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lunedì 11 agosto 2025

Ed Fringe, il festival imperdibile.

 L'Edimburgh Fringe Festival, anche conosciuto come Ed Fringe, o anche Fringe Festival, è il festival della arti piu grande al mondo, ed anche se la settima arte non è particolarmente presente, vale la pena segnalarlo per il suo valore e la sua vicinanza in qualche modo anche al mondo cinematografico.

Si svolge ogni anno da più di 70 anni nel mese di agosto ad Edimburgo, in Scozia.

Per quasi tutto il mese, quasi ogni bar, ogni locale, ogni teatro, o retrobottega, ogni angolo di strada, probabilmente persino anche qualche scantinato, diventano luoghi dove si possono vedere esibite delle arti.

E per arti se ne intendono davvero una varietà enorme, dai musicisti di strada, ai giocolieri, maghi, teatranti, si può assistere a dei musical, a dei concerti, e qualsiasi altra idea venga in mente a qualcuno per uno spettacolo.

Menzione a parte la merita la categoria comici, perchè gli spettacoli di stand up comedy al Fringe Festival sono davvero qualcosa da mettere nel curriculum da parte dei protagonisti, tanto che sono passati dalla menifestazione nel corso degli anni, molti dei migliori comici mondiali.

In numeri si tratta di tre settimane abbondanti in cui circa 20.000 artisti invadono la città per esibire la propria arte, anche reiteratamente, spesso infatti portano in scena il proprio spettacolo o la propria musica ogni giorno per la durata di tutta la manifestazione.

Tutto questo rende la manifestazione straordinaria e quasi unica nel suo genere, imperdibile, da vedere e vivere almeno una volta nella vita.

venerdì 8 agosto 2025

Il controverso finale de "La vita è bella"

 Come visto in post su questo blog di qualche giorno fa, il film in questione, scritto, diretto, ed interpretato da Roberto Benigni è stato considerato un po' da tutte le parti un capolavoro. 

Persino dalle parti di Hollywood, che è da sempre molto orientata sul cinema autoctono e riserva giusto lo spazio di un singolo premio a quello del resto del globo.

La controversia, o meglio la contestazione, perchè appare decisamente unilaterale, nasce dal fatto che nel finale, il campo di concentramento in cui si trovano i protagonisti sopravvissuti, venga liberato dalle truppe americane. 
Questo ha infastidito molto alcune persone, esperti di storia e non, che hanno accusato Benigni di aver creato un falso storico, dato che i campi di concentramento furono liberati alla fine della seconda guerra mondiale, dalle truppe russe.

Ad alimentare la critica vi è stato anche l'elemento dietrologista per cui far passare gli americani da eroi avrebbe aiutato nella conquista del mercato statunitense e forse anche permesso di raccogliere qualche statuetta.

Tuttavia si tratta di accuse infondate, per molteplici ragioni.
La prima è che non tutti i campi di concentramento furono liberati dai russi.
La seconda è perchè si da per scontato che si tratti del campo di Auschwitz, situato in Polonia, e lontano da zone montuose, come invece si vedono nel film.
La terza è che la tipologia di lavori forzati che venivano fatti eseguire ai deportati, non coincide con quelli che in prevalenza erano costretti ad eseguire coloro che si trovavano ad Auschwitz.

Appurato che non si tratti di tale campo, in altrettanti hanno provato a dimostrare che invece si tratti specificamente del campo di concentramento di Mauthausen, che si trovava in Austria.
Questa seconda ipotesi farebbe coincidere tutto, ed oltre.
Il campo di Mauthausen infatti aveva un territorio montuoso circostante, la tipologia di lavori forzati coinciderebbe, e fu infatti liberato dalle truppe americane.
C'è inoltre una curiosità riguardo a tutta la trama dell'opera, e cioè il fatto che gli zii di Nicoletta Braschi, moglie di Benigni, e presente come attrice nel film, furono deportati proprio a Mauthausen, ed i loro nomi erano proprio Guido e Dora, gli stessi che sono stati assegnati ai due protagonisti.

Alla fine la spiegazione più assennata sembra quella dello stesso Benigni, che ha speigato che non ha voluto scendere in nessun dettaglio specifico con il suo finale, ed ha raccontato una liberazione generaica dalle truppe naziste, avvenuta in un campo di concentramento generico, che doveva soltanto rappresentare "IL" campo di concentramento. 

lunedì 4 agosto 2025

E' meglio il libro o il film?

 Annosa questione tra gli appassionati delle 7 arti, capita infatti spesso che si senta commentare che un'opera ha perso o acquistato valore in una delle due versioni.

Molti film, anzi moltissimi, più di quanto uno sospetterebbe, provengono da libri, spesso romanzi, e vengono adattati più o meno liberamente ad un copione cinematografico.

