Nonostante l'apparenza hollywoodiana, si tratta di un film australiano, sovvenzionato e girato interamente in australia, dove si è svolta anche la prima proiezione, persino la coprotagonista è australiana.
La trama è piuttosto complessa, o almeno difficile da riassumere, ma è certamente da evidenziare come si punti molto sull'originalità della storia e sulla continua presenza di colpi di scena.
Meglio saltare dunque completamente ogni accenno ad essa per non rovinarne alcune parti, è comunque un thriller sci-fi come dichiarato ufficialmente, con notevoli tinte drammatiche se uno si appassiona alla intricatissima e surreale serie di eventi.
Bene il cast, formato sostanzialmente da due attori, i quali ricoprono probabilmente quasi il 90% del tempo recitato sullo schermo.
Non male appunto Ethan Hawke come protagonista, attore navigato e ben noto, che si è spessissimo trovato a ricoprire proprio questo esatto genere di ruolo, è stato infatti già attore principale nel capolavoro "Gattaca", e nel piuttosto deludente "The Purge", uscito poco prima del film trattato in questo post.
Tuttavia, dati un po' tutti questi aspetti, la sua recitazione, se pur all'altezza, non è risultata brillante o particolarmente ispirata, al contrario della sua coprotagonista, la giovane Sarah Snook, che è apparsa straordinaria, almeno in questa prestazione.
Le è stato infatti fatto ricoprire un doppio ruolo, sia da donna che da uomo, e per quanto in quello da uomo sia risultata parzialmente credibile, ed abbia recitato degnamente, è in quello femminile dove ha potuto essere maggiormente se stessa che ha potuto mostrare tutta la propria espressività.
Per il resto è un film di una durata adeguata, un po' meno di 100 minuti, con un passo ottimo e costante, infatti non stanca ne infastidisce per pochezza, ma allo stesso tempo non riesce particolarmente a coinvolgere, ed alcune scelte appaiono forzate, una su tutte la custodia di violino che fa fare sbalzi nel tempo, che sembra più pensata ed eseguita come se fosse un cartone animato, che un film di livello.
Il budget è stato abbastanza basso per le grandi produzioni a cui siamo abituati in occidente, soli 5 milioni di dollari, presumibilmente australiani, ed anche il risultato al botteghino non ha permesso veri guadagni, tuttavia la critica è stata piuttosto entusiasta, visti anche i molteplici premi ricevuti per la sceneggiatura e la recitazione della coprotagonista.
Lo stesso o forse ancor di più si può dire per il pubblico, che sui maggiori siti di recensioni ha dimostrato di aver ampiamente apprezzato l'opera nel suo insieme.
Il suo insieme però è il misto di elementi ottimi e deludenti appena descritti, rimane dunque un'opera adatta ad un pubblico appassionato del genere, che difficilmente riesce a conquistare spettatori attratti solitamente da altri tipi di pellicole.
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