E abbastanza diffusa, ed accade in moltissimi paesi, la pratica di chiamare i propri figli con nomi di personaggi famosi, vi sono infatti in giro per il mondo moltissimi "Diego", chiamati cosi perchè qualcuno in famiglia era un grande tifoso di Diego Armando Maradona, tanto per fare un esempio.
Ovviamente in quel caso si tratta di un nome che si amalgama bene con tutti i più classici e diffusi, e non è esclusivo di figli di appassionati di calcio. Tuttavia, quando si restringe il campo ai soli figli di celebrità hollywoodiane, e si cercano i casi più estremi, ecco che ci si imbatte in qualche nome che appare un po' eccessivo e limitante per i diretti interessati :
Il primo caso è quello di James Mathew Hanks, fratello di Tom, che ormai diversi anni fa, decise per i propri due figli due nomi abbastanza particolari, il primogenito ebbe probabilmente la sorte peggiore, e fu registrato all'anagrafe come "Forrest", nome proprio di uno dei personaggi meglio interpretati dal fratello, nel film "Forrest Gump", l'altro, fu chiamato "Wilson", nome per fortuna diffuso, ma che in questo caso fu scelto perchè era anche quello con cui il naufrago di Cast Away, personaggio nuovamente interpretato dal fratello, decise di chiamare il proprio "pallone di compagnia" nel film.
Peggio è andata al figlio di Michael Douglas, ormai più che trentenne, che subì in prima persona la forte passione del padre per il film "Il Padrino". Poteva infatti essere scelto per lui il semplice nome "Vito", come quello del protagonista, ma il padre, che fu talmente colpito dalla profondità della pellicola e dalla prestazione di Marlon Brando, decise di usare il nome per esteso, e chiamare il proprio figlio "Vito Corleone Douglas". Fortunatamente scelse per lo meno di omettere il "Don".
Il caso più sorprendente di tutti tuttavia, anche se non ha avuto particolare risalto sui media occidentali, è stato quello di Russell Crowe, attore neozelandese, che poco dopo il termine delle riprese de "Il Gladiatore" (The Gladiator), film di cui fu il protagonista, ed ancor prima di sapere quanto sarebbe diventato un successo, fu talmente sorpreso dal valore qualitativo dell'opera e dal piacere di avervici preso parte, che decise di chiamare il proprio primogenito.... Massimo?, non sarebbe stato poi cosi male come nome, forse un po' troppo italiano per il mondo anglosassone ma.. oppure Decimo? un po' più particolare, ma pur sempre importante e ragionevole.. o magari Meridio? più raro e meno affascinante ma accettabile.. no, decise di chiamarlo proprio "Gladiator". Ed è cosi che quest'ultimo dovrà portarsi dietro per il resto della propria vita, salvo cambiamenti anagrafici volontari, il nome Gladiator Crowe.