Sono però due forme di consumo di contenuti artistici diametralmente opposte, una, la letteratura, è a rilascio lento, e si basa principalmente sulla voglia e capacità del lettore di immaginarsi luoghi, volti e situazioni, naturalmente sulla base di come vengono descritte dallo scrittore, l'altra invece, offre tutto già pronto ed anche con tempistiche particolarmente brevi, riversando in solitamente un'ora e mezza, un contenuto audio-video che lascia contrariamente poco all'immaginazione.

Naturalmente i fortissimi appassionati di uno dei due mondi tendono ad essere piuttosto critici rispetto all'altro, ma nella terra di mezzo si trovano tantissime persone che si trovano a consumare la stessa opera in entrambi i formati.

Nella quasi totalità dei casi, è il libro che esce prima cronologicamente, ed è quindi in base al successo che ottiene che se ne valuta il film dicendo che ha deluso rispetto o è stato all'altezza.

Talvolta però vi sono pellicole che superano persino il successo già ottimo dell'opera letteraria, alcuni esempi iconici della cosa, sono stati il film "Trainspotting" capolavoro del 1996 diretto da Danny Boyle, basato sull'omonimo romanzo di Irwine Welsh di pochissimi anni prima, ed "Il Padrino", poi diventato una trilogia, adattato e diretto da Francis Ford Coppola e basato sull'omonimo romanzo scritto da Mario Puzo, uscito anche in questo caso pochissimi anni prima. 


venerdì 1 agosto 2025

Chi è Raoul Bova?

In questi giorni è un nome abbastanza presente sui media per fatti extralavorativi, ma vediamo chi è ed stato, nel mondo della recitazione : 

"Raoul" non è di certo un nome comune in Italia, tanto che in tempi pre-internet in molti hanno probabilmente pensato si trattasse di un personaggio dalle origini miste, ed invece entrambi i genitori sono italiani.

Nato a Roma, ha raggiunto in gioventù ottimi livelli nello sport, il nuoto nello specifico, tanto che sembrava potesse essere quella la sua carriera e la sua chiave del successo.
Non fu cosi, ottimo ma non eccelso nuotatore passò presto a sfruttare un'altra sua dote, quella di essere di bell'aspetto, con un piccolo ruolo in una trasmissione televisiva.

Si è in seguito, nell'arco della propria carriera nel mondo del cinema ormai più che trentennale, cimentato in numerosissime tipologie di ruoli di settore, essendo stato oltre che attore di cinema e teatro, anche regista, produttore, e persino doppiatore.

In tutti questi ambiti però il suo contributo non è stato particolarmente rilevante ne costante, a differenza della sua presenza nei film, dove è riuscito a mostrare a pieno le proprie capacità.

Ha recitato infatti per decine di produzioni sia italiane che in seguito anche nord-americane, avendo un filo conduttore nel fatto che si trattasse spessissimo di pellicole riguardanti il genere poliziesco, o comunque thriller drammatici.

In Italia ha avuto la possibilità di recitare accanto a grandissimi del cinema nostrano, come Giancarlo Giannini, e negli Stati Uniti a fianco di celebrità del loro cinema, come Michael Keaton. 

Persona apparentemente retta e dedicata a non trascurare il prossimo, si impegna da anni attivamente nella Croce Rossa e per la beneficienza.

Mai particolarmente presente, salvo appunto in questi ultimi giorni, nelle notizie di gossip o cronaca, ha comunque avuto quattro figli da due diversi matrimoni, e qualche guaio giudiziario principalmente per vicende fiscali.

venerdì 25 luglio 2025

La leggendaria camminata di Benigni sul pubblico..

 Anche se nella vita dovremmo celebrare come leggendarie le imprese in campi come la medicina o la ricerca, la nostra società tende ad usare ed abusare tale termine per atti ed eventi evvenuti in settori come lo sport e l'intrattenimento, ecco, in alcuni casi però non sembra a sproposito.

Ed è per questo che si può definire leggendario quello che è avvenuto la notte del 21 Marzo del 1999 alla cerimonia degli Oscar, per talmente tanti aspetti che non sarà nemmeno possibile elencarli tutti : 

Innanzitutto vincere un Oscar, o meglio 3, per un film straniero in terra americana, risultato che ottenne appunto "La vita è bella" di Roberto Benigni.
A cui si aggiunse il fatto che il caso volle che fosse proprio l'italiana di origine Sophia Loren ad annunciarne il vincitore, urlando e gioendo in prima persona nel dire il nome proprio, senza nemmeno il cognome, del vincitore : "ROBERTO!!".

A ciò si aggiunsero le gesta in prima persona di Benigni, il suo ergersi in piedi sulla poltroncine del teatro ed iniziare festante la sua camminata verso il palco, facendo una sorta di moderno crowd surfing sopra la folla appunto, e per folla si intendono celebrità e miliardari, con tutti i rischi del caso.

