, per cui parteggiare.
Intorno a lui moltissimi attori che non sono più attivi e purtroppo in molti casi nemmeno più in vita.
Per alcuni di loro questo film ha rappresentato addirittura il picco della propria carriera, come le due ragazze, quella che desidera e quella che rifiuta, quest'ultima si ritirerà dalle scene poco tempo dopo il grandissimo successo del film, rimanendo comunque attiva in questi ultimi anni agli eventi creati dagli appassionati dell'opera. 
Da notare come diverse battute del film abbiano avuto praticamente vita propria dopo la sua uscita, in particolare quella del "Taaac" che Pozzetto emette ad ogni elemento del proprio monologale che tocca, tanto da essere tuttora presente del linguaggio comune, con la consapevolezza in quasi tutti che sia una citazione, ma non altrettanta di sapere esattamente da che pellicola provenza con esattezza.

In sostanza un film semplice, che non vuole strafare e che non stanca od infastidische, da guardarsi da soli o in compagnia, o ancor più probabilmente per ottenere un po' di effetto nostalgia. 

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