Nel post precedente è stato visto che cosa significi ed in quali scenari si usi tale parola, in questo la assoceremo ad uno degli attori che più ne hanno rappresentato la categoria sul grande schermo, volenti o nolenti.
Si tratta di Peter Green, scomparso circa sei mesi fa a soli 60 anni.
Attore americano, cresciuto non lontano da New York, che ha vissuto un po' tutti gli aspetti più classici della vita difficile, sia per quanto riguarda quelli che possono capitare, che per quelli che uno si va a cercare.
Lasciò infatti la propria casa da adolescente, visse come un sensatetto per qualche anno, e sviluppò nel momento del suo maggior successo una dipendenza dalle droghe, specialmente l'eroina.
Probabilmente oltre che la genetica, anche il sovracitato complicato ed estremo modo di vivere ne segnò il fisico, rendendogli tra le altre caratteristiche un volto piuttosto incavato, elemento che può essere funzionale quando si deve rappresentare il cattivo della situazione.
Sullo schermo ha appunto spesso ricoperto ruoli da "villain", con due su tutti, entrambi negli anni '90 ed addirittura nell'arco dello stesso anno.
Il primo è quello di Dorian Tyrell, personaggio interpretato nel film "The Mask", praticamente quasi il solo antagonista di tutta la pellicola, o almeno l'unico che rimane tale per tutta la durata.
Il secondo è quello di "Zed", personaggio iconico di un film pieno di personaggi iconici, in sella alla sua Harley, o meglio il suo "Chopper" come esigeva fosse chiamato, in Pulp Fiction.
In entrambi i casi sono state prestazioni eccellenti, di personaggi rimasti impressi nell'immaginario collettivo, anche se non protagonisti delle opere.
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