La trama è quella di una commessa in un negozio di prodotti di bellezza, che come tutto il mondo intorno a se è costretta a sottostare a queste disposizioni, come il controllo dell'olfatto (che deve essere pessimo), ed il pagamento di qualsivoglia oggetto o prestazione, in schiaffi, come nuova forma di "moneta".
Naturalmente non tutte le regole verranno rispettate, ed ella stessa si recherà a comprare del dentifrico al mercato nero.
Per quanto il titolo e la suddetta spiegazione dello svolgimento, possano sembrare comici, il corto è invece molto serio, con l'aggiunta del bianco e nero per tutta l'opera, che lo fa sembrare ancora più cupo.
Eccellenti tutti gli aspetti tecnici, gli scenari, le inquadrature, ed anche la recitazione all'altezza.
Accettabili sulla carta, ma non particolarmente intriganti di fatto, le trovate distopiche, mentre invece non particolarmente bene per quanto riguarda l'opera in se e per se, che rimane piuttosto insipida nel suo insieme e non trasmette, ne coinvolge molto durante la visione, in una sorta di attesa del colpo di scena che non arriva mai.
Acclamato dalla critica, è stata infatti persino canditato agli Oscar come miglior corto dell'anno, rimane però un corto guardabile da tutti ma probabilmente apprezzabile da pochi, forse per la sua sofisticatezza, forse per la sua incapacità di parlare ad un pubblico più vasto.
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