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lunedì 7 settembre 2026

"Fahrenheit 451" #Recensione

 Si tratta di un film distopico del 1966, diretto dal regista francese Francois Truffaut, il quale si cimenta con un pubblico internazionale, basandosi sull'omonimo romanzo dello scrittore americano Ray Bradbury.

La trama è quella di una società che ha ripudiato la lettura, in quanto fonte di emozioni troppo forti e spesso negative, le quali possono in alcuni casi a detta loro portare a brutti episodi di iniziative personali, come omicidi e suicidi.
Una squadra di pompieri, riconvertiti a piromani, girano per la città andando a bruciare i libri rimasti, casa per casa.
Il tutto è presentato dal punto di vista di uno di loro, il protagonista, che però non riuscirà a tenere del tutto a freno le proprie emozioni e la propria sete di conoscenza.

Tali "pompieri" vengono dipinti in pieno stile nazista, dalle divise nere in tinta unita, ai saluti che si scambiano, fino appunto ai roghi pubblici di libri.
Tuttavia ad un certo punto il paradosso si manifesta, quando al momento di esprimere a voce i propri ideali, dichiarano di volere e dovere essere tutti uguali, quindi una idealogica che inizia ad essere molto vicina a quella comunista.

La visione del film regala qualche dubbio iniziale quando non si sà bene dove voglia arrivare con certe scene e quando sembra avere la possibilità di essere sconslusionato, o più un semplice esercizio di stile che un'opera con una morale.
Il tutto invece si riprende, anzi si conclude, i cerchi aperti vengono infatti tutti chiusi, anche degnamente ed in maniera interessante.

Molto bene quindi scenari e colori slavati, bene le inquadrature, come la recitazione semplice ma credibile di un po' tutto il cast, buoni anche il passo e la durata che sembrano appropriati.

Curioso il camion dei pompieri che non trasporta realmente acqua, ed ancor di più come (i ribelli/reietti) una volta ritrovatisi nel bosco (spoiler), in una delle ultime scene del film, tramite il loro capo dichairino che i libri vadano bruciati, e che debbano rimanere soltanto nella mente di ugnuno dei membri, per essere ricordati.
La scena sembra concettualmente tratta da "La fattoria degli animali", visto che anche nel mondo utopico, una volta ottenuto il potere, chi è al comando impartisce ordini simili a quelli di chi comanda il mondo distopico.

Bellissima l'idea degli uomini libro, associati lisquisticamente e non all'idea di uomini "liberi", che imparando a memoria un libro a testa, e recitandoli ad un membro giovane in punto di morte, assicurano la continuazione della divulgazione e la sopravvivenza della letteratura e della conoscenza.

In sostanza un film che ci mette del tempo a farsi scoprire in tutto il proprio valore, ma che nel suo insieme merita di essere visto per gli spunti interessanti che propone, i quali tuttavia sono probabilmente semplicemente provenienti dal libro da cui è tratto, più che dalla mano di sceneggiatori e regista.

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