E per ultimo, ma solo in senso temporale, il suo discorso di accetazione del premio, che avrebbe probabilmente meritato un ulteriore Oscar esso stesso, dove tutti pendevano dalla sue labbra, e dove sorprese tutti citanto Dante, ringraziando tutti coloro che erano caduti in guerra e non solo per essere i grandi contributori alla possibilità di dire oggi "la vita è bella", e ringraziando i propri genitori che lo stavano guardando dal loro piccolo paesino toscano, per avergli dato il più grande dono possibile, la povertà.. una delle affermazioni più forti e che lo ha contraddistinto di più in tutta la sua carriera.

Come detto sarebbe stato impossibile segnalare ed elogiare tutti gli aspetti memorabili di quei 4 minuti di follia in quella notte degli Oscar senza dilungarsi troppo, ma la speranza è che se ne sia colta l'essenza, soprattutto quella dell'umiltà e del realismo, che troppo spesso vengono perse nell'ipocrisia e nei moralismi di Hollywood. 

domenica 20 luglio 2025

"Cinemassacre", un originale canale Youtube.

 Rimanendo sul tema della creazioni di James Rolfe, di cui abbia visto il fiasco della prima ed ultima pellicola, ma anche l'enorme successo della sua serie "AVGN", vale la pena segnalare come tutto faccia capo al suo canale Youtube generale, chiamato appunto "Cinemassacre".

Il nome è un gioco di parole tra "Cinema" (in italiano rimane invariato), e "Massacre" (Massacro), un po' per la natura critica e dissacrante di molti aspetti del canale in generale, ed un po' per la passione specifica dello stesso James per i film di genere Horror.
Il logo è infatti un ibrido tra una cinepresa ed una motosega, in riferimento probabilmente anche al film "Texas chainsaw massacre" (in italiano distribuito come : "Non aprite quella porta").

Il canale contiene moltissimi elementi di interesse per un appassionato di cinema, dalle recesioni, alle discussioni, fino a video divertenti persino sulla poca originalità nella scelta dei titoli delle pellicole.
Ad essi partecipano solitamente i due principali "attori" ed autori, Mike Matei e lo stesso James Rolfe, più alcune presenze saltuarie.

I video raramente peccano di essere interessanti od informativi, e l'atomosfera generale è molto rilassata ed amichevole, quasi una sorta di cineforum.

Il canale è dunque promosso e fortemente consigliato, anche se è interamente in lingua inglese ed usare i sottotitoli vorrebbe dire perdersi la maggior parte delle loro battute e dei giochi di parole. 

giovedì 17 luglio 2025

"Angry Video Game Nerd : The Movie" (2014) #Recensione

 "Angry Video Game Nerd" è una serie di video riguardanti le recensioni dei videogiochi, principalmente quelli usciti ormai da diversi anni.

Detta cosi suona come una cosa fortemente elitaria e piuttosto distante dalla cinematografia, tuttavia, il risultato fu talmente originale ed intrattenente, che ebbe un successo enorme su Youtube, ben oltre i confini di chi si definisse un "Retrogamer", come lo stesso creatore, ed anche oltre la cerchia generale dei "Gamers".

L'idea fu frutto della mente dello youtuber (al tempo non esisteva ancora questo appellativo) americano, James Rolfe, che in modo infastidito ed ipercritico, ma estremamente comico, recuperava vecchi videogiochi e li recensiva, rivivendo tutta la fascia di emozioni e soprattutto frustrazioni, che molti bambini avevano vissuto giocandoci.

Dopo quesa spiegazione necessaria, passiamo al film in se e per se.

Come detto il risultato della serie "AVGN" fu ottimo ed il successo su Youtube notevole, tanto che egli decise di buttarsi nel campo che era il suo vero sogno sin da piccolo, quello del cinema.

Decise di realizzare un film scritto e diretto da egli stesso, chiedendo aiuto su di una piattaforma di Crowdfunding ai propri followers, ed ottenne in breve tempo tutto il budget ipotizzato come necessario.

Le capacità di editing c'erano, le aveva dimostrate negli anni nei suoi video, la presenza scenica semplice ed azzeccata pure, persino la trama si basava su di una storia abbastanza originale, ossia la leggenda metropolitana che migliaia di copie di un videogioco fossero in passato state seppellite nel deserto, il risultato però fu proprio pessimo.

Moltissime fururo le critiche ad altrettanti aspetti che sembrarono non riusciti, ma la maggior parte furono delusioni per alcuni aspetti molto pratici, come la durata eccessiva, quasi 2 ore, o la mancanza degli altri volti noti dei suoi video, come l'autore delle sigle, Kyle Justin, o il suo fedele compagno di critiche ai videogiochi, il dissacrante Mike Matei, in favore di un cast più inclusivo.

In sostanza un film che tradì le attese, fatto per realizzare un sogno e magari iniziare una carriera cinematografica, ma finito per essere soltanto uno sfizio, a spese dei fan più fedeli, che ha una valutazione di 5/10 sull'IMDB, e che fortunatamente non è stato più ripetuto. 

Chi era Brigitte Bardot